Da quando la Serie A è stata sospesa a causa della pandemia di Covid-19 a marzo, tutti i vertici del calcio italiano si sono immediatamente interrogati su come e quando potesse essere possibile riprendere le attività sportive. Nel corso di questi due mesi non sono mancate le polemiche tra chi fosse propenso a riprendere a giocare e chi invece riteneva che si dovesse dichiarare conclusa la stagione 2019/2020.

Serie A
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Il calcio è la terza industria del paese, e lo stop rischiava di causare un danno economico incalcolabile. Le squadre di Serie A, chi più chi meno, avrebbero potuto resistere alla crisi andando avanti senza troppi problemi, mentre lo stesso non si può dire dei club che giocano nelle serie inferiori. Secondo le parole del Presidente della Lega dilettanti, Cosimo Sibilia, a causa dello stop forzato oltre tremila società rischiavano di fallire. Tutte squadre formate da piccoli imprenditori delle città di provincia, ben diverse dai club milionari della Serie A. Altri invece ritenevano che il calcio non dovesse assolutamente riprendere, dichiarando ufficialmente conclusa la stagione 2019/2020 e puntando tutto sui preparativi per la prossima stagione.

La Serie A potrebbe ripartire il 13 giugno

Oggi si è tenuta l’Assemblea di Lega, a cui i venti presidenti dei club di Serie A hanno preso parte. Dalla riunione è uscita fuori la prima data papabile per la ripresa delle attività e del campionato: il 13 giugno. L’Italia vorrebbe seguire l’esempio dei 17 che hanno già prefissato una data per la ripresa del campionato, guidati dalla Germania che farà ripartire la Bundesliga questo weekend.

Nonostante la riunione con i presidenti di Serie A sia stata molto positiva, manca ancora un tassello fondamentale: il via libera dal Governo.
In questi mesi infatti, la Lega Calcio ha tentato di trovare ogni possibile alternativa per far tornare i giocatori in campo e terminare finalmente la stagione, ma il Governo ha sempre preso tempo e non ha una posizione chiara sull’argomento.
Dal 18 maggio le squadre avranno la possibilità di tornare ad allenarsi in gruppo, rispettando gli standard sanitari imposti dal Governo. Per ricominciare il campionato però, ogni club dovrà però iniziare un vero e proprio tour de force. La stagione 2019/2020 dovrà infatti essere chiusa entro, e non oltre, il 2 agosto, per permettere poi ai club interessati di concludere Champions ed Europa League. Nel caso in cui si possa ripartire il 13 giugno, in poco meno di due mesi la Serie A dovrebbe giocare tutte le dodici sfide rimaste in sospeso, compresi però anche alcuni recuperi mai giocati e le due semifinali di Coppa Italia.

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Il ministro Spadafora e il presidente della Lazio Lotito

Tutto sembra pronto e non resta ormai che aspettare il via libera da parte del Governo. Serve infatti una modifica del protocollo di sicurezza che, se dovesse rimanere quello attuale, non permetterebbe ai giocatori di scendere in campo, dato che prevede ancora la quarantena obbligatoria per tutti i membri del club nel caso in cui un giocatore dovesse risultare positivo al tampone.
Tutti gli addetti ai lavori sembrano però piuttosto positivi, e sembra che il 13 giugno la Serie A possa finalmente ripartire, nello stesso week end in cui è prevista la ripartenza della Premier League e della Liga spagnola.

La nota ufficiale dell’Assemblea di Lega

“L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della Figc le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”


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Le parole del Ministro dello Sport Spadafora

Sullo sport, per domani ho chiesto una Giunta straordinaria del CONI per affrontare i dovuti provvedimenti. Dal primo giorno, abbiamo dedicato la nostra azione alla necessità di una ripresa graduale e sicura. Capisco che sebbene la mia delega riguardi tutto il mondo dello sport ci sia un’attenzione particolare per il calcio. Sono consapevole dell’importanza sociale del calcio, ma anche del fatto che sia una delle industrie più importanti ed è un valore aggiunto per il nostro Paese. Il dibattito politico si è inasprito in maniera incomprensibile, la priorità degli italiani è quella della salute e del lavoro

Per la ripresa degli allenamenti, sono arrivati i rilievi del CTS sul protocollo. Quarantena delle squadre in caso di nuovi positivi, responsabilità dei medici sportivi, necessità che i tamponi non vadano a discapito dei cittadini. Ho ricevuto poco fa la lettera del presidente FIGC Gravina, sono state accolte tutte le modifiche, varando il nuovo protocollo. Il 18 maggio dunque si ripartirà con gli allenamenti. Ripartenza? Il calcio non è un supermercato, lì può mantenere le distanze, usare le mascherine. Nel calcio no, anzi, devi correre, sudare, marcare l’avversario

Per quanto riguarda la Germania, invito tutti a considerare il caso della Dinamo Dresda, finita in quarantena per 15 giorni. Non possiamo dunque sottovalutare il problema. Solo qualche settimana fa diversi giocatori sono finiti in quarantena. Vogliamo riaprire il campionato per farlo concludere, il tutto però in sicurezza. La necessità di terminare il torneo deriva da ragioni sportive ed economiche che conosco, soprattutto per i diritti tv. Ma devo dare risposte a tutti gli altri sport, anche quello di base

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