La schedina del Totocalcio è stata per lungo tempo una delle principali passioni degli italiani durante le domeniche sportive. Oltretutto, il montepremi del Totocalcio agli inizi era davvero allettante ed ha garantito agli italiani cospicue vincite. Adesso, dopo il passaggio ai Monopoli di stato (sotto il controllo di ADM, ex AAMS) è conosciuto anche come Totocalcio Sisal, tuttavia non ha più l’appeal iniziale e potrebbe essere sostituito dal nuovo Totocalcio. Ma partiamo dall’inizio: andiamo a vedere come si gioca al Totocalcio e qual è stata la sua storia, per poi andare a vedere com’è strutturata la nuova proposta.

totocalcio
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Totocalcio: la storia

Il Totocalcio nasce nel 1946, grazie all’invenzione del giornalista Massimo Della Pergola, che fu anche fondatore di SISAL, ma quasi immediatamente, dopo soli due anni di grandi successi, fu nazionalizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giulio Andreotti. L’obiettivo era quello di aiutare quello che ora è il CONI grazie ai ricavi di ogni concorso Totocalcio. Il nome Totocalcio venne introdotto proprio nel 1948 quando ci fu la nazionalizzazione. La situazione rimase invariata fino ai primi anni del 2000, quando i ricavi dei concorsi del Totocalcio passarono all’AAMS (ora ADM), cioè all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di stato, con la decisione di corrispondere circa il 19% di quanto ricavato al CONI.

Le regole del Totocalcio sono rimaste pressoché sempre invariate negli anni, anche se il numero di eventi iniziali da giocare era di 12, passò poi a 13 nel 1948 e a 14 nel 2003. Da questo deriva anche la famosa espressione della lingua italiana “fare Tredici”, intesa come avere un grande colpo di fortuna o riuscire in una grande impresa. Nel 1994 il Totocalcio fu affiancato dal Totogol e dal 1996 dal Totosei e dal Totobingol (giochi soppressi nel 2003, con l’introduzione del concorso parallelo Il 9 e delle scommesse sui campionati esteri), ma il declino del gioco era ormai prossimo. Infatti, nel 1998, con la liberalizzazione delle scommesse sotto il governo Prodi, l’interesse intorno al gioco del Totocalcio ha iniziato a scemare e di conseguenza anche la raccolta tributaria dello Stato: il Totocalcio è passato dal raccogliere 800 milioni di euro all’anno nel 2000, ai 98 milioni del 2010 e ai soli 17 del 2017.


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Totocalcio: regole, sistemi e montepremi

Dopo aver visto la storia, andiamo a vedere come si gioca al Totocalcio e quali sono le possibili vincite in base ai montepremi.

Regole Totocalcio

La versione attuale del Totocalcio prevede che si pronostichino gli esiti di 14 eventi tramite i segni 1X2. Gli eventi sono principalmente italiani, tuttavia, dato che si gioca di sabato, spesso vengono inclusi eventi di campionati esteri, principalmente di Premier League.

Ogni risultato indovinato vale un punto e si vince parte del montepremi del Totocalcio con 12, 13 o 14 punti. Nel caso non venisse realizzato nessun ’14’ il montepremi si aggiungerà a quello del concorso successivo per formare il jackpot del 14. Come si evince, le regole del Totocalcio sono abbastanza semplici e anche le vincite, sebbene inferiori al passato, sono relativamente alte se si considera che bisogna compilare come minimo due colonne (il massimo delle colonne giocabili è di 8.192 colonne) e che il costo di una singola colonna è di soli 0,50€. Questo vuol dire che per ogni schedina del Totocalcio giocata, in realtà se ne stanno giocando due.

Come detto in precedenza, con il cambio delle regole del Totocalcio avvenuto nel 2003, è stato introdotto anche Il 9, con il costo aggiuntivo di altri 0,50€ a colonna, tuttavia si può partecipare a Il 9 anche solo con una colonna. Il 9 è un gioco che consiste nell’indovinare i pronostici Totocalcio, ma solo delle prime 9 partite in schedina. Il montepremi de Il 9 è slegato da quello del Totocalcio e nel caso in cui non ci fosse nessuna vincita, si aggregherebbe a quello del concorso Il 9 successivo.

prima schedina totocalcio

Sistemi Totocalcio

Esistono vari tipi di sistemi per il Totocalcio, ma banalmente, per crearne uno, basta selezionare più di un risultato per un singolo evento, in questo modo staremo giocando più colonne rispetto alle due colonne classiche che formano la giocata minima da 1€.

