In questi giorni si sta discutendo molto su Michael Jordan e le sue imprese con i Chicago Bulls. Questo è dovuto principalmente all’uscita di “The Last Dance”, una documentario in sei puntate che racconta gli anni d’oro di una delle squadre più forti nella storia dell’NBA.
In questi giorni vi abbiamo già parlato delle dichiarazioni di Steve Kerr sulla famosa rissa con Jordan nel 1995 e della “teoria del complotto” sul vero motivo che avrebbe portato il numero 23 dei Bulls a ritirarsi per la prima volta nel 1993.
Oggi invece torniamo su un altro evento passato alla storia di questo sport: le finali di Conference del 1991.

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Le parole di Michael Jordan su Isiah Thomas

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Michael Jordan torna sulla vicenda con Isiah Thomas

Per tre anni di seguito (1988, 1989, 1990) gli Chicago Bulls vennero eliminati nei play-off dai “Bad boys” dei Detroit Pistons, guidati dalla stella Isiah Thomas. Ma nel 1991 la squadra dell’Illinois ebbe finalmente l’occasione di prendersi la rivincita proprio nelle finali della Eastern Conference.
Nonostante i Pistons venissero da due titoli consecutivi, la squadra guidata da Michael Jordane Scottie Pippen annientarono completamente i loro rivali, portando a casa la vittoria della serie per 4-0. Con la vittoria finale per 115-94 i Bulls ottennero la loro “vendetta” umiliando i rivali.

Una sconfitta difficile da digerire, specialmente per i campioni in carica che, al termine di gara 4, decisero di abbandonare in fretta il campo senza stringere la mano agli avversari. Il gesto poco elegante dei “bad boys” non venne affatto apprezzato da Jordan, che ancora oggi non ha perdonato Isiah Thomas. Proprio in una delle puntate di “The Last Dance”, Jordan ha riguardato il video di questa spiacevole scena, e ha dimostrato tutto il suo disappunto, nonostante gli anni passati.


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“So che qualsiasi cosa lui dica sarà una str**zata. Qualsiasi cosa dica oggi, sappiamo bene che il suo modo di comportarsi nel 1991 è stato inaccettabile. Ha provato a scusarsi, è vero, ma allora è stato ben diverso. Ha avuto tempo per pensarci, forse la reazione del pubblico negli anni ha cambiato la sua prospettiva. Può scusarsi quanto vuole, ma non riesco a convincermi che non sia uno str**zo”. 

Isiah Thomas risponde a Jordan

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Thomas e Jordan nelle finali del 1991

La risposta di Isiah Thomas non ha tardato ad arrivare. A pochi giorni dalla messa in onda dell’episodio di “The Last Dance” che racconta questo episodio, l’ex stella dei Pistons ha voluto dire la sua. L’ex cestista ha spiegato quanto quel gesto gli sia costato negli anni seguenti e, secondo lui, la scelta di non chiamarlo per le olimpiadi del 1992 dove avrebbe fatto parte del leggendario “Dream Team” derivò proprio dalla controversia con Michael Jordan.

Intervistato a “Get Up on Monday” della ESPN, Thomas ha così spiegato quanto successo:

“Michael Jordan stava arrivando e, vedendolo arrivare hai certe emozioni. In più eravamo i campioni uscenti, avevamo vinto il titolo nel 1989 e nel 1990, il morale non era certo dei migliori. Ma facendo così abbiamo dato un’immagine distorta di chi eravamo veramente. Ripensandoci avrei agito diversamente, questo è sicuro. E’ un peccato che sia successo questo e ho pagato caro il prezzo della mia scelta. Nel 1992 avrei dovuto far parte del dream team per le Olimpiadi a Barcellona, ma così non è stato. Ha fatto molto male. Guardandomi indietro, se scoprissi che un calo di emozione o il non stringere la mano a qualcuno fosse al causa della mia mancata convocazione ci rimarrei molto male, sarebbe molto più difficile da accettare di quanto lo fu nel 1992”

A seguito di queste parole, in molti hanno perdonato il gesto di Thomas nella finale di Conference del 1991, e hanno criticato Michael Jordan per l’eccessiva durezza nei suoi confronti. In effetti, dopo 29 anni, la rabbia dimostrata da Jordan nei confronti dell’ex rivale potrebbe apparire esagerata, nonostante il gesto sia stato senza dubbio poco elegante. Le liti che durano per anni non sono certo nuove all’interno del mondo NBA e, dopo le parole di Thomas, non è impensabile che Jordan cambi idea e provi a sancire la pace dopo quasi trenta anni di diverbi.

Bill Laimbeer difende Thomas e critica Jordan e i Bulls

Sulla questione si è espresso anche Bill Laimbeer, compagno di squadra di Thomas nei Detroit Pistons. L’ex cestista ha difeso la scelta del suo compagno di squadra, attaccando duramente Michael Jordan e gli Chicago Bulls.

“Perché dovrei pentirmi di quello che abbiamo fatto? Non mi interessa cosa dicono di noi i media. Volevamo vincere le partite per conquistare titoli, abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare per ottenere il massimo dalle nostre capacità. Abbiamo vinto due titoli di fila nel 1989 e nel 1990, eravamo fortissimi. Michael Jordan e tutti i Bulls erano dei piagnucoloni. Hanno pianto per un anno e mezzo, dicevano che fossimo negativi per tutto il mondo del basket, hanno detto addirittura che fossimo delle persone cattive. Questo mi ha davvero colpito perché non sapevano chi eravamo, la nostra vita privata e tutto il resto. Stavamo solo vincendo, a modo nostro, come giocatori di basket”

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