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Il web è ormai diventato una miniera di informazioni per gli amanti dei pronostici e delle scommesse sportive ma, come si suol dire, “non è tutto oro ciò che luccica”. Sempre più spesso, infatti, ci imbattiamo in fantomatici “sistemi scommesse vincenti” che vengono “spacciati” per metodi infallibili. È il caso del metodo 6×4? Scopriamolo insieme.

Sistemi scommesse vincenti, come funziona il metodo 6×4?

Innanzitutto chiariamo perché questo sistema è stato “battezzato” come “metodo 6×4”. La motivazione è molto semplice: si tratta di un procedimento che consente di combinare 6 partite – scelte dallo scommettitore – in 4 schedine. In questo breve articolo vedremo come svilupparlo e cercheremo di capire se il “metodo 6×4” può essere aggiunto al nostro elenco di sistemi scommesse vincenti.

Il primo passo è quello di andare a selezionare 6 partite dal palinsesto giornaliero. Di queste, 3 devono essere facili (con una quota non superiore a 1,35) e le altre 3 devono essere “relativamente” difficili (con una quota superiore a 2.00). A questo punto, si vengono a creare due gruppi come nell’esempio seguente:

Partite facili:

Lazio – Frosinone 1 a 1,35

Juve – Torino 1 a 1,33

Bologna – Napoli 2 a 1,41

Partite diffcili:

Genoa – Sampdoria 2 a 2,12

Fiorentina – Inter 2 a 1,97

Sassuolo – Roma 2 a 1,99

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Combinando le 6 partite scelte, andremo a creare 4 schedine seguendo un preciso criterio: la prima schedina ci deve consentire di recuperare – almeno in parte – i soldi investiti; la seconda e la terza, invece, devono essere studiate per consentirci delle vincite abbastanza probabili; la quarta bolla sarà la più difficile da “centrare”, ma anche quella più redditizia.

Al fine di facilitare la comprensione del sistema, vi proponiamo un esempio elaborato attraverso le schedine di Invictus. A partire dalle 6 partite sopracitate, andremo a giocarle in 4 schedine:

Prima schedina:

Lazio – Frosinone 1 a 1,35

Juve – Torino 1 a 1,33

Bologna – Napoli 2 a 1,41

Seconda schedina:

Lazio – Frosinone 1 a 1,35

Juve – Torino 1 a 1,33

Genoa – Sampdoria 2 a 2,12

La prima schedina è caratterizzata da una quota totale di 2,62 e, per quanto possa garantirvi una piccola vincita, non vi consentirà di fare una grande cassa. La seconda, invece, ha una quota totale di 4,74 ed è frutto della combinazione di 2 partite facili e 1 partita difficile: la vincita sarebbe più interessante e vi consentirebbe di accumulare budget utile da rigiocare.

Terza schedina:

Juve – Torino 1 a 1,33

Genoa – Sampdoria 2 a 2,12

Bologna – Napoli 2 a 1,41

Quarta schedina:

Genoa – Sampdoria 2 a 2,12

Fiorentina – Inter 2 a 1,97

Sassuolo – Roma 2 a 1,99

La terza schedina, è caratterizzata da una quota totale di 6,76 e per quanto possa sembrare più difficile da centrare, vi consentirebbe di andare in cassa con una vincita cospicua. La quarta, infine, è quella più difficile – ma non impossibile – e allo stesso tempo più redditizia.

Conclusioni

Volendo semplificare, il “metodo 6×4” è stato ideato per consentire allo scommettitore di giocare 4 schedine caratterizzate da un grado di probabilità decrescente dalla prima alla quarta. Secondo il nostro modesto parere, si tratta di un buon “esercizio” per chi muove i primi passi nel mondo delle scommesse sportive perché consente di capire facilmente il principio che sta alla base delle betting: quanto più alte sono le quote, tanto più bassa sarà la probabilità di vincere la schedina. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni che riesce a cogliere solo uno scommettitore professionista. Non a caso, abbiamo sempre sottolineato che per capire come vincere una schedina occorre innanzitutto imparare ad analizzare bene le partite.

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Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.
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