Nel corso di un’intervista a “Che tempo che fa” Pelè ha raccontato molti aneddoti della sua vita e della sua carriera. Il leggendario numero 10, tre volte campione del mondo con il Brasile, ha raccontato da dove arriva il suo soprannome, e del perchè inizialmente non gli piacesse, oltre a spiegare l’importanza nella sua vita degli insegnamenti del padre, anche lui giocatore di calcio. Pelè ha anche raccontato un aneddoto su Diego Armando Maradona, suo grande amico con cui era solito scherzare su chi fosse il più forte. In ultimo, il brasiliano ha risposto ad un video messaggio di Gianni Rivera, avversario nella finale di Coppa del Mondo del 1970, che negli anni è diventato da avversario sul campo a grande amico.

Pelè
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Le parole di Pelè 

Il ricordo di Diego Armando Maradona

“A volte con Diego ci incontravamo e anche se non eravamo amici intimi scherzavamo. Lui diceva di essere migliore di me. Ma io gli ricordavo che segnavo di testa, di destro e di sinistro, lui solo di sinistro. Scherzavamo molto tra di noi su questa rivalità ma la verità è che di fronte a Dio siamo tutti uguali. Diego era un uomo speciale, un esempio per tante persone”

Un aneddoto su suo padre

“Dovete sapere che mio padre (Dondinho) era un giocatore di calcio, era un centravanti e aveva fatto tanti gol di testa e l’unica cosa che chiedevo a Dio era giocare bene come mio padre, io volevo essere bravo come lui, volevo solo essere uguale a mio papà. Uno dei consigli più importanti che ho ricevuto da parte di mio padre, era che dovevo essere una brava persona. Mi diceva di non pensare di essere migliore degli altri ma di pensare che ero uguale a tutti e che avrei solo dovuto fare del mio meglio. Mio padre mi diceva anche che ci vuole fegato per fare il calciatore. Ora si parla di grinta, a quei tempi si diceva così perché il fegato è importante, soprattutto per chi beve tanto”


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Il soprannome “Pelè”

“Il mio nome è Edson, poi mi hanno chiamato Pelè ma a me in realtà non piaceva. Io ero un grande fan di Thomas Edison, una persona geniale, e per questo mi piaceva che mi chiamassero Edson perchè lui era una persona davvero importante. I miei genitori mi chiamarono così proprio in suo onore, perché nell’anno in cui sono nato arrivò per la prima volta la luce in Brasile”

Quale goal ricordi con più affetto? 

“Impossibile anche se ho una buona memoria. Ma ce ne sono alcuni che non dimenticherò mai. Tutti i momenti e tutte le partite giocate con il Brasile sono importanti. Quando ero piccolo il ’10’ era solo il voto di un alunno che andava bene a scuola, dopo Pelé è cambiato il significato di quel numero”

Che cos’è la “Ginga”? 

“E’ un movimento, un passo di danza che deriva dalla Samba, qualcosa di tipicamente brasiliano. Noi avevamo tanti giocatori di talento che dribblavano come Garrincha e allora quando lui giocava la gente diceva ‘questa è la ginga’ e allora questo vocabolo è entrato a far parte del gergo del calcio”
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La risposta al saluto di Gianni Rivera

“Ormai è tanto che non ci sentiamo, ma mi fa piacere ricordare quando il calcio era calcio. Oggi è più atletico che tecnico. Ricordo le foto fatte insieme con le maglie di Milan, Santos e delle nostre Nazionali. E’ stato sicuramente uno dei più grandi giocatori della nostra epoca, forse il più grande in Europa, un fuoriclasse vero. Ringrazio Gianni per questo bel messaggio che mi ha mandato, ha sempre detto queste cose su di me, era mio avversario ma mi ha sempre elogiato. Nonostante la rivalità in campo è sempre stato un vero signore, dovrebbero essere tutti così”

La pandemia e il vaccino

“Mi sono vaccinato e ho avuto la possibilità di mandare a tutti questo importante messaggio”

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