“The Last Dance” è un documentario uscito in questi giorni sulla piattaforma streaming Netflix, che ha riacceso la passione di milioni di amanti della NBA. La docu-serie racconta la storia dei Chicago Bulls degli anni ’90, che vinsero sei titoli NBA tra il 1991 e il 1998 e che sono rimasti nella storia del basket. In quella squadra c’erano stelle come Steve Kerr, Scottie Pippen e, soprattutto, Michael Jordan. In seguito a questo rilascio in streaming, molti ex giocatori sono stati intervistati, rievocando quei tempi. Tra questi c’è anche Steve Kerr, vincitore di tre titoli NBA con i Chicago Bulls e attualmente allenatore dei Golden State Warriors. L’ex numero 25 dei Bulls ha parlato della sua relazione con Michael Jordan e di come, inizialmente, fosse tutt’altro che buona.
Il rapporto era così pessimo, che i due finirono addirittura a fare a botte, salvo poi risolvere tutto e creare una delle squadre più forti di sempre. Ed è proprio di questo che ha parlato Kerr nel corso dell’intervista.

Jordan
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Steve Kerr spiega la rissa con Michael Jordan

L’episodio risale al training campo che precedeva l’inizio della stagione 1995/1996. Michael Jordan era appena tornato nel mondo della NBA, dopo una breve (e poco felice) parentesi nella Minor League Baseball, e cercò subito di imporsi nuovamente come guida del gruppo dei Bulls.
Le intenzioni di Michael Jordan non vennero ben accettate da Steve Kerr, che iniziò un acceso diverbio. La lite continuò nello spogliatoio, tanto da portare i due ad iniziare una vera e propria rissa, dal quale Kerr uscì con un occhio nero.
Normalmente si potrebbe pensare che eventi del genere portino ad una divisione irreparabile del gruppo squadra, ma questa volta non fu così. Da quel momento, infatti, Michael Jordan e Kerr unirono le forze e costruirono un rapporto speciale, che li portò a dominare le future tre stagioni. Dal 1996 al 1998 infatti, gli Chicago Bulls vinsero tre volte l’anello dell’NBA, vincendo in finale contro i Seattle Super Sonics e due volte contro gli Utah Jazz.
Kerr, tornando sull’accaduto, ha così commentato la rissa con Jordan, a 25 anni di distanza.


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“Oggi direi che quel pugno ha aiutato la nostra relazione, anche se questo può suonare davvero strano! Comunque, non lo consiglierei davvero a nessuno. Personalmente, in quel caso, credo che Michael volesse mettermi alla prova e io ho risposto. È come se avessi passato il test e, da lì Michael ha avuto sempre più fiducia in me. L’episodio va inquadrato nel contesto di una intensa competizione. Una cosa che a quel tempo era molto più forte rispetto ad oggi è l’intensità degli allenamenti. Credo che oggi si tenda di più a preservare i giocatori. È tutto più centrato sul riposo e sul recupero. A quel tempo, ho assistito a lotte in ogni franchigia in cui ho giocato”

Le parole di Kerr su Michael Jordan e Scottie Pippen

Jordan Kerr

Le parole di Steve Kerr

Dopo aver parlato di questo evento, Steve Kerr è stato interrogato anche su quanto detto da Jordan su un’altra stella dei Bulls: Scottie Pippen.
Nel secondo episodio di “The last dance”, il numero 23 ha parlato del comportamento di Pippen, da lui ritenuto poco professionale e irrispettoso verso il resto della squadra. Michael Jordan ha raccontato di come il suo compagno di squadra si portasse dietro un infortunio al piede dalla stagione precedente, ma che abbia comunque deciso di posticipare il più possibile l’operazione. In questo modo però, Scottie Pippen dovette rinunciare alle prime 35 partite della stagione 1997/1998, cosa che mise inizialmente in difficoltà i Bulls.

Quanto detto da Michael Jordan è stato però prontamente smentito da Steve Kerr, spiegando di come tutta la squadra fosse d’accordo con la scelta di Pippen. Ecco la spiegazione del coach dei Golden State Warriors.

“Tutti rispettavamo Scottie e sentivamo la sua frustrazione per l’infortunio. A quel tempo avrebbe dovuto essere il secondo giocatore più pagato della Lega, o almeno nella Top-5. Quindi tutti capivamo cosa stesse passando in quei momenti. Nessuno era risentito con lui per il fatto di aver posticipato l’operazione. Abbiamo tutti capito che aveva bisogno di un po’ di tempo, e che sarebbe stato pronto per la seconda metà della stagione”.

Il rapporto tra Michael Jordan e Scottie Pippen è sempre stato discusso dal mondo della NBA. Nonostante tra i due non sembrano esserci stati problemi, molti hanno ipotizzato che in realtà ci fossero problemi nascosti e gelosie. Molti ricordano quella squadra principalmente per le prodezze di Michael Jordan che, quasi all’unanimità, viene considerato il miglior giocatore di basket di sempre. Pippen è invece ricordato solo come il “secondo”, venendo spesso sminuito, nonostante fosse un giocatore importantissimo.
Molti aspettano ora che sia lo stesso Pippen a rilasciare una dichiarazione per rispondere a quanto detto da “MJ”, svelando altri misteri su quella squadra leggendaria che ha fatto sognare milioni di tifosi in tutto il mondo.

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