La Formula 1 ha finalmente trovato le date per le prime otto gare della stagione, che verranno disputate sui circuiti europei. Tutte le scuderie si stanno preparando per ricominciare, e la Mercedes è pronta a tornare in pista per difendere il titolo conquistato da Lewis Hamilton nel 2019. Il team principal della scuderia tedesca, Toto Wolff, nel corso di un’intervista ha parlato del futuro della Formula 1. Il manager austriaco ha affrontato molti temi, dal nuovo calendario, alla possibilità di Mercedes di lasciare la Formula 1, fino ad arrivare alle proteste contro il razzismo in America e alla presa di posizione di Lewis Hamilton.

Wolff
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Toto Wolff parla del futuro di Hamilton e delle sue proteste per la situazione negli Stati Uniti

“Non ci siamo ancora visti con Lewis dopo Melbourne, a causa del lockdown. Eraavmo in due località diverse del mondo, ma ci siamo sempre tenuti in contatto senza però parlare del futuro. Tra di noi c’è molta fiducia, lavoriamo insieme da molto tempo ormai, e in questi anni non abbiamo mai tirato fuori il contratto per ricordarci cosa c’è scritto. Quando ci ritroveremo in pista passeremo un po’ di tempo insieme, tireremo fuori dalla credenza il vecchio contratto e valuteremo insieme. Spero che tutto possa arrivare ad una buona soluzione abbastanza presto. Per Hamilton è un momento difficile, a causa di quello che sta succedendo in America. Conosciamo bene Lewis e sappiamo che ha sempre manifestato con grande sostegno per qualsiasi minoranza, quello che sta accadendo gli fa molto male. Ad essere sincero, ho imparato molto da lui. Una volta mi ha ha posto una domanda: “Ti sei mai soffermato sul tuo essere bianco?”. Gli ho detto che in realtà non ci avevo mai pensato, e mi ha spiegato che invece per loro è un pensiero fisso, che si fanno ogni giorno. Credo che per noi sia difficile capire certe situazioni, ed è per questo che sono felice e solidale con Lewis per la posizione che ha preso, e lo ha fatto anche da ambasciatore del nostro bellissimo sport. Io sono stato abbastanza fortunato perché sono cresciuto in una famiglia composta da persone di diverse nazionalità. Ho vissuto a lungo con una famiglia ebrea, e ho conosciuto la discriminazione sin da piccolo. Tutti noi abbiamo il potere per provare a cambiare le cose ma a volte hai bisogno di eventi che ti spingano ad agire, come quello accaduto pochi giorni fa negli Stati Uniti, che ha innescato un’enorme ondata di supporto per qualsiasi minoranza. La Formula 1 è uno sport storicamente dominato da maschi bianchi, credo che sia positivo che Lewis Hamilton sia in prima linea per combattere il razzismo. Nel nostro team incoraggiamo la diversità, scegliamo le nostre persone solo per la capacità, non ci interessa la loro cultura, la religione, il sesso né tantomeno il colore della pelle. Tutti noi possiamo fare la differenza, ed ognuno di noi dovrebbe far parte della mobilitazione che è sorta per fermare questo tipo di episodi”


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Toto Wolff commenta il nuovo calendario della Formula 1

Wolff Mercedes

“E’ un calendario inedito che comporterà alcune sfide da affrontare. L’affidabilità sarà una componente fondamentale soprattutto nelle prime gare, le monoposto sono uscite poco dai container provenienti dall’Australia e non ci sarà tempo per provarle sui banchi di simulazione, ci sarà molto lavoro che sarà svolto direttamente in pista. E’ stata una notizia molto positiva avere una base di calendario europeo con otto Gran Premi, spero che presto vengano confermate le gare finali in Medio Oriente e poi vedremo come si svilupperà la situazione negli altri paesi”

La Mercedes può davvero lasciare la Formula 1?

“L’impressione è davvero quella che ci sia una sorta di campagna in corso. E’ chiaro che ogni azienda automobilistica stia affrontando un momento difficile e con tanti punti interrogativi, ogni singolo giorno quando apri una rivista o un giornale trovi articoli in merito alle difficoltà di Volkswagen, Renalut, FIAT e altri gruppi. Tutti stanno affrontando sfide difficili, e capisco perfettamente che in un contesto del genere un programma sportivo possa essere messo in discussione. La direzione operativa di Mercedes vede la Formula 1 come un’attività che è parte integrante dell’azienda, costruiamo macchine stradali e costruiamo macchine da corsa, e in realtà la prima macchina in assoluto costruita è una macchina da corsa.
Il programma di Formula 1 non è visto solo come una piattaforma di marketing che genera un valore aggiunto, ma lo vediamo come un co-esercizio. C’è un trasferimento di tecnologia tra la Formula 1 e la strada e viene apprezzato da tutto il gruppo Daimler. Poi, ovviamente, discutiamo le nostre attività e tutti i nostri investimenti anno per anno e credo che siamo solo un obiettivo per qualcuno che vuole creare titoli e avere più clic”

Quanto è difficile iniziare una carriera in Formula 1?

“Il problema del nostro sport è che servono molti soldi. Il punto di inizio sono i kart, dove ci sono le radici delle corse automobilistiche ed è lì che il contesto dovrebbe iniziare ad essere più economico. Se un bambino di 12 anni deve pagare più di 100.000 euro per una sola stagione di gare, è chiaro a tutti che diventi proibitivo per la maggior parte delle famiglie. Dobbiamo lavorare su un piano che permetta ad un gran numero di bambini di provare a fare karting, poi i migliori troveranno le opportunità per farsi strada verso la Formula 1. Quando ad un ragazzo come Lewis Hamilton viene data la possibilità di iniziare con i kart, sono certo che troverà il modo per farsi strada, perché il talento viene sempre premiato. E, in generale, anche le categorie propedeutiche con monoposto dovrebbero essere più economiche. 

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