In tutti gli sport si sta valutando la possibilità di tagliare gli stipendi, per salvare le società più in crisi. Nel calcio italiano se ne sta ancora discutendo, mentre in altri campionati alcuni club hanno già trovato l’accordo con i calciatori. Questo sta succedendo in ogni sport, e la Formula 1 non è da meno.
La sospensione del mondiale 2020, con molte gare rinviate ed altre a rischio, ha messo a dura prova le casse delle scuderie meno ricche. In questi giorni ci sarà una riunione (ovviamente in videoconferenza) tra tutti i team di Formula 1 e Liberty Media, la società americana che detiene i diritti del mondiale. L’obiettivo è quello di trovare la soluzione migliore per andare avanti, sperando che si possa correre almeno qualche gara, per non gettare al vento l’intera stagione.

Williams
Williams

Le possibilità però, sono molto poche. Si potrebbe iniziare a correre in piena estate, a luglio o ad agosto, accorciando il tempo tra un gran premio e l’altro. I problemi però sono molti, a partire dai viaggi intercontinentali che tutti gli staff dovrebbero intraprendere. La maggior parte delle scuderie hanno scelto come base l’Inghilterra, mentre Ferrari si trova in Italia e il team Haas negli Stati Uniti. Le gare si svolgono intorno a tutto il mondo, in tutti e cinque i continenti, e fare un viaggio di questo tipo porterebbe un’enorme elenco di possibili problemi. I rischi si possono ridurre al minimo, ma la certezza non può essere del 100% e molti preferiscono non rischiare. Anche per questo l’organizzazione del circuito di Silverstone aveva proposto di correre più volte sullo stesso tracciato, facendo anche alcune gare “al contrario”, nonostante molte piste non siano omologate per questo tipo di gare.


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La Williams abbassa i costi per superare la crisi

La riunione tra i team e Liberty Media sarà molto importante, e le scuderie che sperano di poter gareggiare sperano così di poter contenere, seppur solo di un po’, i danni. Se le grandi aziende come Ferrari e Mercedes possono ammortizzare i danni, per altre la situazione non sarà così semplice.
Anche un mondo ricco e pieno di interessi come la Formula 1 deve quindi fare i conti con il periodo difficile che tutto il mondo sta attraversando. La Williams ad esempio, che da anni è in forte crisi, ha annunciato di aver messo alcuni dipendenti in “congedo non pagato” fino al termine del mese di maggio. Per quanto riguarda lo staff tecnico e i piloti, è stata decisa una decurtazione dello stipendio del 20%, dal primo aprile in avanti.

Williams McLaren

La nuova monoposto Williams nei test di Barcellona

Lo ha comunicato la stessa Williams con questa nota ufficiale: “Il nostro obiettivo è proteggere il lavoro del nostro staff a Grove, e assicurare a tutti un rientro a pieno regime non appena la situazione lo permetterà”.

Tra le squadre che fanno base in Inghilterra, c’è ovviamente anche la Williams. Il Regno Unito, dopo un iniziale disinteresse, si sta attrezzando seriamente per affrontare la pandemia. Tutte le manifestazioni motoristiche sono state sospese e, nonostante gli organizzatori di Silverstone si fossero offerti per ospitare più gare, ora hanno cambiato idea, prendendosi del tempo (fino al termine del mese di Aprile) per decidere le sorti di una delle gare più prestigiose del Mondiale.

McLaren: Zak Brown propone una riduzione del budget cap

Restando in Inghilterra, andiamo a vedere la situazione in casa McLaren. Dopo le polemiche degli ultimi mesi tra la scuderia inglese e la Racing Point a riguardo della “Mercedes rosa”, la situazione è clamorosamente cambiata per tutti. Il team principal della McLaren, Zak Brown, in una recente intervista ha lanciato un grido d’allarme: “La Formula 1 è in una condizione molto difficile e fragile, diversi team rischiano di fallire”.
Per questo, oltre a discutere del calendario, nell’incontro con Liberty Media Zak Brown discuterà anche del budget cap per le prossime stagioni.

“Il budget cap fissato a partire dal 2021 è di 175 milioni di dollari. E’ troppo. Basta guardare cosa sta succedendo nel mondo per capire che quel budget va assolutamente ridotto. Il rischio è quello di perdere almeno due squadre e, se non si cambia, almeno altre due potrebbero saltare”

A chi si riferisce Zak Brown? La prima squadra a rischio, come abbiamo già detto, è la Williams. La scuderia inglese è seguita a ruota dagli americani della Haas e dall’Alfa Romeo, che è di proprietà degli svizzeri della Sauber. La Racing Point ha invece risolto i suoi problemi economici dopo l’arrivo di Lawrence Stroll, che da solo può contare su un patrimonio di 2,6 miliardi, che dal prossimo anno la trasformerà nell’Aston Martin Formula 1 Team.
Secondo Zak Brown però, il divario tra le società più ricche e quelle più povere non farà altro che allargarsi, e ha proposto di abbassare il budget cup fino a 100 milioni.
Tra le scuderie al vertice però, solo la Mercedes di Toto Wolff sarebbe pronta ad accettare di buon grado la proposta. Ferrari e Red Bull sono invece intenzionate a non scendere sotto i 150 milioni.

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