La spedizione italiana in Australia ha già richiuso le valige ed è pronta per il ritorno a casa. Nessun atleta italiano è riuscito a superare gli ottavi di finale.

fognini
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Le speranze più tenaci erano affidate a Fabio Fognini che nel suo percorso agli Australian Open 2020 aveva battuto in 5 set l’americano Reilly Opelka al primo turno, l’australiano Jordan Thompson sempre in 5 set, l’argentino Guido Pella in soli tre set, per poi cadere per mano dello statunitense Tennys Sandgren al quarto turno.

La partita tra Fognini e Sandgren è stata molto difficile e piena di emozioni, nonostante la differenza nel ranking: l’americano infatti è considerato numero 100 mentre Fognini è il numero 12 nella classifica ATP.

La partita

La partita, come si diceva, si è dimostrata molto più difficile di quello che si poteva pensare alla vigilia. L’avvio nonostante tutto è sembrato piuttosto equilibrato.

fognini

Fognini ha giocato molto bene non lasciando molto al suo avversario nei propri turni di battuta. Il problema è che l’italiano non ha concretizzato ben 5 palle break che avrebbero tracciato un altro destino a tutto l’incontro, probabilmente. Al Tie Break per il primo set, Fabio inizia molto male: 0-4. Alla fine deve cedere il primo set allo statunitense con la sensazione di essersi fatto scivolare il set tra le dita. Il campione italiano sembra nervoso e infatti subisce un warning per comportamento antisportivo e polemizza apertamente con l’arbitro. Questo nervosismo si riflette sul suo tennis perché il secondo set lo inizia con un 0-4, perdendo quindi ben 2 game con la battuta a favore.

Fognini ha classe da vendere e riesce in qualche maniera a rientrare in partita mettendo a segno ben 5 game di fila! Ma l’italiano poi si lascia portare via il break proprio all’undicesimo game e chiude il set con 7-5 per l’americano.  Due set a zero. L’americano riesce anche a prendere un break subito all’inizio del nuovo set e poi si fa male alla coscia sinistra. Chiede un time out medico: la partita potrebbe subire una svolta.

La mobilità di Sandgren è piuttosto ridotta ma non molla. Fognini riesce a portare l’americano al tie break e questa volta riesce a spuntarla con un 7-2.Al quarto set entrambi i contendenti accusano la stanchezza e il loro tennis ne risente. Sandgren riesce però a giocare un decimo game davvero notevole che lo porta sul 6-4, chiude il set e la partita. Sandgren ai quarti, Fognini a casa.

Il post partita  di Fognini

Fognini uscendo dal primo torneo del Grande Slam ha lasciato un ricordo più legato ai suoi gesti di nervosismo e alle polemiche con gli arbitri che non alla brillantezza del suo tennis. Infatti dopo aver litigato duramente con l’arbitro Carlos Bernardes nell’incontro con Reilly Opelka nel primo turno, si è ripetuto non stringendo la mano dell’arbitro dell’incontro con Sandgren, Damien Dumusois.

“Non voglio fare la vittima, non lo sono. Purtroppo è successo quel che è successo. Oggi ho ragione al 110 per cento. Magari con Bernardes ho usato parole che non avrei dovuto usare, ma oggi il giudice arbitro ha cagato fuori dal vaso! Non gli ho stretto la mano perché non merita rispetto, per quello che ha fatto e per come si è comportato. Per il resto sono tranquillo, ho dato tutto, abbiamo giocato intorno a 3 ore e mezzo, non ho nulla da recriminare”.


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Così ha spiegato il suo nervosismo ai giornalisti il campione italiano; poi si è soffermato nell’analisi della partita ripetendo spesso gli stessi concetti:

“Meritavo il primo, potevo essere due set a uno sopra, ma con il senno di poi…non si va da nessuna parte. Ho perso quattro set molto molto molto combattuti, sono comunque contento della prestazione di questa settimana e nulla di più…Oggi ho preso di tutto, time violation, warning, penalty point… ma la multa che ho preso, che mi verrà data, la voglio dare agli australiani per solidarietà alle vittime degli incendi…Lui ha giocato in modo pazzesco, io non ho nulla da recriminare. Il primo set meritavo io, il secondo è andato a quel modo, il terzo l’ho vinto dominando il tie-break. Nel quarto avrò fatto due punti sui suoi servizi. Ogni volta che batteva faceva 1 ace… che potevo fare di più? Sull’ultimo game neanche se va a Lourdes e si mette nella vasca da bagno per una settimana rigioca così. Bisogna dirgli bravo, è quel che gli ho detto a fine partita. Non potevo fare di più, ci ho messo le mani, non è bastato”.

Come si può vedere le sue dichiarazioni a freddo non sono molto fredde comunque. Alterna analisi lucide ed anche buoni propositi di solidarietà a richiami della fontana di Lourdes, alludendo alla fortuna dei suoi avversari.

Questo tipo di dichiarazioni, riferite a Lourdes, non aggiungono nulla alla partita giocata ma tolgono molto a Fognini. Non è sano ridimensionare la vittoria dell’avversario. E’ proprio così che si creano debolezze psicologiche. Trovando alibi e scuse. Fognini sembra fatto così: talento e capacità alternati a momenti in cui si perde e diventa qualcosa meno del campione che potrebbe essere.

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