Nonostante Kobe Bryant e Shaquille O’Neal abbiamo giocato insieme per molti anni, vincendo tre volte l’NBA, il loro rapporto non è mai stato idilliaco. Tra i due non è mai corso buon sangue, e gli stessi giocatori non hanno mai fatto niente per nasconderlo. Bryant e O’Neal si odiavano fuori dal campo, ma univano le forze dentro al rettangolo di gioco formando una delle coppie più belle e vincenti che gli appassionati di pallacanestro possano ricordare. In una delle ultime puntate di “All the smoke”, podcast sul mondo del basket di Stephen Jackson e Matt Barnes, un altro ex Lakers ha svelato un retroscena incredibile. Secondo Isaiah Rider, che ha fatto parte della rosa della squadra di Los Angeles nella stagione 2000-2001, Shaquille O’Neal gli avrebbe addirittura offerto 10.000 dollari per far partire una rissa con Kobe Bryant nel corso di un allenamento. Ecco le parole di Rider:

“Robert Horry ve l’ha raccontata la storia di Shaq… Eravamo al via della stagione 2000-01: non passano neppure tre giorni dall’inizio degli allenamenti e Shaquille O’Neal viene da me e mi dice: ‘Se fai a botte con Kobe Bryant ci sono 10.000 dollari che ti aspettano in spogliatoio’. Io all’inizio ero convinto scherzasse. ‘Sono 10.000. In biglietti da un dollaro. Se lo coinvolgi in un rissa e fai la tua parte, suono tuoi’, mi conferma. Non volevo crederci, pensavo fossero assolutamente pazzi. Se solo avessi messo una mano addosso a Kobe mi avrebbero cacciato da quella squadra il giorno stesso…”

Bryant
Bryant

Nonostante tutti questi problemi fuori dal campo, la cosa incredibile è che i Los Angeles Lakers riuscirono comunque a mantenere il primato, terminando la stagione con la vittoria del campionato. I gialloviola vinsero la finale contro i Philadelphia 76ers, e chi fu nominato MVP delle finals? Proprio Shaquille O’Neal.

La rivalità tra O’Neal e Bryant

Bryant O'Neal

Bryant e O’Neal con la maglia dei Lakers

Due giocatori agli antipodi, Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, eppure destinati a diventare un binomio da leggenda. Il primo, O’Neal, fisicamente impressionante, con i suoi 216 cm per 140 kg. Poca tecnica, ma tanta forza e una capacità di far punti unica al mondo, lo proiettarono nell’Olimpo dell’NBA, dove viene considerato il miglior centro nella storia di questo sport, secondo solo (forse) a Wilt Chamberlain. Oltre alle caratteristiche tecniche, O’Neal riusciva a contraddistinguersi per la sua infinita voglia di scherzi, dentro e fuori dal campo, spesso difficili da accettare per i suoi compagni di squadra. Shaquille O’Neal sarebbe considerato da tutti il miglior giocatore di basket del periodo a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. Sarebbe così se non fosse per la vera leggenda: Kobe Bryant. Il “Black Mamba” è probabilmente l’unico cestista che sia riuscito ad avvicinarsi, per quanto riguarda tecnica e mentalità, a Michael Jordan. In campo era una furia, capace di schiacciate incredibili e tiri da tre punti perfetti. Bryant si è sempre distinto per l’incredibile serietà negli allenamenti e nel corso delle partite, facendo della forza mentale la sua arma vincente.


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I due si ritrovarono ai Los Angeles Lakers nel 1996, quando Kobe Bryant aveva appena diciotto anni, ma era già convinto di poter diventare uno dei giocatori più forti. Shaquille O’Neal era invece reduce da una finale NBA e una di Conference nei due anni precedenti. Nonostante le aspettative su Bryant fossero già alte, O’Neal veniva visto come la vera stella del futuro dei Lakers.
I due erano dei veri e propri galli nello stesso pollaio, e la crescita tecnica e di popolarità di Bryant iniziò a causare le prime invidie e discussioni con Shaq.
La situazione venne messa sotto controllo dall’arrivo di Phil Jackson che, dopo aver fatto la storia con i Chicago Bulls, arrivò a Los Angeles nel 1999. Jackson mise O’Neal al centro del gioco dei Lakers, lasciando però spazio a Bryant, che riuscì a mostrare tutte le sue qualità in campo. Dal 2000 al 2002 i Los Angeles Lakers vinsero ben tre titoli consecutivi. Il primo venne vinto dopo un’incredibile rimonta conto Portland, mentre quello del 2001 viene ricordato come la stagione migliore nella storia della franchigia, con i Lakers che vinsero 17 partite nei playoff, perdendone solo una. Il titolo del 2002 venne vinto invece contro i Sacramento Kings. I successi furono molti, e tutti pensavano che i Lakers avrebbero dominato l’NBA ancora per moltissimi anni. Nonostante l’arrivo di altri giocatori importanti come Gary Payton e Karl Malone, i gialloviola vissero due stagioni completamente da dimenticare. L’apice venne toccato nell’incredibile sconfitta per 4-1 contro i Detroit Pistons nella finale del 2004.

Bryant O'Neal

Questa disfatta inaspettata lasciò strascichi pesantissimi all’interno dello spogliatoio, tanto che Phil Jackson decise di lasciare la squadra. L’addio dell’allenatore spinse Shaquille O’Neal a chiedere la cessione, e il numero 34 venne venduto ai Miami Heats.

Fu così che il binomio venne definitivamente rotto. Per molti anni tra Kobe Bryant e Shaquille O’Neal non si parlarono, salvo qualche frecciatina pubblica di Shaq nei confronti del Black Mamba, che però decise di non rispondere.
Solo nel 2018 la pace fu finalmente fatta. Nel corso di un incontro televisivo tra i due, Shaquille O’Neal (sorprendendo tutti) fece le sue scuse a Kobe Bryant.

“Devo delle scuse a Kobe. Quando mi hai dato il trofeo dell’All Star Game del 2009, l’ho portato a casa e dato a mio figlio Shareef. Lì mi sono accorto che c’era qualcosa che non andava. Perché si sa, sono un maestro del marketing, e il 60% della nostra rivalità è stata tutta una montatura.”

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Bryant
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