Una delle soluzioni principali scelte dagli scommettitori sono i sistemi Totocalcio ridotti che consistono nello scartare le soluzioni poco probabili e vengono costruiti in modo tale da garantire almeno 13 pronostici esatti su 14 o (per i bi-ridotti) 12 pronostici esatti su 14.

Esistono poi i sistemi Totocalcio integrali che prevedono l’inserimento di doppie o di triple, esistono moltissime combinazioni che possono portare il costo delle nostre schedine Totocalcio da un minimo di 32€ ad un massimo di 52.488€.

Un’altra possibilità è rappresentata dalle cosiddette quote Totocalcio, in sostanza si tratta di suddividere una giocata sistemistica in quote. Ciascuna delle quote Totocalcio è rappresentata da una cedola stampata dal terminale di gioco per essere venduta ai giocatori. Il costo minimo per quota Totocalcio è di 4 €. Il numero minimo di quote Totocalcio convalidabili è 2, il massimo di 99.

Infine, esiste il Quick Pick, che altro non è che una giocata, normale o a sistema, casuale che viene generata utilizzando come base un pronostico stilato appositamente per ogni concorso. Sia per il Totocalcio che per Il 9 sono disponibili i seguenti tagli: 1 €, 2 €, 4 €, 5 €, 10 €, 16 €, 24 €, 32 €, 64 €, 72 €.

Montepremi Totocalcio e vincite

Il montepremi del Totocalcio e di conseguenza anche le vincite sono variabili in base alla partecipazione, ma dipendono anche da un eventuale 14 mancato nel concorso precedente. Il montepremi del primo concorso in assoluto (la prima schedina è quella che si vede nell’immagine) fu di 463.146 lire, che al cambio attuale varrebbero circa 12.000€, e fu vinto da Emilio Biasetti, un impiegato milanese. Una delle vincite più famose, per l’importo, fu quella del 1947 fatta da Pietro Aleotti che vinse ben 64 milioni di lire, attualmente sarebbero ben 1.640.000€.

Il record del montepremi più alto di sempre per il Totocalcio fu nel concorso numero 17 del 5 dicembre 1993, con 34.475.852.492 di lire, equivalenti a quasi 29 milioni di euro. La vincita più alta in assoluto, invece, venne registrata il 7 novembre sempre del 1993, concorso numero 13, quando una schedina con un 13 e cinque 12 regalò al suo possessore 5.549.756.245 lire, ben 4 milioni e 700 mila euro.

Il nuovo Totocalcio

Le voci riguardanti un nuovo Totocalcio sono iniziate nel 2018, quando Giorgetti, allora sottosegretario, ha abbozzato un emendamento volto a rilanciare questo storico gioco. Per prima cosa si parlava di accorpare tutti i giochi (Totocalcio, Totogol, Big Match, ecc.) a tema calcistico in un unico concorso, ma soprattutto di non dividere il montepremi come accade attualmente, in modo tale da garantire vincite più alte ai partecipanti. Questo obiettivo doveva essere raggiunto anche grazie al payout aumentato dal 50% al 75% della raccolta. Al concessionario, la società che distribuisce il gioco, andrà il 5% e al punto vendita spetterà l’8%. L’11% o 12% della raccolta andrà in fine nelle casse della Sport e Salute Spa, ente governativo che andrà a sostituire nella gestione il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), confermando però la competenza di ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) nell’organizzare e regolare il gioco e gestirne le concessioni.

Di questa proposta non se n’è fatto più nulla. In piena emergenza Coronavirus, invece, si è parlato di un gioco totalmente nuovo che possa aumentare gli introiti per aiutare lo sport, duramente colpito dalla pandemia dal punto di vista economico: il 7+7.

Quello che i vertici di SISAL hanno lasciato trapelare è una proposta basata su “una formula nuova che consideri l’evoluzione del campionato e che coinvolga anche i mezzi digitali”. Matteo Mauri, responsabile della comunicazione di ADM ha dichiarato: “Già un anno fa c’era l’intenzione di rilanciare la formula del Totocalcio: si era ipotizzato di fare una schedina 7+7, cioè 7 risultati fissi più 7 combinazioni nel primo tempo, ma era una fase di studio, poi il progetto venne accantonato”.

Chissà se uno stravolgimento del genere potrà piacere agli italiani.

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