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Scommettitore professionista: “ad un certo punto ho smesso”

Ricevono tantissimi consensi le nostre guide per indirizzarvi nel variegato mondo delle scommesse sportive, feedback positivi che ci rendono orgogliosi del nostro blog. Oggi, tuttavia, andremo ad analizzare l’altra faccia della medaglia, intervistando un ex scommettitore professionista, che ha deciso di raccontarci la sua storia.

Scommettitore professionista, quando smettere

Nelle nostre guide finalizzate a svelarvi trucchi e segreti  su come vincere una schedina, vi abbiamo sempre premesso che cercare di sostenersi economicamente come scommettitore professionista richiede studio, pazienza e sacrificio. Proprio per questo – dopo aver intervistato due better professionisti – oggi cambiamo completamente prospettiva e facciamo due chiacchiere con un ex scommettitore professionista di cui, ovviamente, celeremo il nome per ragioni di privacy.

Ciao e benvenuto. A differenza degli altri giocatori intervistati, in questa occasione sei stato tu a contattare noi. Perché?

“Ciao, innanzitutto vi ringrazio per avermi concesso questa intervista. Sono un membro della community di Invictus e, leggendo le vostre precedenti interviste, mi è venuta voglia di raccontare la mia esperienza, decisamente diversa dagli altri due (ex) colleghi, ecco perché vi ho scritto”.

Raccontaci tutto: perché hai detto “ex” colleghi? Eri uno scommettitore professionista e adesso non lo sei più?

“Esattamente. Ho vissuto solo di scommesse sportive per poco più di un anno e mezzo, mi sentivo imbattibile, mi autoproclamavo ‘La mano de Dios’, per le mie felici intuizioni giusto qualche secondo prima di piazzare la giocata. Ho seguito le regole descritte più o meno anche da voi nelle guide precedenti per costruire il mio capitale, fino a quando…”

Fino a quando?

“Sono diventato ingordo. Le cose andavano discretamente ma volevo di più, quindi ho alzato la posta, le difficoltà statistiche e il numero di giocate. Per un brevissimo periodo mi è andata pure bene poi, invece, dopo, una serie di 6-7 sconfitte di fila, ho perso lucidità. Giocavo per recuperare subito tutto in un perenne stato di nervosismo. E, ovviamente, le perdite sono aumentate a livello esponenziale. Ho rischiato di diventare un vero e proprio ludopatico”.

Perché dici “ho rischiato”? Ti sei fermato in tempo?

“Fortunatamente sì, direi che mi sono fermato sul ciglio del burrone. E il merito maggiore è stato soprattutto della mia compagna. Quando si verificano situazioni simili alle mie, il passo verso l’abisso è velocissimo. Bisogna avere una grande capacità di autodiagnosi e farsi aiutare dalle persone vicine. Non c’è altra soluzione”.

Dunque, secondo te, è impossibile vincere e provvedere al proprio sostentamento diventando uno scommettitore professionista?

“No, non dico questo, nonostante la mia esperienza negativa. Sposo in pieno le vostre guide e, soprattutto, i vostri consigli sul non prendere il settore alla leggera o credere che sia solo questione di fortuna. Ci vuole, come avete ribadito spesso, tanto studio alle spalle, pazienza e impegno. Ed essere consapevoli che non si diventa ricchi, ma bisogna sapersi accontentare”.

Da quel momento non hai più giocato?

“Come vi dicevo prima, faccio parte della community di Invictus. Vi ho scoperto da qualche mese e, dopo aver visto come funziona, ho cominciato a piazzare per divertimento qualche giocata. A proposito, complimenti sinceri, davvero un’ottima piattaforma! Ho rigiocato per la prima volta cash la settimana scorsa, pochi spiccioli: ho vinto entrambe le schedine giocate. Ma sicuramente, memore degli errori del passato, sarò molto più attento”.

Grazie mille per la tua testimonianza e buon betting!

“Grazie a voi, a presto!”

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Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.

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