Romelu Lukaku è un giocatore che ama molto raccontare sé stesso, la propria storia e il percorso che lo ha portato fino a qui. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, in occasione dell’evento del Festival dello Sport, il centravanti belga si è raccontato a 360 gradi, raccontando di come la sua famiglia sia stata un esempio, e gli abbia insegnato il sacrificio e la dedizione per raggiungere alcuni obiettivi. Lukaku ha poi raccontato delle sue ispirazioni calcistiche, citando attaccanti come Jimmy Hasselbaink e Gianluca Vialli, senza però dimenticare un’altra leggenda dell’Inter: Ronaldo il fenomeno. L’attaccante belga ha inoltre parlato del suo rapporto con l’Inter e, soprattutto, del suo allenatore Antonio Conte, che ha ringraziato per averlo aiutato a crescere molto in questo anno.

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Le parole di Romelu Lukaku

L’importanza della famiglia

“Mi viene in mente anzitutto la disciplina e la mentalità che mio padre ha insegnato a me e a mio fratello Jordan, sono tutte cose che ha mostrato ogni giorno. Ci ha insegnato il rispetto per il prossimo, per le altre persone, un qualcosa che mi è rimasto tutt’ora. Da ex calciatore, poi, il goal contro l’Anderlecht nella Serie A belga è quello che meglio ricordo, conservo ancora il Vhs. Quella rete contro una grande squadra mi è sempre rimasto nel cuore e mi ha dato l’ispirazione per poter diventare un calciatore. Avevo sei anni quando mio padre smise. A mia madre fu diagnosticato un diabete in quel periodo, i quattro successivi furono molto duri: pochi soldi, poco lavoro ma sempre duro insieme ai miei genitori. Tutti i sabati andavo a lavorare con mia madre per portare a casa da mangiare. Sono tutte cose che mi sono rimaste in testa, che mi hanno dato la forza di voler ripagarla di tutti i sacrifici che ha fatto per me e mio fratello. La A della mia esultanza sta per mia madre, senza di lei non sarei chi sono oggi. Da allora mi sono sempre visto come un calciatore: è sempre stato il mio sogno, non ho mai smesso di pensare ad altro, ho sempre vissuto in funzione di quel sogno. La disciplina che abbiamo ricevuto ci ha permesso di pensare alle cose importanti, andando a coltivare il mio sogno. Siamo stati fortunati ad avere genitori del genere”


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Quali giocatori hanno ispirato Romelu Lukaku?

“Di Hasselbaink ho nella mente il suo goal con il Chelsea in un match contro il Manchester United. Controlla la palla di petto e tira di destro all’incrocio dei pali. Dopo che ho visto quel goal ho pensato ‘io voglio fare questo’. Di Vialli invece mi ricordo perché a casa avevo la videocassetta della finale del Chelsea contro lo Stoccarda quando Zola ha fatto goal. Non posso dimenticare neanche la finale di Coppa UEFA vinta dall’Inter contro la Lazio nel 1998, quando Ronaldo il fenomeno ha fatto la partita della vita. Si tratta di gare incredibili”

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