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LA UEFA sospende Champions ed Europa League

Il numero di casi nel mondo del calcio positivi al Coronavirus è sempre più in aumento. Il primo nome, in Italia, è stato quello di Daniele Rugani, ma solo il giorno dopo è stata ufficializzata anche la positività di Manolo Gabbiadini. La preoccupazione è cresciuta sempre di più e, nonostante l’iniziale decisione degli altri paesi, i maggiori campionati europei sono stati fermati. Il Coronavirus ha infatti colpito sportivi di altre nazioni, tra cui tre giocatori del Leicester (non si conosce l’identità dei contagiati) e il tecnico dell’Arsenal Mikel Arteta.


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Le sfidee europee delle italiane (Inter e Roma) che avrebbero dovuto giocare in Spagna erano già state rimandate, a causa del decreto arrivato da Madrid che bloccava tutti i voli da e per l’Italia. Ora invece, la UEFA ha decretato lo stop immediato di tutte le competizioni europee.
Vengono così sospese e rimandate le partite di Champions ed Europa League della prossima settimana.
La notizia, che era da tempo nell’aria, è stata ufficializzata dalla UEFA attraverso un comunicato. Saltano quindi le sfide di ritorno degli ottavi di finale di Champions League in programma il 17 e il 18 marzo e le partite di ritorno degli ottavi di finale di Europa League in calendario il 19 marzo. Sono stati inoltre rinviati i quarti di finale di Youth League, che si sarebbero dovuti disputare il 17 e il 18 marzo.
Ecco il comunicato rilasciato in giornata dalla UEFA:

“Alla luce dei recenti sviluppi relativi alla diffusione del COVID-19 in giro per l’Europa e delle analisi della World Health Organisation, l’UEFA ha invitato i rappresentanti delle 55 associazioni membro, insieme ai dirigenti dell’European Club Association, dei campionati europei e della FifPro, a partecipare ad una riunione in videoconferenza martedì 17 marzo per discutere i provvedimenti da adottare in risposta all’emergenza. Il confronto verterà sui campionati nazionali, le competizioni europee ed Euro 2020”.

UEFA Champions Europa League

LA UEFA sospende Champions ed Europa League

Dopo i primi casi di positività al coronavirus nel mondo del calcio, la UEFA aveva preferito prendere tempo prima di optare per una sospensione, scatenando però l’ira di molti addetti ai lavori.
Secondo molti comunque, questa non sarebbe una scelta preventiva per la UEFA, che si è trovata costretta a fermare tutto. Real Madrid e Juventus, ad esempio, sono in quarantena, e non avrebbero avuto modo di giocare le loro sfide di Champions contro Lione e Manchester City già la prossima settimana.

Con il virus in rapida espansione nelle varie nazioni europee (e non solo) e le richieste di stop giunte da più fonti (su tutti la FifPro, sindacato internazionale dei calciatori, ma anche delle singole federazioni), la scelta di fermare tutte le partite appariva quindi inevitabile. Oltre alla sospensione di Champions ed Europa League, è inevitabile il rinvio degli Europei 2020. Il torneo si dovrebbe giocare (per la prima volta) in varie nazioni, compresa l’Italia, e la possibilità di contagio per tutti i giocatori, lo staff delle squadre e gli stessi tifosi sarebbe quindi altissimo.
Qualcuno, negli scorsi giorni, aveva portato avanti l’idea di spostare l’intero Europeo in Turchia, paese che non sta avendo (apparentemente) alcun problema con la diffusione del coronavirus.
L’idea sarà probabilmente bocciata, poiché sarebbe sciocco e troppo pericoloso rischiare di portare un virus in una nazione che attualmente non sta avendo problemi.
E’ chiaro comunque come nella UEFA regni il caos e la disorganizzazione, e la scelta sia arrivata troppo tardi, quando ormai non si poteva fare nient’altro.
Nonostante alcune contestazioni iniziali infatti, è chiaro ormai a tutto il mondo del calcio come sia diventato impossibile andare avanti in queste condizioni. Non serviva infatti il contagio di alcuni giocatori per convincere le federazioni a fermare le partite. A questo proposito hanno fatto discutere le parole di Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, che ha parlato della possibilità di continuare a giocare a porte chiuse.

“Regaliamo gioia ai nostri tifosi. E’ questa la funzione del calcio, e ovviamente non vale solo per l’Atalanta. In un momento così difficile potremmo continuare a giocare a porte chiuse e regalare qualche sorriso a chi si trova a casa, che guarderebbe le partite e avrebbe un pizzico di normalità. Le abitudini sono importanti, soprattutto per noi italiani. Continuando a giocare avremmo potuto regalare un po’ di normalità, sarebbe stato addirittura terapeutico. Hanno voluto dare un segnale forte chiudendo prima gli stadi e poi tutto il calcio, bah… avremmo potuto continuare a giocare a porte chiuse, io la penso così”

Le parole del tecnico dell’Atalanta hanno fatto discutere ma, in questo momento, tutto il mondo del calcio si sta unendo per combattere l’emergenza, e i giocatori stanno facendo appelli perché tutti rispettino i decreti del Governo italiano, sperando che il problema coronavirus possa essere superato il prima possibile.

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