Il 31 Marzo di ben 25 anni fa sul circuito di Shah Alam debuttava un giovane Valentino Rossi con la sua Aprilia nella classe 125. In quella stessa giornata due figure poi molto importanti nella vita di Valentino vincevano rispettivamente le proprie gare Luca Cadalora (diventerà successivamente il suo maestro) nella 500 e Max Biaggi (suo storico rivale) nella 250. Da lì in poi il campione di Tavullia può vantare ben 402 Gran Premi, oltre ai risaputi 9 titoli, 115 vittorie, 234 podi, 65 pole e 96 giri veloci.

Rossi
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Tutto iniziò così…

Dopo solo un anno dal suo debutto, nel 1997, a diciotto anni, è diventato campione mondiale classe 125 sempre con la sua amata Aprilia.

È in quest’anno che esplode definitivamente il fenomeno Rossi sul piano mediatico, grazie senz’altro ai suoi successi ma anche alla capacità innata di saper conquistare il pubblico, ad esempio con i suoi incredibili modi di festeggiare ogni successo. Travestimenti, prese in giro, scherzi che entrano nel mondo delle corse. In tutti i circuiti gli appassionati aspettano l’ennesima “trovata” del pilota di Tavullia.

Conquistato il titolo Rossi ottiene il passaggio alla 250 all’interno del Team Nastro Azzurro.

Come ogni primo anno la stagione non inizia benissimo con ben due cadute nelle prime due gare; in quell’anno Rossi chiuderà la stagione al secondo posto dietro il compagno di marca Loris Capirossi.


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E’ nell’anno successivo che inizia la “tradizione” della vittoria del secondo anno nella categoria sempre in anni dispari, 1999, vincendo il motomondiale classe 250.

Il 2000 è l’anno del passaggio alla classe 500 nonché del cambio di scuderia; il pesarese firma infatti con la Honda e viene seguito anche dallo sponsor principale Nastro Azzurro. Anche in questo caso il pilota concluderà la stagione al secondo posto nella classifica generale.

Tempo un anno e Valentino conquista il suo terzo titolo iridato.

E’ tempo di crescere

Arriva un cambio di regolamenti per la Moto Gp, e nel Motomondiale 2002 Valentino Rossi viene spostato sotto l’insegna del team Repsol Honda, insieme a tutta la sua squadra. Il dottore però non risente certo di questo cambio, e totalizza la bellezza di 11 vittorie e 355 punti, vincendo senza troppi problemi il suo quarto titolo mondiale.
Valentino Rossi diventa così il primo pilota italiano a vincere almeno un Mondiale nelle tre diverse categoire
Valentino Rossi è stato dunque il primo italiano a vincere il Mondiale in tre diverse categorie.

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Valentino Rossi “parla” con la sua moto prima di una gara

 

Nella particolare classifica che include anche la 500 si può dire che diventa il primo motociclista della storia a laurearsi campione in quattro classi differenti.

Bissa il successo nell’anno successivo caratterizzato da una straordinaria rimonta nella gara di Phillip Island su Loris Capirossi dopo aver annullato una penalità di 10 secondi rimediata da un sorpasso su Marco Melandri in regime di bandiere gialle.

Un italiano con una giapponese

Il 2004 segna una svolta epocale nella carriera del pilota italiano: Valentino lascia la Honda, complice di tanti successi con cui il rapporto si è definitivamente incrinato nel 2003, per trasferirsi nella casa giapponese Yamaha.

In quel periodo la moto era in piena crisi tecnica ma sovvertendo tutti i pronostici alla vigilia Rossi riesce a vincere il titolo nella sua prima stagione e a replicarlo nella seconda.

Nel biennio 2006-2007 arriva la prima crisi di risultati per il pilota italiano complice di stagioni anonime.

La rivincita avviene già nel 2008 dopo il passaggio alle Bridgestone dopo anni con la Michelin sul proprio compagno di squadra Jorge Lorenzo.

La sua centesima vittoria arriva nel 2009 ed in coincidenza vince il suo 9 titolo.

L’infortunio e la decadenza

Nel 2010 subisce un intervengo chirurgico per frattura scomposta ed esposta di tibia e perone rimediato dopo una caduta che condiziona la sua annata e rovina in modo definitivo il rapporto con Lorenzo e la Yamaha, portando il pilota pesarese a decidere di passare alla Ducati.

Si realizza una delle accoppiate italiane sognate da milioni di tifosi ma purtroppo non ottiene i risultati sperati segnando gli anni più bui nella carriera di Valentino Rossi con appena 3 podi.

Torna alla Yamaha ed il 2013 e 2014 sono anni intermedi prima della sua ultima stagione ad alto livello nel 2015, in cui sfiora il decimo titolo mondiale, perso all’ultima gara con non poche polemiche contro il rivale Stoner.

Negli anni successivi inizia la parabola discendente del pilota italiano con risultati non all’altezza della sua fama e classe.

Amici, nemici

Nel corso della sua carriera Rossi ha avuto modo di gareggiare con diverse generazioni di piloti con cui ha avuto diverse rivalità.

Sebbena alcune rivalità come quella con Capirossi sono sempre state corrette e pacifiche, fuori e dentro la pista, altre hanno attirato l’attenzione della stampa mondiale.
Quella con Max Biaggi, invece, è stata sicuramente la più importanti, visti i pessimi rapporti tra i due piloti. La rivalità ha visto vari episodi molto duri, sia in pista che fuori. Dopo una gara, tra Biaggi e Rossi scoppiò addirittura una rissa, che venne immediatamente fermata dai membri del team che impedirono ad entrambi di subire una pesante squalifica.

Nel 2001, in Giappone avviene uno degli episodi più famosi nella storia del Motociclismo, quando nel corso della gara il romano aveva superato il rivale allargando vistosamente il braccio, rischiando di far cadere Rossi, e pochi giri dopo lo stesso Rossi aveva restituito a Biaggi il sorpasso mostrandogli nell’occasione, in diretta televisiva, il dito medio.

La rivalità avrà fine solo con il passaggio di Max Biaggi in Superbike.

Spagnoli? No, grazie

Le più accese rivalità degli ultimi anni avvengono però con piloti spagnoli.

La prima nasce con Sete Gibernau con il quale l’italiano si contende i primi mondiali della neonata Classe MotoGP che si concluderà con il celebre sorpasso della “spallata”.

Più acceso il dualismo tra Rossi e Casey Stoner con il celebre sorpasso sfruttando la parte esterna della curva nella gara di Laguna Seca.

Il primo duello interno nella scuderia avviene con Jorge Lorenzo, entrambi alla Yamaha, che porterà il pesarese a compiere un sorpasso considerato impossibile, con una staccata all’ultima curva nel gran prix di Barcellona, rimasto nella storia.

Ultima ma non per importanza è la rivalità con Marc Marquez più giovane di lui di 14 anni. E’ con lui che Rossi perde la possibilità di conquistare il suo decimo titolo mondiale nel 2015, a seguito di una retrocessione all’ultimo posto nell’ultima gara dopo un duello che causò la caduta di Stoner. Rossi compì una delle rimonte a cui ci aveva speso abituato ma non basto per “soli” 5 punti.

E il finale?

Attualmente la stagione non è iniziata per la nota emergenza sanitaria, ma tutti ci stiamo chiedendo se sarà veramente l’ultima stagione di una leggenda vivente o se Valentino Rossi avrà ancora nuovi stimoli per farci “saltare tutti insieme sul divano”.

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