Mai come quest’anno la vittoria finale dello scudetto è incerta. La Juventus, dopo 8 campionati consecutivi, potrebbe perdere il titolo di regina della Serie A, in favore della Lazio di Simone Inzaghi e dell’Inter di Antonio Conte. I nerazzurri cercano di tornare al top proprio sotto la guida dell’ex tecnico juventino. Andiamo a vedere tutti i pregi e difetti dell’Inter.

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Pregi e difetti dell’Inter di Antonio Conte

L’Inter è la squadra di Serie A con il maggiore numero di chilometri percorsi a partita, circa 113, staccando nettamente Parma e Verona che completano il podio. Uno scenario inquietante viste le ultime partite in cui i nerazzurri avevano dimostrato poca brillantezza e difficoltà fisica, con reparti che via via si allontanavano e una squadra che perdeva quella solidità acquisita nel girone di andata.

Ecco il più grande contro dell’Inter: solo correndo più degli altri può rimanere competitiva ai massimi livelli, e questo Conte lo sa bene. L’Inter deve essere sempre la squadra fisicamente più performante del campionato, e questo non è scontato in un campionato competitivo come quello italiano. Infatti Conte dopo Lecce-Inter finita 1 a 1, si esprimeva in questo modo davanti ai giornalisti: “Non possiamo permetterci di essere sottotono, perché si abbassa il livello della prestazione. Noi non siamo una squadra che andando a una velocità media può portare a casa la vittoria,dobbiamo andare al massimo come abbiamo fatto per tutto il girone di andata. Quando non andiamo al massimo siamo semplicemente una squadra normale”.


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Ma è qui che arriviamo al grande pro. L’Inter è riuscita spesso a vincere partite difficili, in cui l’avversario ha sovrastato la squadra di Conte dal punto di vista del gioco. L’altra sera al Meazza, davanti ai quasi 75.000 spettatori, il Milan ha giocato nettamente meglio e avrebbe anche meritato la vittoria finale, se parliamo di solo gioco. Il calcio però, soprattutto in questo caso, quello dei derby, non è solo tattica o tecnica, e i nerazzurri sono riusciti a ribaltare la situazione grazie allo spirito di Antonio Conte. Il gol di Brozovic è stato uno splendido fulmine a ciel sereno, ma anche la cattiveria, la grinta e la qualità dei singoli, come il gol di De Vrij che è stato da incorniciare, così come il lavoro di Lukaku coronato con l’incornata decisiva. In questo modo l’Inter è riuscita ad ottenere tre punti pesantissimi, benzina allo stato puro per il proseguo del cammino.

È in partite come queste che si può decidere una stagione. Domenica i nerazzurri andranno all’Olimpico ad affrontare la Lazio, ad un solo punto di distanza, che esprime ad oggi il miglior calcio in Italia ed una tra le proposte più affascinanti d’Europa, non parliamo del guardiolismo ovviamente, ma di un gioco fatto di poco possesso, molto movimento, verticalizzazioni e attacco sulle seconde palle.

Domenica si giocherà tanto l’undici di Conte, ed ecco allora l’altro grande contro: nel girone di ritorno gli scontri diretti saranno tutti fuori casa. Juve e Lazio, ma anche Atalanta e Roma. Certo abbiamo visto in questo campionato che l’Inter fatica più in casa che in trasferta, ma gli ostacoli che aspettano i nerazzurri sono tanti e complessi, primo fra tutti infatti, proprio il ricominciare ad andare più forte degli altri.

Fino al primo tempo del derby forse l’Inter era la meno quotata per lottare ad alti livelli. Tra la rosa e l’abitudine a vincere e il gioco straripante, insieme all’entusiasmo della Lazio, che sta vivendo una stagione magica, i nerazzurri sembravano aver terminato la benzina a disposizione, considerato anche che l’Inter dovrà giocarsi ancora la coppa Italia e l’europa League, il cammino sembrava quasi proibitivo. Nell’intervallo del derby il crollo dell’Inter si avvertiva chiaramente. In tante occasioni i nerazzurri non hanno mantenuto il ritmo, ma questa volta in panchina c’è il più grande valore aggiunto che si possa desiderare: Antonio Conte. Il tecnico salentino sa entrare nella testa dei giocatori e sa costruire una squadra grintosa a sua immagine e somiglianza.

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L’Inter festeggia dopo la vittoria nel derby

Dovunque si andato, Antonio Conte ha sempre vinto. Prese una Juve che veniva da due settimi posti e con una squadra non eccezionale, diciamo la verità, è riuscito a vincere il campionato da imbattuto per poi riconfermarsi nei due anni seguenti. Successivamente andò ad allenare la Nazionale italiana, riuscendola a portare ai quarti di finale dell’europeo. Con giocatori come Giaccherini, Parolo, Pellè ed Eder riuscì a battere corazzate come Belgio e Spagna, e giocando alla pari con la Germania, uscendo solo ai calci di rigore, colpa di due sciagurati penalty calciati malamente da Pellè e Zaza. Anche lì riuscì ad entrare nella testa dei giocatori, trionfando con la forza del gruppo. Al Chelsea vinse la Premier League e FA Cup al primo colpo, in un campionato non facile come quello inglese dove, solo per fare un esempio, Klopp ci ha messo quattro anni a vincere.

“Questa Inter la sento mia, sto cercando di trasmettere valori e mentalità,sacrifico e sudore. Quello che mi e piaciuto dei ragazzi è che non è da tutti rialzarsi dopo un primo tempo così. I grandi sono anche quelli che sanno incassare i colpi, ma rimanere in piedi e diventare ancora più forti.

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