La morte di George Floyd ha scatenato una serie incredibili di proteste negli Stati Uniti d’America, in tutte le città più importanti tra cui New York, Chicago e Washington. Il movimento anti-razzista “Black Lives Matter” ha fatto partire delle manifestazioni pacifiche in tutti gli stati, che hanno portato all’arresto dei quattro poliziotti colpevoli di omicidio di un cittadino innocente. La discussione sul problema del razzismo, purtroppo ancora molto presente in America, ha coinvolto anche il mondo dello sport, nel quale molti atleti si sono espressi. Il primo è stato Lewis Hamilton, che ha accusato tutto il mondo della Formula 1 di essere sempre stato dominato esclusivamente da “maschi bianchi etero”, mettendo da parte ogni tipo di minoranza.
Il tennis invece, sport da sempre molto aperto verso ogni tipo di lotta,  e il primo a farsi avanti è stato Yannick Noah. L’ex giocatore francese è tra i tennisti più spettacolari e amati delle storia di questo sport, ed è salito alla ribalta dopo la vittoria del Roland Garros 1983. Noah ha duramente criticato quanto successo a Minneapolis, ma si è detto deluso dal fatto che molti atleti (bianchi) francesi non siano usciti allo scoperto denunciando il grave episodio razzista.

Noah
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Le parole di Yannick Noah

“Trovo molto deludente che tra tutti gli atleti francesi, solo i neri provino a farsi sentire. Gael Monfils e Jo-Wilfred Tsonga si sono schierati a favore del pover George Floyd, ma lo stesso non si può dire di altri. Penso che sia molto importante che gli atleti prendano posizione. Si tratta di un argomento del quale tutti dovremmo essere a conoscenza. La polizia svolge generalmente un buon lavoro, ma al suo interno si trovano molte mele marce. Vorrei che più tennisti si facessero avanti per combattere il razzismo, è una lotta di tutti, non solo dei neri”.

Anche Serena Williams scende in campo contro il razzismo

Noah Williams

Serena Williams in campo all’Australian Open 2020

Yannick Noah non è stato l’unico a scendere in campo. Serena Williams, nel corso di una live su Instagram, si è espressa sulla difficile situazione che il suo paese sta vivendo, con migliaia di persone che sono scese in strada per combattere la piaga del razzismo. L’ex numero 1 del mondo, e 23 volte vincitrice di un titolo Slam, ha parlato della sua esperienza diretta con il razzismo, spiegando come anche lei, nonostante sia una tennista di successo, abbia dovuto combattere contro questo problema.


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“Molte persone non sanno che nel corso della mia vita ho dovuto superare molte sfide. Ho dovuto lottare contro le ineguaglianze, ho dovuto fare i conti anche io con il razzismo e, cosa molto triste, tutto questo è una cosa normale per le persone che hanno la pelle del mio colore. Purtroppo è un qualcosa con cui ci si ritrova a fare i conti, e non possiamo permettere che diventi la normalità. E’ triste che anche una giocatrice di tennis come me abbia dovuto accettare determinate situazioni spiacevoli solo per il colore della pelle. In alcune circostanze, durante la mia carriera, mi è capitato di sentirmi a disagio in alcuni ambienti e a volte ho percepito anche di essere giudicata per il semplice fatto di essere nera. D’altra parte sono entrata a fare parte di uno sport che era completamente bianco e, ripensando ai primi tempi, non è stato facile per niente. Sono è sarò sempre orgogliosa di come sono. Sono orgogliosa di essere nera e so che non sarei la stessa se il colore della mia pelle fosse stato diverso, non sarei stata così forte e non sarei riuscita nemmeno ad avere la carriera che ho avuto. I miei genitori mi hanno insegnato ad amare me stessa e di questo li ringrazierò per sempre. Sicuramente continuerò a far sentire la mia voce in merito a una questione delicata come il razzismo, e sarò sempre pronta a fare la mia parte in modo che le persone possano migliorare”

La testimonianza di Auger-Aliassime

Noah Williams

Dopo un ex giocatore come Yannick Noah e una veterana del circuito come Serena Williams, è stato il turno di un giovanissimo. Félix AugerAliassime, classe 2000, è uno dei giocatori considerati della “Next Gen”, che probabilmente sarà protagonista del futuro del tennis. Il ventenne canadese ha parlato della sua esperienza con il razzismo, raccontando un episodio capitato a suo padre.

Se ho mai subito atti di razzismo? Io sono stato fortunato, non ho avuto problemi particolari, ma a mio padre è successo, pochi anni fa a Montreal. Lui è nato in Togo e poi è emigrato in Canada, dove ha sposato mia madre, bianca e canadese. Un giorno stava tornando a casa con la sua Mercedes, quando si è accorto che la polizia lo stava seguendo. Gli agenti lo hanno fermato, per poi interrogarlo sul perché stesse guidando una macchina così costosa. Capite il problema? Hanno dato per scontato che un nero non potesse permettersi una macchina così costosa, e pensavano che l’avesse rubata. E’ ovviamente una sciocchezza rispetto a quello che, purtroppo, è capitato a George Floyd, ma fa capire perfettamente come il problema del razzismo sia ovunque, non solo in America, e che possa essere toccato con mano, nelle piccole cose di ogni giorno”

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