Quando i tennisti parlano nel corso delle interviste, raccontano spesso tutti i sacrifici fatti sin da bambini per arrivare ad altissimi livelli, spiegando anche come riescano a gestire il proprio fisico nel modo ottimale tramite il lavoro giornaliero. Così non è però per Benoit Paire, tennista francese che ha invece voluto raccontare il suo modo di vedere il tennis. Il numero 28 del mondo ha parlato di come preferisca divertirsi piuttosto che sacrificare tutto puntando ai primi posti nella classifica ATP, denunciando anche l’ipocrisia che secondo lui regna nel mondo del tennis.

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Le parole di Benoit Paire

Il suo modo di vedere il tennis

Il tennis è sempre stato un gioco per me. È semplicemente successo che diventasse anche il mio lavoro. Ma se gioco a tennis, è prima di tutto per divertirmi in campo e per far divertire le persone che vengono a vedermi. Il mio gioco è l’ideale per questo. Provo una scarica di adrenalina nel tentare colpi folli e vedere le reazioni degli spettatori. Certo, quando sbagli completamente, sembri un idiota, ma quando funziona, è fantastico. Quando sono in allenamento, provo tutti i tipi di colpi. Lo faccio da quando ero bambino. Mi annoio durante alcune sedute, ma se riesco a fare un colpo improbabile, mi torna subito il sorriso. Ho sempre sentito che questa è una mia abilità speciale”


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L’ipocrisia nel mondo del tennis

C’è molta ipocrisia in questo sport. Prendi le interviste post-partita: i giocatori si trattengono e non dicono quello che pensano. Se pensi che il tuo avversario abbia fatto schifo, perché non dirlo? Anche se sarai attaccato per questo. Non è una mancanza di rispetto, è un’osservazione su quel particolare giorno. Non significa che pensiamo che il giocatore sia sempre terribile. Forse la settimana dopo lo stesso giocatore ti batterà. A Monte Carlo nel 2017 ho giocato contro Tommy Haas. Mi ha battuto 6–2 6–3. A metà partita ho detto che era orribile. La cosa si è diffusa su tutti i social media. È un giocatore che ho rispettato moltissimo, che ho ammirato. Era incredibilmente talentuoso, eccezionale, ma quel giorno non mi ha battuto perché ha giocato bene. Mi ha battuto perché ho mandato tutto a monte. Se chiedi a Casper Ruud cosa pensava di me dopo avermi battuto 6-1 6-1 a Madrid nel 2019, non vi dirà che sono bravo! Mi sono comportato come un bambino rispetto a lui. Tuttavia, ho concluso l’anno da numero 24, mentre lui era 54. A volte mi piacerebbe un po’ più di onestà

“Non sacrifico nulla per essere primo al mondo”

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Sono stato etichettato come un ragazzo di talento, ma idiota. Spesso le persone mi dicevano che avevo quello che serve per essere tra i primi 10. Solo che mi mancano anche molte cose: essere serio negli allenamenti, prepararmi fisicamente… Questi sono sacrifici che non sono in grado di fare. Forse il mio tennis è a quel livello, ma quelli tra i primi dieci hanno anche la spinta fisica e mentale necessaria. Hanno tutto e io no. Vincere uno Slam non è mai stata la mia ambizione. Preferisco essere tra i primi 30 e godermi la vita. Giocare a golf e bere spritz quando voglio, invece di sacrificare tutto per essere il numero uno del mondo. Tutti dicono che avrei tempo per rilassarmi al termine della mia carriera e che dovrei dedicarmi completamente al tennis. Ma tutti coloro che sono indottrinati a sentirsi in quel modo non si rilassano mai davvero. La maggior parte dei ragazzi rimane sul tour. Non vedo mai nessuno che lasci andare veramente. Perché questa è la loro vita: tennis, tennis, tennis. C’è un vuoto quando smettono di giocare. Il giorno in cui smetterò io di giocare a tennis, avrò ancora i miei spritz, le mie serate fuori e il mio golf. Ho una vita meravigliosa, una che molti vorrebbero avere. Faccio soldi, mi diverto, viaggio e sono il ragazzo più felice del mondo! Sono incredibilmente fortunato. Non sacrificherei niente per essere il numero uno del mondo. Nel 2019 sono andato a Mykonos e a Ibiza: mi sono trattato da re e ho condiviso i momenti migliori della mia vita con i miei amici. Non è qualcosa che farò quando avrò 40 anni”

Il rispetto verso i tennisti più forti

Non sono geloso di Nadal, Federer o Djokovic. Li rispetto molto e penso che quello che fanno e quanto investono nel tennis sia sorprendente. Ma accidenti, quando vedo Rafa vincere il Roland Garros e due giorni dopo allenarsi al Queen’s per la stagione sull’erba… È un mondo diverso! Se vincessi il Roland Garros non so se andrei al Queen’s o addirittura a Wimbledon. In realtà, penso che finirei la mia stagione lì! Sono campioni. Senza di loro, il tennis non sarebbe quello che è oggi. Li ammiro enormemente, ma non sarò mai come loro. Questo non mi impedisce di considerarmi un campione. Sono stato numero 18 al mondo, sono nella top 100 da dieci anni e ho tre titoli ATP: è una buonissima carriera“.

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