L’NBA ha concesso alle squadre di tornare ad allenarsi in palestra, con restrizioni molto rigorose. I giocatori però vorrebbero avere la garanzia sulla stagione 2019/2020. Una delegazione guidata da star come Lebron James, Stephen Curry, Anthony Davis e dal presidente del sindacato dei giocatori dell’NBA, Chris Paul, ha chiesto ufficialmente alla Lega di poter tornare a giocare, per evitare un danno economico incalcolabile.

NBA
NBA

 

I giocatori NBA chiedono di tornare a giocare

Tutti gli sport stanno cercando il modo per ripartire dopo lo stop dovuto dalla pandemia. Mentre il calcio ripartirà per la prima volta in Germania nel corso di questo week end e Formula 1 e Moto Gp stanno sistemando il calendario per il 2020, negli Stati Uniti si continua a cercare la soluzione per far ripartire l’NBA.
Nel mondo del basket americano si stanno svolgendo due “trattative” parallele: la prima è quella tra i vertici dell’NBA, che hanno appunto il compito di organizzare la ripartenza di questa stagione e delle dodici partite mancanti, dall’altra ci sono i giocatori più importanti e influenti. Secondo quanto riportato da Yahoo Sport, queste star del basket starebbero spingendo per ripartire e non chiudere qui la stagione 2019/2020.
Tra le star in questione ci sono i giocatori più importanti delle trenta franchigie della NBA, come Lebron James, Giannis Antetokoumpo, Anthony Davis, Kevin Durant e ancora Russel Westbrook, Damian Lillard e la star dei Golden State Warriors Stephen Curry. Tutti loro si sono riuniti in una video conferenza con il presidente della National Basketball Players Association, Chris Paul, per trovare insieme il miglior modo per tornare in campo. Tutte le idee verranno poi proposte ai vertici della NBA.


Scarica l'app di Invictus per restare sempre aggiornato su tutti i pronostici, i risultati e le trattative di migliaia di squadre, campionati e sport. Clicca su Apple Store se hai un iPad o un iPhone, oppure clicca su Google Play se hai un tablet o uno smartphone Android.

invictus app store

invictus google play


Le squadre hanno già ottenuto la possibilità di tornare ad allenarsi in palestra, con programmi diversificati per le diverse franchigie, a seconda della condizione e della gravità della pandemia dei cinquanta stati. Per arrivare a questa concessione è servita una grande insistenza da parte di Lebron James e compagni, e ora gli stessi giocatori vorrebbero provare ad insistere per poter finalmente tornare a giocare. La stessa NBA ha condotto un sondaggio tra tutti i giocatori, che hanno espresso la comune volontà di terminare la regular season per passare poi ai playoff che assegnano la vittoria finale.
I primi giocatori a farsi avanti sono stati Ja Morant e Jared Dudley. La stella dei Memphis Grizzlies ha manifestato la sua voglia di scendere in campo sui propri profili social, scrivendo semplicemente “Io voglio giocare!”, mentre il veterano dei Lakers ha pubblicato un post più corposo.
Al primo posto deve esserci la salute di tutti, ma non penso che i giocatori sappiano cosa vorrebbe dire non tornare in campo. Niente play off, niente soldi dai diritti delle televisioni, dovremo fare un nuovo contratto collettivo in vista della prossima stagione”

NBA

Come detto anche da Adam Silver, commissioner dell’NBA, il nuovo contratto per la prossima stagione non potrà garantire gli stessi incassi di quello attuale, né per i giocatori né per le stesse franchigie. Per questo tutti i giocatori vorrebbero trovare una soluzione il prima possibile, per ridurre al minimo le perdite.

La situazione degli allenamenti per le trenta squadre NBA

Come abbiamo detto, le trenta franchigie che compongono l’NBA hanno ottenuto la possibilità di tornare ad allenarsi in palestra. Ovviamente i giocatori dovranno rispettare le norme sanitarie per evitare qualsiasi rischio di contagio. Non tutte le squadre però potranno tornare subito in palestra, dato che tra tutti gli stati americani la situazione è molto diversa. A New York, per esempio, il Covid-19 ha colpito duramente la città, costringendo il governatore dello Stato ad imporre un lockdown molto duro al contrario, per esempio, di quanto accaduto in altri stati.
Le prime squadre a riprendere gli allenamenti sono stati i Cleveland Cavaliers e i Portland Trail Blazers, che hanno riaperto i centri di allenamento chiusi dal 20 marzo. Lo stesso invece non hanno potuto fare i Golden State Warriors, che rischiano di dover rimanere fermi almeno fino al primo giugno.
Solo sette squadre hanno potuto riaprire le proprie palestre, mentre altre potrebbero farlo questa settimana. L’NBA ha consentito la possibilità di tornare ad allenarsi a partire dall’8 maggio, ma le squadre non possono obbligare i propri giocatori a farlo. Ogni allenamento in palestra infatti, è su base volontaria e rigorosamente individuale. Gli esercizi di gruppo sono severamente vietati, e in campo possono scendere, contemporaneamente, al massimo quattro cestisti. Tutti i preparatori atletici che accompagneranno in campo i giocatori dovranno indossare guanti e mascherina per tutto il tempo necessario. Ogni giocatore avrà a disposizione un pallone, che non potrà essere usato dai suoi compagni di squadra, e che verrà igienizzato alla fine di ogni esercizio.
Le regole sono molto ferree, ma anche inevitabili data la difficile situazione che tutto il mondo, ed in particolare gli Stati Uniti d’America, sta vivendo.

Segui la nostra Guida Scommesse per migliorare le tue capacità e scopri i nostri sistemi vincenti.

NBA
NBA