La Juventus sta vivendo un periodo sicuramente non semplice, pieno di dubbi sul futuro e incertezze su quella che potrà essere la ripresa del campionato. Dopo cinque anni di gestione targata Massimiliano Allegri, che ha vinto con i bianconeri ben cinque scudetti, quattro Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, Andrea Agnelli ha deciso di puntare su Maurizio Sarri.
Nonostante le vittorie, Allegri è stato sempre criticato per la mancanza di un gioco brillante, e la poca spettacolarità del suo calcio. Da qui la scelta di chiamare Maurizio Sarri, che con il suo Napoli aveva incantato l’Italia, con uno stile di gioco votato all’attacco, nonostante poi con il Chelsea non fosse riuscito a fare altrettanto. Il tecnico toscano non è però riuscito a dare la sua impronta alla squadra. Il primo trofeo della stagione, la Supercoppa Italiana, gli è stato soffiato dalla Juventus, così come la Coppa Italia, persa contro il Napoli. In campionato la Juventus ha un solo punto di vantaggio sui biancocelesti di Simone Inzaghi, che non hanno intenzione di mollare, e in Champions League i bianconeri dovranno ribaltare la sconfitta nell’andata degli ottavi di finale contro il Lione.

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Maurizio Sarri rischia l’esonero a fine stagione

Una situazione sicuramente non edificante per Maurizio Sarri, che ora sembra sempre più in bilico. Alcune voci parlavano di un possibile esonero immediato, ma la volontà della dirigenza bianconera sarebbe quella di terminare la stagione, per poi valutare la posizione dell’allenatore. A Sarri non restano quindi che dodici partite e la Champions League per convincere Agnelli e Paratici a non esonerarlo. L’idea del presidente juventino era quella di portare, finalmente, la squadra a trionfare in Europa, dopo aver perso la finale della coppa dalle grandi orecchie nel 2015 contro il Barcellona e nel 2017 contro il Real Madrid. La situazione in Champions League non è però delle migliori, con la Juventus chiamata a recuperare dall’1-0 subito all’andata. Il Lione non è certamente una squadra che dovrebbe far paura ad un club blasonato come la Vecchia Signora, ma la condizione fisica dei giocatori di Sarri preoccupa, e non poco. L’allenatore era stato chiamato per aiutare la squadra a superare un tabù Un’eventuale esclusione dalla Champions League per mano dei francesi segnerebbe con tutta probabilità l’addio di Sarri, specialmente nel caso in cui anche lo Scudetto dovesse sfumare.


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Sarri incita la squadra durante la finale di Coppa Italia

Tra Juventus  e Lazio c’è un solo punto di differenza e, nonostante la prima partita della banda di Inzaghi sia contro l’Atalanta, dopo la sconfitta in Coppa Italia la paura di perdere un altro obiettivo è sempre più grande. Il nono scudetto consecutivo è un obiettivo importante per il presidente Andrea Agnelli, e non vincerlo sarebbe un duro colpo.
L’allenatore non è però l’unico sul banco degli imputati, dato che molti stanno duramente criticando la gestione del mercato. Il direttore sportivo Fabio Paratici, in questi dieci anni, ha portato a termine numerose trattative importanti, da Carlos Tevez a Cristiano Ronaldo. Ma è proprio l’acquisto del portoghese che non ha ancora convinto del tutto la società. Quello di Cristiano Ronaldo è stato l’acquisto più costoso nella storia del calcio italiano, ma i soldi investiti dalla Juventus non hanno ancora ripagato. Il rapporto qualità-prezzo in termini di successi non è positivo, con Cr7 che ha portato solo lo scudetto nel corso della scorsa stagione, con la Juventus sconfitta ai quarti di finale dall’Ajax di De Ligt e in Coppa Italia dall’Atalanta.
Queste mancate vittorie non dipendono ovviamente dall’impatto in campo di Cristiano Ronaldo, che ha sempre fatto il suo, segnando molti goal, cosa che non si può dire per altri giocatori acquistati nell’ultimo anno. Il terzino Danilo, arrivato a Torino al posto di Joao Cancelo, non ha dimostrato quello che tutti si aspettavano, culminando la sua stagione poco brillante con il rigore tirato alle stelle nella finale di Coppa Italia. I due rinforzi del centrocampo, Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, si sono rivelati due grandi flop. Il gallese è stato troppo spesso fermato dagli infortuni, e ha avuto come unica nota positiva della stagione il goal nel match scudetto contro l’Inter. Per Rabiot invece, non c’è stata alcuna nota positiva, con l’ex Paris Saint Germain che è sembrato spesso svogliato in campo e incapace di dare una mano alla squadra. In molti quindi si chiedono se lasciar andare Emre Can in Bundesliga non sia stata una scelta azzardata, dato che il centrocampista tedesco avrebbe potuto tornare utile a Sarri, che in questa stagione ha faticato a trovare la quadratura del cerchio in mezzo al campo.
Lo stesso problema si trova nel reparto offensivo, dove Higuain non è riuscito a trovare la giusta intesa con Cristiano Ronaldo. Il Pipita, nei piani di Sarri, avrebbe dovuto giocare come faceva Benzema nel Real Madrid, che per anni ha aiutato il fuoriclasse portoghese a giocare partite spettacolari. Higuain ha mostrato segni di insofferenza, chiedendo alla società di essere ceduto. La Juventus, ad inizio stagione, ha deciso di fare a meno di Mario Mandzukic, giocatore che, invece, avrebbe potuto dare un grande aiuto alla squadra.

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