Novak Djokovic, oltre ad essere tra i tennisti più forti nella storia di questo sport, è sicuramente uno degli atleti più interessanti da ascoltare. “The Djoker” non è infatti mai banale nelle sue dichiarazioni e, a differenza di altri, cerca di rispondere alle domande ponendo delle riflessioni, senza troppe frasi di circostanza. Spesso però, così facendo, si danno vita a polemiche infinite, come successo allo stesso Djokovic. Durante un’intervista rilasciata al podcast serbo “Wish and Go”, il numero 1 del mondo ha parlato delle sue dichiarazioni di alcune settimane fa, spiegando la sua idea sui vaccini e su molte altre questioni spinose.

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Novak Djokovic risponde alle polemiche su alcune vecchie dichiarazioni

“Prima di tutto devo sottolineare una cosa: sono consapevole di essere un privilegiato. Mi trovo in una posizione e in un ruolo molto privilegiati. Come primo tennista al mondo e come persona che ha avuto molto successo in uno sport popolare a livello globale, se dico qualcosa le mie parole arrivano molto lontano, come se avessi un megafono. Non molti atleti sono in questa posizione privilegiata. Ho detto la mia idea su alcuni argomenti controversi, e le polemiche sono state moltissime. E’ una cosa comune nella società. Ho avuto l’opportunità durante la mia carriera di confrontarmi con persone e argomenti di ogni genere, anche controversi. Le persone fanno sempre un richiamo alla responsabilità, al fatto che devi essere consapevole di quanto risuona ogni affermazione che condividi, quanto lontano viene ascoltata e quante persone la potranno fare propria. Non dico di non commettere errori sotto questo aspetto. Sicuramente capita che io dica alcune cose e poi in seguito rifletta sul modo in cui le ho dette. Sono un essere umano e non ho problemi a dire che mi sono sbagliato. Ma non posso essere un robot e stare rinchiuso in una bolla per tutta la vita, non sono quel tipo di persona. 


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“Non guardo gli altri dall’alto in basso, né critico chi invece preferisce stare in disparte e non parlare di argomenti sociali, ma sono una persona che vuole evidenziare certe cose perché ho una certa influenza nella società e voglio condividere qualcosa che attraverso la mia esperienza potrà essere utile a qualcuno, e ad altri no. Non ho un’influenza significativa sul modo in cui la gente lo recepisce e lo fa proprio. Nel mondo c’è il problema del “pensiero unico” su alcuni argomenti, secondo me. Alcuni gruppi di persone, l’èlite, i governanti, chiamateli come volete, vogliono che certe cose siano in un certo modo, che nessuno dica qualcosa a riguardo e ascolti semplicemente cosa viene detto dai vertici. Semplicemente, non ritengo sia giusto e democratico. Se penso che qualcosa sia giusto e in linea con i comandamenti di Dio, con i principi di vita e i veri valori, allora lo sostengo assolutamente. Sostengo la lotta per i diritti delle persone in materia di uguaglianza, rispetto, fair play, correttezza nella vita e molto altro. Questi sono i valori che sostengo e con i quali sono in armonia”

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“Non sono dell’idea che qualcuno possa parlare di un argomento solo nel caso in cui ne sia esperto. Penso che questo sia evidente a tutti, basta vedere le dichiarazioni che ho fatto negli ultimi 15 anni. Faccio un esempio, su come lo applico a me stesso. Le persone vengono da me e mi raccontano cose sul tennis. Ho applicato diverse volte alcune cose che ho sentito da persone che hanno un grado di professionalità inferiore al mio nel tennis. I loro consigli sono stati molto utili anche se, secondo qualcuno, non avrebbero dovuto parlare affatto di tennis. Ascolto gli allenatori di tennis che allenano gli under 14 e 16. Li seguo su Internet, attraverso i miei amici o direttamente, perché credo che se una persona ha una mentalità aperta può sempre apprendere qualcosa, raccogliere nuove cose e chiedersi come applicarle per se stesso. Non credo sia intelligente avere un atteggiamento del tipo ‘Dai, chi sei tu per parlare a me di tennis?’. Puoi avere un atteggiamento simile, perché conosco molti che lo hanno, non solo nel tennis ma nella vita in generale. Ma così ti precludi la possibilità di crescere e recepire segnali che Dio potrebbe averti inviato dall’alto. attraverso quella persona che è apparsa e che potrebbe non essere al tuo livello di competenza, ma che ha condiviso una sua idea con te. Visto da questo aspetto, risulta essere interessante quando qualcuno parla di qualcosa, purchè lo faccia con il dovuto rispetto per gli altri. Se manca questo, allora non va bene e non è corretto”

“Devo inoltre sfatare una leggenda metropolitana che mi riguarda. Non è vero che prima dell’ultima finale di Wimbledon non abbia mangiato niente. Ovviamente non è vero che non abbia mangiato, ma questa è un’altra cosa interessante da chiarire. Avevo parlato di autofagia, un fenomeno fisiologico che prevede il digiuno prolungato per conservare le energie, e di digiuno.
Quando parlo di digiuno molti pensano che questo comporti il non mangiare nulla , ma non è così. Ovviamente non è così, con il digiuno si mangia per un piccolo lasso di tempo, per poi proseguire durante la giornata principalmente con cibi leggeri e molti liquidi. Di solito non mangio molto prima delle partite. Non prendo quattro uova con la pancetta al mattino e so che ci sono sportivi che lo fanno. La finale di Wimbledon era alle due del pomeriggio e prima delle partita sono rimasto essenzialmente sui liquidi e sui cibi leggeri. Ad esempio, verdure bollite senza condimenti, olio o altro; per avere forza ed energia, frutta e fiocchi d’avena. Certo, bevo molti liquidi, mi idrato con integratori vitaminici e bevande sportive che mi forniscono l’energia necessaria. Ma questo vale per me. Conosco molti atleti a cui piace mangiare e sentirsi sazi, ma il tennis è uno sport diverso rispetto a qualsiasi altro sport, dal punto di vista dei requisiti fisici e del relativo fabbisogno. Quella partita nella finale di Wimbledon è durata quattro ore e mezza, cinque ore. Durante le partite, mangio soprattutto datteri e talvolta una piccola banana. Bevo acqua e due bevande energetiche che ho con me. Credo molto nell’aspetto mentale e nella gestione delle emozioni. Quando hai paura, hai i crampi allo stomaco e non puoi mangiare nulla. È proprio vero. Eccitazione, paura, nervosismo, motivazione e tutto ciò che provi quando vai in finale di Wimbledon, ti fanno venire i crampi allo stomaco. Non pensi a mangiare. Ci sei dentro e sai che avrai energia perché tutto quello che hai fatto fino a quel momento ti permetterà di essere al massimo”

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