Dopo mesi di stop forzato dovuti alla pandemia di Covid-19 che, in un modo o nell’altro, ha colpito tutto il mondo, lo sport si prepara finalmente a ripartire. Questo week end vedrà la ripartenza della Bundesliga tedesca, mentre la Serie A potrebbe seguire l’esempio a partire dal 13 giugno. Anche Formula 1 e Moto Gp stanno lavorando per la realizzazione di un nuovo calendario per la stagione 2020. Nel tennis invece, la situazione sembra decisamente meno rosea. Oggi, con un comunicato, Atp, Wta e ITF hanno prolungato lo stop di tutti i tornei fino al 31 giugno, mentre inizialmente lo stop era previsto solo fino al 12 giugno.
Le tre organizzazioni che gestiscono il tennis mondiale hanno rilasciato un comunicato congiunto per dare la notizia, che ha preso alla sprovvista molti addetti ai lavori. Secondo alcuni studi infatti, il tennis veniva riconosciuto come lo sport meno pericoloso per gli atleti che, dato l’ovvia distanza tra i giocatori in campo, portavano il rischio contagio ad un livello molto basso, al contrario di quanto potrebbe accadere nel calcio o nel basket.

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“A causa delle continue incertezze sulla pandemia da Covid-19, ci spiace annunciare la nostra decisione di estendere la sospensione del Tour, e condividiamo la delusione degli appassionati di tennis, dei giocatori e degli organizzatori di tornei in tutto il mondo. Condividiamo la delusione per cui il Tour continua ad essere influenzato in questo modo. Continuiamo a valutare tutte le opzioni nel tentativo di riprendere non appena ci saranno le condizioni di sicurezza per farlo. Come sempre la salute degli atleti, degli addetti ai lavori e del pubblico restano la priorità assoluta in ogni decisione che prendiamo. I tornei che erano stati messi in calendario a partire dal primo agosto in poi restano invariati secondo il programma pubblicato. Un ulteriore aggiornamento sul calendario del tour Atp è previsto per metà giugno”

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Berrettini è stato tra i primi tennisti ad avere dubbi sulla possibilità di giocare nel 2020

Con queste parole il presidente dell’Atp, l’italiano Andrea Gaudenzi, ha commentato la scelta presa dai tre enti, che ha ovviamente deluso molti giocatori, allenatori o semplici appassionati.
Nonostante l’ottimismo mostrato in queste ultime settimane da alcuni tennisti, il tennis non riprenderà nei tempi previsti, ma vedrà un ulteriore slittamento. Matteo Berrettini e Rafael Nadal, in alcune interviste recenti, avevano messo in guardia gli appassionati e i tifosi, spiegando come tornare in campo sarebbe stato molto più complicato del previsto.


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Lo stop dei tornei avrà indubbiamente delle ripercussioni economiche su tutto il mondo del tennis. Gli organizzatori dei tornei non potranno contare sugli incassi che sono abituati ad avere ogni anno, così come gli stessi tennisti. Nelle ultime settimane si è parlato molto del fondo per aiutare i tennisti fuori dalla top 100 ideato dal numero 1 al mondo Novak Djokovic.
Girare il mondo per giocare tornei è infatti una spesa non indifferente, specialmente per i tennisti che non navigano nelle zone alte del ranking, e che quindi non possono contare su incassi milionari ad ogni torneo.

A tal proposito si è espresso, in un’intervista rilasciata a Tennic Actu, Henri Leconte. L’ex numero 5 del mondo si è detto d’accordo con quanto proposto da Djokovic, e ha spiegato di rispettare anche il pensiero di Dominic Thiem, il primo tra i big ad andare contro a questo fondo. Leconte ha anche raccontato la storia di Ines Ibbou, tennista algerina numero 620 del ranking WTA, che negli ultimi giorni ha raccontato i suoi sacrifici per giocare nel mondo del professionismo, in una lettera inviata proprio a Dominic Thiem.

Le parole di Henri Leconte

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L’ex tennista francese Henri Leconte

“Da una parte abbiamo le parole e i commenti di Dominic Thiem, che spiega la sua opinione sul fondo per aiutare i giocatori di tennis con il ranking più basso. Dall’altra parte abbiamo la lettera di Ines Ibbou, che ha sicuramente emozionato tutti quelli che l’hanno letta. Onestamente, penso che non si parli abbastanza dell’altro lato del tennis. Parliamo sempre dei migliori giocatori del circuito, ma dobbiamo analizzare più cose oltre a quello. La lettera di Ines è incredibile, è stata portavoce di quel tennis che soffre ogni settimana. Quelle giovani promesse che hanno bisogno di entrate per rimanere in questo sport. Ci sono molti giocatori in difficoltà. Nelle ultime settimane, solo in Francia si è parlato di disputare o meno il Roland Garros, ma ci sono molti altri problemi in questo paese. Un esempio sono i club di tennis. Dobbiamo urgentemente rivitalizzare il tennis e darci l’opportunità di evolverci dopo più di due mesi di confinamento. Dobbiamo aiutare questo settore, senza i club non troveremo promettenti giovani tennisti.
Negli ultimi tempi, viaggiare è diventato sempre più costoso e questi due mesi di pausa hanno fatto si che alcuni tennisti non avessero entrate e quindi ora nessun mezzo per viaggiare quando il tennis ripartirà. Credo che le autorità e le federazioni dovrebbero tagliare un po’ i soldi dai montepremi degli Slam e destinarli alla soluzione di questo problema. Siamo in uno dei momenti peggiori nella storia del tennis. Abbiamo giocato pochissimi tornei quest’anno e speriamo che la situazione possa cambiare nelle prossime settimane”

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