Mentre gli otto tennisti migliori del ranking sono impegnati nelle ATP Finals, ce n’è uno che deve fare i conti con i problemi extra campo che forse gli stanno costando qualche calo di concentrazione di troppo. Parliamo ovviamente di Novak Djokovic, che da anni sta portando avanti la sua battaglia per la creazione di un sindacato dei giocatori per aiutare soprattutto gli atleti che occupano le posizioni più basse del ranking e che non possono contare su introiti pari ad altri. Una scelta che è stata sempre vista non di buon occhio dai verti dell’ATP, che hanno visto questa mossa come un tentativo di surclassare l’organizzazione che si occupa del mondo del tennis, nonostante il serbo abbia sempre smentito questa possibilità.
Brutte notizie per Djokovic già nella mattina di ieri, quando una nuova norma approvata dal board dell’ATP ha impedito di fatto che un membro dell’ATP non possa appartenere a nessun’altra associazione nel panorama tennistico. Il numero 1 al mondo fa parte della PTPA, fondata insieme a Vasek Pospisil, e non potrà quindi essere rieletto nel consiglio dei giocatori. Oltre a questo Novak Djokovic si è visto sconfitto in campo da un ottimo Daniil Medvedev che non ha lasciato scampo al serbo, forse troppo distratto dagli avvenimenti extra campo.

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Lo sfogo di Novak Djokovic

“E’ stato scritto che mi sono candidato spontaneamente al Player Council. Non è vero. Sono stato nominato dai giocatori, perché è così che funziona. Né io né Vasek Pospisil abbiamo scelto di farci avanti. Siamo stati scelti da un ampio gruppo di giocatori, dunque abbiamo accettato la nomina. Significa che siamo credibili e abbiamo la fiducia di molti. La notte scorsa però c’è stata l’approvazione della normativa da parte del board ATP, il che è frustrante perché ad essere onesto non sono stato informato da nessuno sull’argomento. Come ho sempre detto, non voglio ci siano problemi tra ATP e PTPA. Quest’ultima è stata fondata perché vengano rispettati al 100% i diritti dei giocatori, diritti che tanti firmatari, non contenti della gestione dell’ATP e soprattutto con ranking basso, vorrebbero avere. Vogliamo piuttosto collaborare con l’ATP. Ora con la nuova regola è chiaro il messaggio dell’ATP: non vogliono la PTPA nel sistema e soprattutto non vogliono che un giocatore sia impegnato in entrambe le associazioni. Adesso è tutto chiaro. Ultimamente non si è sentito tanto parlare della PTPA perché ci sono state diverse conversazioni con l’ATP per capire come potessimo lavorare assieme. Ma ora visto che la posizione è questa, dovremo considerare un’altra strategia”


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L’importanza degli obiettivi nel tennis per Novak Djokovic

“Tante persone che mi sono vicine mi chiedono perché perda così tante energie per qualcosa che probabilmente distoglie la mia attenzione da ciò che è importante. Ma lo faccio con buone intenzioni, lo faccio per i giocatori. Se i miei colleghi vogliono che li rappresenti, sento la responsabilità di farlo e in tutti questi anni ho provato ad essere propositivo e a dare i miei suggerimenti per rendere il sistema migliore, soprattutto per quanto riguarda i tennisti più in basso in classifica. Capita molto spesso che le mie parole vengano travisate: molti hanno detto che è ipocrita da parte mia tornare al Player Council dopo essermi dimesso in estate e avendo fondato un’altra associazione. Non volevo tornare nel consiglio, ad agosto in tanti hanno chiesto a me e Pospisil di dimetterci, anche se io non vedevo e non vedo alcun conflitto, come ho sempre detto. Tre o quattro giorni fa ci è stato comunicato di essere stati scelti per rientrare nel consiglio giocatori. Ma l’ATP con quella norma non ha voluto che questo accadesse, nonostante noi avessimo accettato con piacere la richiesta. Questi sono tutti giochi politici che avvengono dietro le quinte e non se ne scrive mai. L’importante è però scrivere che Djokovic è un ipocrita. Ma è ok, non è la prima volta che capita e questo rinforza la mia corazza dandomi ancora più motivazione per lavorare con i giocatori”

L’analisi della disfatta contro Daniil Medvedev

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“Ho avuto una brutta striscia di sette game persi di fila. Ero avanti 3-2 e poi in un attimo lui vinceva 6-3, 3-0. Questo non deve capitare quando giochi contro i tennisti migliori. Il break sul 3-3 è stato cruciale, il mio livello è calato per 15 minuti di fila. Lui invece ha servito bene e si muoveva alla grande. Mi ha portato a commettere tantissimi non forzati. Non è stata una gran partita da parte mia, avrei dovuto far meglio alcune cose, ma complimenti a lui per aver giocato a questo livello. Ho faticato soprattutto alla fine del primo set. Mi sono sentito meglio verso la fine, ma ormai il match era già finito. Medvedev si trova bene indoor. Serve bene, sbaglia molto raramente di rovescio e cerca di farti fare sempre un colpo in più. Gioca in modo molto intelligente e se stai facendo molti non forzati sa come approfittarne”

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