In questi giorni è arrivata una notizia che non ha colto gli esperti del settore impreparati ma è stata comunque un pugno nello stomaco. Una di quelle notizie che chiude un’epoca e ne apre un’altra. Valentino Rossi non sarà più nel team ufficiale Yamaha.

valentino rossi
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Il 42enne pesarese è diventato un lusso che il team ufficiale non si può più permettere se vuole ostacolare seriamente il dominio assoluto del binomio Honda-Marquez. Valentino non sembra avere più quella magia che per tanti anni lo ha contraddistinto. I riflessi sono leggermente differenti, i tempi di recupero un poco più lunghi, la fame molto meno vivace. Insomma anche Valentino Rossi, sia detto con tutto il rispetto, è invecchiato.

Il sostituto di Valentino Rossi sarà Quartararo

A sostituirlo ci sarà il nuovo fenomeno Quartararo e una nuova era potrà cominciare. L’addio di Rossi alla Yamaha ufficiale è stato costruito con molta eleganza: decisione consensuale. Così è stato scritto e la casa giapponese ha offerto al 9 volte campione del mondo una moto con fornitura ufficiale ma gestita da un altro team.

valentino rossi yamaha

Quest’ultima mossa è evidentemente un segno di rispetto per il Dottore che riuscì a curare la Yamaha riportandola alla vittoria nella classe regina dopo un periodo vissuto da comprimaria: era dai tempi di Wayne Rainey infatti che la Yamaha non riusciva a centrare il mondiale della classe più importante e seguita.

Era il 2004 quando Valentino entrò in Yamaha, facendo una specie di scambio moto con l’allora rivale Max Biaggi, e i risultati non tardarono ad arrivare: 9 vittorie e campionato del mondo. Un miracolo che si ripeté l’anno successivo e ancora nel 2008 e nel 2009. Ci sarà poi una pausa di riflessione tra i due amanti, Valentino e Yamaha, che li separerà per 2 stagioni. Ma come in ogni grande amore anche quello tra il pesarese e la casa giapponese vede un grande ritorno di fiamma.

Valentino risale sulla sua amata nel 2013 ma nonostante l’impegno e i risultati ragguardevoli non riuscirà più a vincere un mondiale. Arriva per ben 3 volte secondo, anche con molte polemiche, ma le cose stanno cambiando. E’ inevitabile. Le ultime tre stagioni del Moto Gp hanno visto il Dottore piazzarsi quinto, terzo e settimo. Quest’ultimo piazzamento è il peggiore della storia Rossi/Yamaha ed anche nella storia del pluricampione mondiale rappresenta uno dei vertici più bassi.


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Rossi aveva fatto peggio soltanto nella sua stagione di esordio in 125, con un nono posto. Correva l’anno 1996. 24 anni fa. Il parallelo con una storia d’amore regge molto anche in questo finale dal sapore amaro. L’offerta della Yamaha per una fornitura ufficiale a Valentino suona proprio come un “rimaniamo amici”.

Ma cosa farà il Dottore da grande?

Gli appassionati di motociclismo che hanno vissuto appieno la carriera del Dottore quando vedono la moto numero 46 pensano a quel ragazzino irriverente e senza paura, quel visetto da eterno adolescente. Ma dietro il casco adesso non c’è più un ragazzino sfrontato e sempre sorridente, ma un uomo. Un adulto di 42 anni che viene sostituito sulla moto da Fabio Quartararo, nato nell’Aprile del 1999. 3 anni dopo il debutto del Dottore in 125.

quartararo

Valentino Rossi dovrà comunque iniziare a capire quale sia la scelta migliore per lui, per il suo futuro, non solo dal punto di vista professionale ma anche dal punto di vista personale ed intimo. Una fase della sua vita si sta concludendo e ne sta per cominciare un’altra. Potrà rimandare l’addio alle corse ancora per un anno o forse due ma prima o poi dovrà appendere il casco al chiodo.

Come lasciare? Andarsene così, adesso, in punta di piedi o correre un’altra stagione cercando ostinatamente un altro acuto? Il rischio nella seconda ipotesi è di peggiorare quest’ultimo settimo posto e finire in una situazione ancora più difficile. Cosa fare dopo? Rimanere nel mondo delle corse o abbandonare il circo dei bolidi su due ruote per dedicarsi ad altro, per vivere nuove esperienze e misurarsi con nuove sfide?

E’ questo un momento molto delicato per gli sportivi, soprattutto per i campioni. Figuriamoci per le leggende come Valentino Rossi. Giacomo Agostini, unica leggenda paragonabile al pilota di Tavullia, riuscì a chiudere la sua carriera con onore e decisione, con un taglio piuttosto netto, dopo un settimo e un sesto posto. Tre anni prima di chiudere Ago aveva vinto il suo quindicesimo campionato del mondo, proprio su una Yamaha. Si riservò nelle ultime due stagioni anche un romantico ritorno alla sua amata MV Agusta, ma poi appese il casco al chiodo senza tentennamenti.

Sarà capace il campionissimo di Tavullia di emulare Agostini nel passaggio delicato da grande campione professionista a mito dello sport? L’8 Marzo, in Qatar, si aprirà la nuova stagione del Moto Gp. Valentino Rossi sarà schierato alla partenza o sarà a Tavullia a guardare la corsa seduto davanti alla tv?

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