Nadal: “Il tennis può ripartire, ma la situazione rimane molto complicata”

Nadal: “Il tennis può ripartire, ma la situazione rimane molto complicata”
I primi sport (calcio, MotoGp, Formula 1 ecc.) sono finalmente riusciti a riprendere le competizioni, o sono vicini a farlo. Per il tennis la situazione sembra ancora complicata, e non si conosco bene le date entro il quale si potrà tornare in campo. Durante una conferenza su Zoom con alcuni giornalisti, Rafael Nadal ha parlato del futuro di questo sport. Negli ultimi mesi, si era detto dubbioso sulla possibilità di tornare a giocare nel 2020, ma ora sembra aver cambiato idea, nonostante rimangano alcune preoccupazioni dovute alla situazione sanitaria in alcuni paesi.
Nadal ha confermato tutti i problemi del tennis, ma ha voluto specificare come questo sport debba riprendere in tutto il mondo, favorendo lo spostamento di tutti i tennisti. Senza avere giocatori da tutto il mondo, secondo lo spagnolo, non sarebbe corretto disputare un torneo.

Nadal
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Nadal sul futuro del Roland Garros

“Non ho parlato molto con la Federazione francese, ho solo ricevuto un comunicato dieci minuti prima che annunciassero la notizia della loro decisione, spostando il Roland Garros a settembre. Dopo ho cercato di parlare con ATP e altri giocatori, così da lavorare insieme perché la situazione era complessa ed è difficile ancora oggi. Ciascuno vuole che si giochi il proprio torneo e la situazione è quella che è. Ammiro la Federtennis francese, perché sono molto positivi e voglio andare avanti e fare il torneo. Ma bisogna vedere come la situazione migliorerà e se sarà sicuro per tutti poter viaggiare e giocare. Il tennis è uno sport internazionale”


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L’opinione di Rafa Nadal sulla possibilità di giocare lo US Open a settembre

“Non credo che questa sia la situazione giusta, non è l’ideale. Se mi chiedete di partire oggi e giocare a New York, vi direi di no. Ma tra un paio di mesi chi può saperlo? Magari la situazione migliorerà. Chi organizza l’evento vuole che si giochi in tutta sicurezza, esattamente come lo vuole la Federazione francese. Vogliono che si giochi il torneo solo se tutti sono al sicuro. Ho fiducia che prenderanno la decisione giusta nel momento giusto.  Se il torneo sarà organizzato vorrà dire che è sicuro farlo, altrimenti non avrebbe senso. Occorre mandare un messaggio chiaro alla società ed essere un esempio positivo per come si affrontano certe situazioni. Organizzare un torneo come uno Slam non è organizzare un evento per cinque o dieci persone! Sarebbe troppo facile. In uno Slam saremmo più di 700 persone solo fra giocatori e lavoratori, anche se ci fosse un solo coach. E poi ci sono singolari, doppi, uomini, donne, qualificazioni…”

La situazione fisica di Nadal

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Rafa Nadal si prepara a tornare in campo

“Negli ultimi anni ho imparato a giocare un buon tennis senza avere necessità di giocare troppi match. Ho imparato che posso giocare ad alto livello anche se mi fermo per un po’. Negli ultimi anni ho giocato pochi tornei rispetto ad anni precedenti… si tratta di fare la giusta preparazione. Sono preoccupato naturalmente, il mondo si è fermato, ma ho fiducia che se avrò abbastanza tempo per organizzarmi sarò ancora una volta competitivo. Non ho potuto allenarmi troppo, ho ricominciato due settimane fa. Non ho potuto tenere una racchetta in mano prima perché a casa mia, nel mio appartamento, non ho un campo da tennis. Cerco di evitare infortuni, va fatto passo dopo passo. Gioco qualche giorno per settimana, non tutti i giorni e non tre ore al giorno. Qualche giorno un’ora e mezzo o due…”

Quale Slam preferirebbe giocare Nadal tra Roland Garros e Us Open?

“Non lo so, non conosco la situazione, non riesco ad immaginare una situazione così, non immagino che ci possano essere due tornei nella stessa settimana, né uno Slam che segua l’altro dopo due giorni. Non faccio predizioni Ubaldo, cerco di seguire le informazioni, non devo decidere oggi… se e quando arriverà il momento di decidere, lo farò insieme al mio team quando le cose saranno più chiare”.

Rafa Nadal commenta la situazione negli Stati Uniti, dopo l’omicidio di George Floyd

“La situazione è bruttissima. Quando vedo quel che sta succedendo trovo che sia terribile. Ci sono situazioni che mai vorrei che accadessero, ma accadono. Spero che il Paese possa controllare quel che sta succedendo in molte città e ricostruire una vista normale di reciproco rispetto. Non c’è niente più importante che vivere in salute  e i pace. Tutti quelli che sognano un mondo migliore lo vorrebbero. Pace, salute, nessun razzismo, niente povertà, ma succedono altre cose di frequente. Vedo le proteste per le strade… e non mi pare la maniera giusta. Non è un buon esempio. Credo molto nella gente e penso che che risolveremo il problema prima o poi. È chiaro che tutti dovrebbero avere gli stessi diritti, le stesse opportunità. La violenza e la pandemia nelle quali siamo immersi creano un’atmosfera molto complicata. La violenza può creare solo disastri. Oggi questi problemi ci aiutano a diventare più sensibili, ci accorgiamo di quanto siamo fortunati e che non vale la pena dannarsi per stupidi problemi…”

Lo stop potrebbe danneggiare i tennisti più “anziani”?

“Non lo so, ma penso che sia peggio per noi. I lunghi stop per giocatori più anziani sono più duri per il loro recupero. Però noi possiamo contare su una maggiore esperienza. Io per esempio ho vissuto diversi periodi  con problemi fisici e ho saputo come ritornare a giocare ad alti livelli. Ciascuno di noi farà come può. Di sicuro so che ho voglia di tornare  a giocare per un paio di anni in più. Desidero tornare a giocare a tennis in uno stadio pieno e con la energia che ti danno gli appassionati”.

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Info sull'autore

Adriano Soldi

Sono laureato in Lettere Moderne e mi occupo di copywriting con un interesse spiccato per la SEO e tutto ciò che gravita intorno al web marketing.