Danilo Petrucci ha appena vissuto la sua stagione migliore a bordo della Ducati. Il pilota italiano è riuscito ad ottenere la sua prima vittoria, proprio al Mugello, pista dove ogni pilota italiano vorrebbe trionfare. Nonostante l’ottima stagione, Petrucci non ha ancora la certezza di correre con la Ducati anche nel 2021, con la scuderia che vorrebbe puntare su Miller, che toglierà il posto ad uno tra Petrucci e Dovizioso. Nel corso di un’intervista, il pilota italiano ha parlato del suo futuro, e delle problematiche riguardo alla ripartenza della MotoGp nel 2020.

Petrucci
Petrucci

 

Petrucci parla del ritorno agli allenamenti e dei test invernali

“La scorsa domenica è stato possibile, finalmente, tornare sulla moto da cross, in un circuito veramente bello. E’ stata dura tornare a guidare dopo due mesi. Mi sono sempre allenato in questi mesi, ma guidare la moto è un’altra cosa ovviamente. Ero veloce, ma fisicamente ho fatto un po’ di fatica. E’ stato bello comunque, tornare a guidare. Sto bene a livello cardiaco, ma a livello fisico non sono ancora al 100%, diciamo che per ora sono in grado di correre al meglio solo metà gara. In Malesia avevamo faticato per capire al nuova costruzione della gomma posteriore: è stato quello il più grande cambiamento in Ducati rispetto al 2019. A Sepang è stato complicato, in particolare in accelerazione. Ma in Qatar abbiamo lavorato soprattutto per adattare la moto alla gomma e ho fatto un ottimo test con la soffice posteriore. Solo Fabio Quartararo è stato più veloce di me sul passo. Per quanto riguarda Jerez invece, sono piuttosto preoccupato per le temperature che a luglio saranno altissime, farà davvero caldo. Solitamente, a maggio, il circuito è veloce al mattino, mentre nel pomeriggio cambia tantissimo dato che sull’asfalto fanno 50 gradi. Nessuno parla di questo, ma è un problema per la MotoGp. Farà caldissimo e sarà difficile capire quali gomme saranno le migliori. Non siamo mai stati a Jerez a luglio, bisognerà vedere che gomme porta la Michelin”

Sul suo futuro in MotoGp

Petrucci

“Per me è qualcosa di nuovo. Dal 2017 devo conquistarmi il rinnovo del contratto anno per anno. Nel 2018 ho firmato con Ducati due ore dopo la vittoria di Jorge Lorenzo al Mugello, l’anno scorso l’ho fatto dopo il mio successo, devo sempre lottare contro qualcuno. Credo che Miller abbia già un piede dentro la Ducati: non c’è niente di ufficiale, ma questo è quello che si dice. Probabilmente adesso loro devono scegliere tra me e Andrea Dovizioso per il secondo posto. Non è stato ancora deciso nulla, ma sembra così. E’ un peccato che non si possa correre e ho perso i Gp dove solitamente sono molto veloce. Sarà un altro test per me, dovrò cercare di essere forte anche nei tracciati dove in passato ho faticato. Ho una grande opportunità con Ducati, devo cercare di sfruttarla. Non è stato bellissimo sapere che alla fine del 2019 la Ducati pensava ad altri piloti, ma è la vita… Non voglio che si crei una competizione tra me e Dovizioso. E’ chiaro che in gara ognuno pensa a se stesso, ma fuori abbiamo un’ottima relazione e non voglio che qualcuno ci metta in competizione. Lo siamo già tra di noi, non voglio però che si creino pressioni esterne. L’anno scorso ho dimostrato di poter vincere in Moto Gp, e Ducati mi conosce da ormai cinque anni, sanno bene quanto valgo. E’ chiaro che quest’anno dovrò fare il massimo per provare ad essere competitivo. Il mio obiettivo è quello di rimanere a lungo in Ducati,  ma non dipende solo da me”


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Come si prepara Petrucci prima di una gara?

Petrucci

Petrucci nel box Ducati

“Nella scorsa stagione ho cambiato il mio approccio prima di una gara, cercando di trovare maggiore concentrazione. Questo mi ha aiutato a fare molto bene nella prima parte della stagione; poi, però, è cresciuta l’aspettativa, mi sono messo pressione da solo e con un solo anno di contratto non ero in una situazione ideale. Ero terzo in campionato, con grande vantaggio sul quarto: da Le Mans al Sachsenring sono stato il pilota che ha fatto più punti dopo Marquez. Ho pensato di poter lottare per qualcosa di più grande e ho sentito la pressione: quando questo succede, non guidi bene, ho fatto degli errori, soprattutto nelle FP3 e in QP. Credo di aver lavorato bene durante l’inverno sotto questo aspetto, spero di poter rendere al meglio: sto lavorando con il mio “mental coach”, credo di poter fare meglio. Già l’anno scorso, dopo Austin, sembrava che Miller dovesse prendere il mio posto nel 2020: ho cercato solo di pensare a divertirmi con una moto ufficiale in un team ufficiale, cosa che non mi riusciva così bene. A Jerez mi sono detto: magari sono fuori dalla Ducati, pensa solamente a guidare. E da lì ho fatto delle buone gare”.

Un futuro in SBK è possibile?

“Non ho ancora saputo niente da Ducati, ma in passato, più volte, mi avevano offerto la SBK, ma ho dimostrato di poter vincere in MotoGp. Non so se sono ancora pronto per combattere con il titolo, ma sono convinto di poter far bene. Credo che qualche anno fa, nessuno pensava che io potessi lottare per il terzo posto in campionato. Io preferirei restare in MotoGp, credo di non aver ancora finito il mio lavoro qui, posso ancora fare di più. Se non ci sarà posto per me in MotoGp, penserò ad altro, magari un’altra specialità. Mi piacerebbe correre la Dakar, per esempio. Un mondo completamente differente rispetto alla MotoGp. Ho dei progetti per quando finirà la mia carriera qui, ma non ho ancora pensato ad un piano B, sono concentrato ancora sul mio piano A”

La vittoria al Mugello ha creato problemi con Dovizioso?

“Mi dispiace per quello che è successo, non mi sono goduto a pieno quella vittoria. Vincere in Italia, per la prima volta, con la Ducati è una cosa unica. Un anno dopo posso dire che non mi sono gustato completamente quell’evento. Avrei preferito vincere il mio primo Gran Premio in un altro posto, anche perché al Mugello, dopo aver tagliato il traguardo, non ho capito più nulla. Avrei voluto chiudermi in una stanza buia, senza rumore, per capire cosa avevo fatto, ma per una settimana non è stato possibile. Allo stesso tempo ho percepito il nervosismo di Andrea per il sorpasso. Dopo qualche giorno gli ho detto che mi dispiaceva per quel sorpasso, ma lui era ancora nervoso per l’episodio. Ne abbiamo anche parlato a novembre, ma comunque la relazione con Dovi continua ad essere buona, non ci sono problemi tra di noi. Quando chiudiamo la visiera dobbiamo essere come “killer”, non pensare l’uno all’altro. Noi ci aiutiamo sempre fino al warm up, non è facile cambiare completamente mentalità per la gara, ma in MotoGp devi fare così, non solo nei confronti del tuo compagno di squadra, ma nei confronti di tutti”

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