Mattia Binotto, nonostante il pessimo momento della Ferrari, continua a predicare calma e chiede tempo per mostrare i miglioramenti della vettura. Questa stagione sembra ormai da buttare, con il Mondiale 2021 che si preannuncia altrettanto difficile. La vera rinascita è attesa per il 2022, che con il cambio di regole potrebbe favorire la Ferrari di Charles Leclerc e del futuro pilota Carlos Sainz. Durante un’intervista con il Corriere della Sera, il team principal Mattia Binotto ha parlato delle difficoltà avute quest’anno e di come possono essere superate e, senza peli sulla lingua, ha ammesso i suoi errori.

Binotto
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Le parole di Mattia Binotto

Gli errori commessi nel progetto della SF1000

“Il problema di questa monoposto è che ha meno cavalli nel motore. C’è anche da dire che era nata per cercare più carico aerodinamico sapendo di contare su un motore superiore. Poi ci sono state le direttive tecniche e ci siamo trovati una macchina con alta resistenza all’avanzamento e pochi cavalli. Dalla somma delle due cose è nato il problema di questa monoposto”

Come ha fatto la Ferrari a perdere un secondo rispetto allo scorso anno?

“Non è una punizione perché non ha colpito solo noi: tutti i motoristi hanno perso prestazioni, chi più e chi meno. Nel 2019 coprivamo i limiti della vettura con il motore. Abbiamo lavorato per migliorare il telaio, ma pensando ancora a quel vantaggio di potenza, che poi è sparito. E quando lo abbiamo capito ormai era troppo tardi. Abbiamo saputo che non avremmo potuto utilizzare certi sistemi della power unit tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, e quando avremmo potuto iniziare a correggere sono arrivati Covid, congelamento delle regole e ci siamo trovati in questa situazione”

Mattia Binotto si fida del suo team?

“Assolutamente si, anche se in Formula 1 non ci si accontenta mai. C’è sempre voglia di inserire nuovi elementi. Mi fido del mio team, anche se quest’anno abbiamo sbagliato, e lo abbiamo fatto tutti, sono sicuro che in futuro potremo costruire una vettura vincente. Perché sono quelli che negli ultimi anni si sono avvicinati di più alla Mercedes, arrivando a lottare per il Mondiale”


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Come sarà il 2021?

“La prossima monoposto sarà per forza un’evoluzione di questa, per il blocco delle regole. Ma ci sono delle opportunità: il motore sarà tutto nuovo, sta girando al banco da mesi, ci contiamo. In questi giorni poi è al voto del Consiglio Mondiale un cambiamento aerodinamico importante, con modifiche soprattutto al posteriore. E’ una possibilità da sfruttare”

Binotto e la paura di dover lasciare la Ferrari

“Onestamente non ho mai avuto paura, perché so di avere il supporto dei miei responsabili. Però mi sono messo in discussione da solo, ho riflettuto se posso essere adatto al ruolo di team principal di una scuderia importante come la Ferrari. Avrei potuto fare meglio in alcune aree, per esempio la riorganizzazione tecnica si poteva fare prima. Ma credo che i miei 25 anni in Formula 1 e la conoscenza di questa azienda siano elementi chiave per far bene in questo mestiere. Sento spesso che i vertici della Ferrari sono lontani, ma è una delle cose più sbagliate che si possano dire. Non sono solo, ve lo posso assicurare. Ricevo i loro consigli, sicuramente il loro stile di leadership è diverso da quello a cui eravamo abituati in passato. Ma non sono solo, proprio no”

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Le trattative per il “Patto della concordia” hanno distratto Binotto dalla gestione del team?

“Come team principal, il primo ruolo non è tecnico. Abbiamo lavorato sul rinnovo di Charles Leclerc, sull’ingaggio di Sebastian Vettel e su tanti altri fronti. Può darsi che nel fare meno il tecnico non eravamo sufficientemente organizzati con le deleghe, ma non dimentichiamoci che sono diventato team principal senza preavviso un anno e mezzo fa. Serve tempo, a tutti i cicli vincenti è servito tempo. Se ripenso alla Ferrari dal 1995 al 2000, erano cambiate molte cose. Questa riorganizzazione non sarà l’ultima”

I problemi di Toto Wolff con la Ferrari

“Perché Toto Wolff ha problemi con noi? Primo perché io e lui abbiamo stili di leadership diversi, io non parlo mai degli altri. E poi perché la Ferrari è la Ferrari, tutti vogliono dire la loro. Anche per lui rappresenta qualcosa di speciale. Infine perché io non sono uno dei pochi che non gli dice sempre si”

“Charles è cresciuto con noi, conosce i valori della Ferrari ed è molto legato. Fa parte di una famiglia speciale e lo sa bene. Quest’anno è importante, penso che un giorno potrà dire: ‘Quelle difficoltà mi sono state utili’. Ha il talento, e sta crescendo anche come leader in questo periodo difficile. Spesso gli parlo di Michael Schumacher, arrivato nel 1996 e campione nel 2000. Lui può ripetere quel percorso”

Dove vuole arrivare la Ferrari con il caso Racing Point?

“Chiediamo chiarezza e chiarimenti alla FIA. Se dovessimo ottenerli, saremmo anche pronti a ritirare l’appello. E’ più importante proteggere il 2021 che questa stagione visto come sta andando. I chiarimenti sono in quell’ottica”

Il più bel ricordo e il peggior errore in Ferrari

“Il ricordo più bello è sicuramente la vittoria di Charles a Monza lo scorso anno, una giornata davvero incredibile. L’errore peggiore è l’aver sbagliato il progetto di questa macchina”
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