“The NBA Dream Starts Here”, e’ questo il motto della G-League, il campionato dove crescono i giovani cestisti che sperano di fare la storia della NBA in futuro. Solitamente la tradizione statunitense vuole che i College individuino i migliori prospetti del basket per offrirgli una borsa di studio e farli crescere prima che possano entrare nell’ambito Draft. Così è stato per molti campioni della NBA come Michael Jordan, Magic Johnson e Lebron James.
Ora invece, sembra che la tendenza stia cambiando. In queste ore è uscita la notizia dell’approdo in G-League di Jalen Green. Il classe 2002 ha preferito il campionato giovanile, rifiutando molte proposte arrivate dalle High School americane. Jalen Green è il prospetto numero 1 secondo ESPN e su di lui sono riposte moltissime speranze. Dopo aver messo da parte le borse di studio messe sul piatto da Auburn e Memphis ha deciso di entrare immediatamente nella G-League, lega di sviluppo della NBA. In questo modo Green guadagnerà ben 500.000 dollari a stagione, prima di poter essere ufficialmente eleggibile nel Draft 2021.

Green
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In realtà Jalen Green non si unirà subito ad una squadra che partecipa alla G-League, ma farà (probabilmente) parte di una nuova franchigia di Los Angeles, insieme ad altri giovani dalle grandi speranze. Questa nuova squadra californiana non farà parte della regular season della Lega. Green prenderà parte ad una serie di partita di “esibizione” (saranno circa una ventina) contro le franchigie affiliate. Questa squadra sarà allenata da coach professionisti con un passato importante nella NBA. Il nome più indicato dagli addetti ai lavori è quello di Sam Mitchell, che ha allenato i Toronto Raptors dal 2004 al 2008 e i Minnesota Timberwolves nella stagione 2015/2016.
Nel coro di un’intervista, Jalen Green ha voluto spiegare la sua scelta di dire no ai College che lo avevano chiamato, approdando direttamente alla G-League.


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“Volevo migliorare come giocatore e prepararmi al meglio per la NBA, perché quello è il mio obiettivo finale. Tutto è stato pianificato fin dall’inizio per farmi avere successo. È stata una buona decisione e avrò comunque l’opportunità di andare al college e finire i miei studi, che sono molto importanti per la mia famiglia”.

Come è stato riportato da Yahoo Sports, a Green è stata offerta una borsa di studio direttamente dalla G-League, nel caso in cui il classe 2000 volesse intraprendere comunque gli studi universitari.

In seguito alla scelta di Green, che ha comunque creato un grande dibattito negli Stati Uniti, sono arrivate le parole del presidente della G-League, Shareef Abdur-Rahim.

“La NBA è il miglior sistema di sviluppo al mondo e questi giocatori non devono essere obbligati ad andare altrove per crescere nell’arco di un anno. Loro devono restare nel nostro sistema di sviluppo. Green rappresenta la prossima generazione di giocatori NBA e non potremmo essere più orgogliosi di averlo nella nostra lega affinché cresca e sviluppi qui con noi le sue capacità. Jalen potrà lavorare con allenatori e istruttori di livello NBA e iniziare il suo percorso da professionista”

Isaiah Todd segue le orme di Green e approda in G-League

Todd Green

Anche Isaiah Todd sceglie la G-League

Come abbiamo detto, Jalen Green sembra aver lanciato una vera tendenza, che potrebbe prendere sempre più piede nell’immediato futuro. E’ chiaro che la prospettiva di guadagnare 500.000 dollari in una sola stagione, per poi essere inseriti (merito sportivo permettendo) nell’ambito Draft per la NBA, fa gola a molti giovani atleti. Dopo Green, anche Isaiah Todd ha scelto questa strada. Todd è un giovane talento di Virginia ed è stato inserito da ESPN al numero 13 tra i prospetti nati nel 2000. Non è stato ancora rivelato in quale squadra giocherà, ma potrebbe essere inserito in un team creato ad hoc, proprio come nel caso di Green.
Anche qui il presidente della G-League ha parlato pubblicamente della scelta di Todd, esprimendo grandissima soddisfazione.

“Siamo felici di vedere Isaiah iniziare la sua carriera professionistica nella G League. Con le sue abilità e la sua voglia di avere successo, sono sicuro che gioverà di tutte le possibilità messe a disposizione dalla nostra lega per prepararsi al salto successivo della sua carriera”

Con l’arrivo di questi due talenti, la G-League potrà sicuramente acquisire grande valore. E’ facile ipotizzare che molti altri giocatori prenderanno la stessa decisione di Green e Todd, entrando nella lega nei prossimi anni.
Questa prospettiva però, spaventa altri campionati in giro per il mondo. Anche in Italia sono nate alcune polemiche a riguardo. Già da anni si discute sul rendere la Serie A più competitiva, per evitare che i giovani giocatori statunitensi (probabilmente i migliori al mondo) vengano in Italia per fare gavetta, andandosene alla prima chiamata dall’NBA.
Per il campionato italiano però, considerando anche la crisi scaturita dal blocco dei campionati, difficilmente potrà evitare che questo accada. Le cifre a disposizione dei college e della G-League per acquisire i giocatori sono infatti altissimi, ben più di quanto abbiano a disposizione le squadre italiane.

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