Mentre tutta l’Europa fa i conti con la crisi scatenata dal Covid-19, la UEFA cerca di trovare una soluzione per terminare campionati e coppe europee. Sono tre le possibilità per far ciò che questo accada, e tutte e tre vedrebbero lo svolgimento delle partite in estate, mettendo come termine Ferragosto. La sospensione totale delle competizioni rappresenterebbe un danno economico incalcolabile per il calcio, e molte società rischierebbero di fallire (solo in Italia sono 3.000 i club a rischio). Ecco le soluzioni proposte dall’UEFA.

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Le proposte dell’UEFA per terminare campionati e coppe europee

Lo stop di tutte le competizioni calcistiche, campionati nazionali e coppe europee, sta creando una perdita economica enorme per tutti i club e le federazioni. Per tentare di superare questa difficilissima situazione, la UEFA sta studiando il modo migliore per terminare Champions ed Europa League. L’idea sarebbe quella di giocare in estate dove, al posto delle amichevoli e delle lunghe tournée estive nei vari continenti, verrebbero giocate partite valide per la Champions League e l’Europa League. La UEFA non ha intenzione di mandare tutto all’aria a causa della pandemia di Covid-19, e sta tentando di tutto per riprendere a giocare, chiaramente se e quando si potrà farlo, il tutto rispettando al massimo le norme di sicurezza.
Da settimane gli addetti ai lavori e i vertici UEFA discutono sulle varie possibilità, ma tutti convergono su un’unica idea: le coppe vanno assegnate sul campo. Niente scudetti a tavolino, niente final four o final eight, le due coppe più importanti devono essere regolarmente terminate, per evitare un danno economico ancora più grande. Si era discusso anche sulla possibilità di giocare partite di sola andata, dimezzando di fatto le gare previste, ma i club ancora in corsa in Champions League e in Europa League non vogliono perdere i soldi promessi dalla UEFA, giocando quindi sia l’andata che il ritorno. Così facendo si finirebbe ben oltre il 30 giugno, termine oltre il quale però scadranno molti contratti e prestiti. La FIFA sarebbe già pronta ad intervenire, e lavora al nulla osta per allungare i contratti dei giocatori tramite delle proroghe speciali, inevitabili vista la situazione.


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L’ipotesi di giocare in estate, evitando quindi amichevoli e lunghe tournée in giro per il mondo, sembrerebbe la più efficace al momento. Mercoledì primo aprile verrà svolta una riunione, indetta dal presidente UEFA Ceferin, tra tutte le alte sfere del calcio europeo e mondiale. Una data precisa non potrà ancora essere decisa, dato che in nessun paese europeo è stato ancora raggiunto il picco del contagio ma, anzi, il Covid-19 sta mettendo sempre più in difficoltà le grandi nazioni come Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, mentre l’Italia dovrebbe uscire prima da questa difficile situazione. La data non verrà decisa, ma la UEFA illustrerà comunque alcuni scenari.
Le possibilità di riprendere a giocare dopo Pasqua sono ormai completamente da scartare, e restano quindi solo tre scenari possibili.

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Ceferin premia gli ultimi vincitori della Champions League

Nella prima ipotesi la ripresa sarebbe prevista per metà maggio, il 16 o il 17, il secondo a fine maggio (il 31), mentre nella peggiore delle ipotesi si potrebbe ricominciare non prima della fine di giugno. Nel caso l’ultima fosse l’unica ipotesi possibile, si dovrebbe procedere al taglio di alcune partite, cambiando completamente il normale calendario della Champions League e dell’Europa League.

La fine di tutte le competizioni sarebbe quindi intorno a Ferragosto (15 agosto), ma si potrebbe almeno garantire l’assegnazione dei campionati nazionali sul campo, correndo comunque il rischio di compromettere la preparazione per la prossima stagione. Con gli Europei spostati al prossimo anno, anche nel 2021 le competizioni avranno un calendario molto stretto, senza la possibilità di sforare il limite di inizio maggio.
Anche il pubblico dovrà abituarsi ai cambiamenti dovuti al virus. Le prime partite che verranno giocate infatti, saranno ovviamente a porte chiuse. Non è assolutamente pensabile la possibilità di radurare 40/50 mila persone (o di più in alcuni casi) dentro ad uno stadio. La speranza è quella di poter rivedere stadi pieni nel prossimo autunno quando, si spera, tutto sarà passato.
Resta da capire se verranno fatti ripartire prima i campionati nazionali o le coppe europee, tenendo conto anche della possibilità di giocare “in parallelo” come in una normale stagione.
L’unica cosa certa è che la UEFA farà di tutto per non mandare all’aria la stagione. Gli interessi sono troppo alti e fermare tutto definitivamente potrebbe rappresentare un danno economico davvero troppo alto, specialmente per i club nelle categorie inferiori. Il presidente della Lega dilettanti Sibilia ha parlato della crisi del calcio, a causa del quale ben 3.000 società (solo in Italia) potrebbero sparire.
In ogni caso l’Italia, che in Europa è stata la prima nazione ad essere colpita, spera di uscirne al più presto, diventando così il Paese della rinascita, per il calcio ma non solo.

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