Nel mondo delle scommesse si cerca sempre di più un metodo innovativo, in grado di portare dei benefici a chi gioca senza fatica e senza studio. Ovviamente senza l’impegno, non esiste alcun metodo in grado di facilitare le scommesse, ma con lo studio e il metodo esistono varie possibilità per poter scommettere con un guadagno. Uno di questi prende il nome di Value Bets ed oggi andremo a vedere cosa significa, come applicarlo e se vale ancora la pena di essere usato o se ormai la sua importanza stia calando con l’andare del tempo.

Value Bets: significato e spiegazione

Ma cosa sono le value bets esattamente? Partiamo dal dire che le value bets sono state uno dei principali strumenti in grado e grazie al quale, si poteva guadagnare tramite il mondo delle scommesse sfruttando un determinato sistema. Tutto si basa sul valore delle quote, che vengono selezionate in base all’opportunità positiva che viene data a chi scommette. La prima cosa da fare è capire la probabilità effettiva di ciascun risultato, con questo riusciremo a capirne il vero valore.  Tutto questo si tratta di un’operazione matematica che va effettuata dopo un’attenta analisi. Ricordiamo a tutti che lo studio e il metodo di tutte le componenti è fondamentale, anche in questo specifico sistema. Andiamo ora ad usare un esempio per spiegare bene le value bets: prendiamo in esame una partita quotata, ad esempio, Atalanta-Juventus, le quote prese in esame sono 2,90 per la vittoria dell’Atalanta, 3,40 per il pareggio e 2,40 per la vittoria in trasferta della Juventus. Con queste quote potremmo facilmente ricavare la probabilità implicita: basta prendere una quota e usarla per dividere la quota cento. Per questa partita avremo quindi la vittoria dell’Atalanta ad una probabilità di 34,5 %, il pareggio a 29,4 % e la vittoria in trasferta della Juventus a 41,7 %.

Detto ciò, il valore di una tale puntata sarà vero solo se la percentuale che abbiamo stimato tramite la facile operazione matematica, porta a una probabilità inferiore rispetto a ciò che ci offre il determinato bookmaker. Ovviamente possiamo anche fare l’operazione inversa per ricavare la quota dalla probabilità: ad esempio una percentuale del 30%, dobbiamo fare la seguente divisione 100/30 e avremo la quota, in questo caso 3,33. Esiste anche un altro modo per verificare se esiste in un determinato caso di value bet: stavolta però, l’operazione da usare sarà una moltiplicazione e non una divisione come prima, dobbiamo perciò moltiplicare la quota per la probabilità di vincita della stessa, se il risultato supererà la quota 100, allora avremo probabilmente una value bet. Per esempio, se pensiamo che una squadra abbia il 30 % di probabilità di vittoria e la quota fosse 2,5, non si raggiungerebbe 100, ma solo 5. Mentre con una quota di 3,5 avremmo un risultato di 105 avendo una possibile value bet.


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Tutto questo ovviamente, predispone il fatto che ci sia un’attenta analisi in tutti le quote che ci vengono offerte dal mercato e anche più di un conto su più bookmaker per poter avere un’ampia visone di tutto il mercato, altrimenti potremmo perdere delle eventuali value bet.

Avendo sviscerato tutte le funzionalità delle value bet, possiamo dire che siano oggettivamente utili? Ormai i vari bookmaker, si sono adattati a questa tipologia di strategia, per questo le value bet al giorno d’oggi, sono molto meno redditizie di un tempo e hanno bisogno di un tempo e di una fatica che non vale più la pena di essere spesa. Ad oggi conviene molto di più puntare sulle dropping odds che su Invictus, vengono sempre aggiornate su ogni partita di calcio. Provalo gratis!