La Formula 1 deve cercare il modo migliore per ripartire. Annullare il Mondiale 2020 porterebbe ad un danno economico enorme per l’intero circuito, specialmente per le scuderie meno ricche. E’ il caso della Williams, che da anni fatica a rimanere in Formula 1 e potrebbe subire così il colpo di grazia. Nel corso di un’intervista rilasciata a Sky Sport News, ha parlato il vice-team principal Claire Williams, dicendo la sua sulla possibile ripartenza e sulla riduzione possibile del budget cap.

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Claire Williams parla della crisi della Formula 1

Come tutti gli sport, anche la Formula 1 rischia molto nel caso in cui il Mondiale 2020 non dovesse riprendere. Il mondo della auto è infatti pieno di costi altissimi, e ogni investimento deve essere seguito da un incasso altrettanto importante. Il reparto di ricerca e sviluppo delle scuderie di Formula 1 lavora per mesi alla preparazione di una monoposto, spendendo milioni di dollari per renderla il più veloce possibile. Non correre neanche un Gran Premio significherebbe buttare un investimento elevatissimo, e perdere così un incasso importante, specialmente per i team meno ricchi. Se per Ferrari o Mercedes i rischi, seppur presenti, sono facilmente superabili, lo stesso non vale per altre case automobilistiche.
Tra le squadre più in difficoltà c’è sicuramente la Williams, che da anni fatica a sistemare i conti, e che rischia di chiudere qui una lunga esperienza in Formula 1.
La scuderia fondata da Frank Williams (vera istituzione di questo sport) nel 1977 può infatti vantare un palmarès di tutto rispetto: 114 Gran Premi vinti, 9 Mondiali costruttori e 7 Mondiali piloti.
Molti fan della Williams, o semplici appassionati di Formula 1, chiedono ai dirigenti di ridurre il divario tra le scuderie più ricche e tutte le altre, in modo da rendere più competitivo questo sport ed evitare che team storici così importanti spariscano.

Le parole di Claire Williams

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Claire Williams firma autografi a Melbourne

La ripartenza del Mondiale 2020 sembra però sempre più lontana, visto anche la sospensione delle prime nove gare in programma. Ripartire sarà difficile e le possibilità che l’intera competizione venga annullata si fanno sempre più alte.
Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport News Claire Williams, vice-team principal e figlia del fondatore, ha spiegato l’importanza di far ripartire il campionato, sempre se le condizioni sanitarie lo permetteranno.
Dobbiamo aspettare il momento giusto, ovviamente, ma ripartire è fondamentale. E’ un momento incredibilmente difficile quello in cui si sta trovando al momento la Formula 1. Nelle ultime quattro settimane abbiamo trascorso moltissimo tempo chiusi in riunione a discutere con gli altri team principal, alla Federazione e alla Formula 1, per assicurarci che tutto il possibile venga fatto affinché tutte le squadre non escano con le ossa rotte da questa assurda crisi. Non sappiamo ancora quando potremo tornare in pista, ma è fondamentale, specialmente per una squadra come la nostra. Siamo rimasti probabilmente l’unica squadra indipendente in Formula 1, non abbiamo il sostegno che ha la maggior parte dei nostri rivali”. 


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Questa la panoramica fatta da Claire Williams sul momento che la Formula 1 sta vivendo. Nel corso dell’intervista è stata anche interrogata sulla possibilità di abbassare il budget cap. L’idea di abbassare i soldi a disposizione per le squadre per la ricerca e lo sviluppo delle monoposto (attualmente stimato a 175 milioni per il 2021), è stata portata avanti da Zak Brown. Il team principal della McLaren ha chiesto a gran voce di portare il budget cap a 100 milioni di dollari, riducendo così il distacco tra le scuderie più ricche e quelle meno attrezzate. Tutte i team sono d’accordo, ma l’ostracismo di Ferrari e Red Bull sta rallentando il cambiamento.

“Penso che se avessimo attuato quelle norme due anni fa, non saremmo tutti così preoccupati come probabilmente lo siamo tutti ora. Siamo un po’ esposti al momento, perché non abbiamo una serie di regolamenti così completa. Ma sono sicura e confido che riusciremo a superare anche questo, cerco di essere eternamente ottimista. Credo che il lavoro che possiamo fare ora per proteggere la sopravvivenza di ogni squadre del nostro sport sia assolutamente critico, in modo che se si dovesse verificare una situazione simile, speriamo che non accada, saremo tutti molto più protetti. Potremmo così evitare di muoverci come stiamo probabilmente facendo ora, in modo totalmente casuale. Ci sono tante considerazioni sulle quali la Formula 1 sta lavorando molto duramente, lavorando anche con altri enti sportivi per capire come farlo e come tutti noi possiamo rimettere in pratica il nostro sport. Bisogna farlo quando sarà sicuro. Ma dobbiamo tornare a correre. Il nostro sport e il montepremi del costruttori è troppo importante per tutte le nostre aziende, e cercare di capire cosa fare se non ci saranno gare quest’anno è molto difficile. Ma la posizione dominante deve essere la sicurezza dei nostri team, non possiamo tornare a gareggiare fino a quando non sarà assolutamente sicuro farlo. Ho sentito voci su una partenza a luglio, se fosse a luglio, so che la Williams ci sarebbe”. 

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