Dopo una lunga e vincente carriera nel mondo del tennis, Maria Sharapova ha annunciato il suo ritiro. Dopo quasi 20 anni di carriera e 5 titoli del Grande Slam vinti, la siberiana dice addio al tennis, con una lettera pubblicata su Vanity Fair e Vogue.

Sharapova
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Maria Sharapova dice addio al mondo del tennis

Con una struggente lettera pubblicata su Vanity Fair e Vogue, Maria Sharapova ha comunicato il suo ritiro dal mondo del tennis. La campionessa siberiana si ritira dopo quasi 20 anni di carriera, sbocciata nel 2004 nella leggendaria finale di Wimbledon contro Serena Williams. A soli 17 anni Sharapova riuscì a battere la campionessa statunitense, conquistando il primo di cinque tornei del Grande Slam. L’ormai ex giocatrice è una delle dieci giocatrici ad aver completato il Career Grand Slam (aver vinto quindi almeno una volta Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) insieme a vere e proprie leggende come: Maureen Connolly, Doris Hart, Shirley Fry, Margaret Smith Court, Billie Jean King, Chris Evert, Martina Navratilova, Steffi Graf e Serena Williams.

Una carriera ricca di vittorie, ma anche di dolori e delusioni, specialmente negli ultimi anni. Il declino è iniziato nel 2016, quando Sharapova venne trovata positiva al meldonium. Da allora “Masha” ha provato in tutti i modi a tornare ai massimi livelli, senza riuscirci davvero, complice anche un problema alla spalla che l’ha assillata per anni. L’ultimo match disputato da Maria Sharapova resta quindi quello di Melbourne, nell’ultima edizione dell’Australian Open, perso contro Vekic. Nonostante i problemi degli ultimi anni, Maria Sharapova può certamente ritirarsi a testa alta, e tutto il mondo del tennis sarà pronto ad applaudire una delle migliori giocatrici degli ultimi 20 anni nella storia di questo sport.

La lettera di Maria Sharapova

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Sharapova con il suo primo Slam, Wimbledon 2004

Ecco la lunga e commovente lettera scritta da Maria Sharapova, con la quale ha dato l’addio al tennis.

 2Come fai a lasciarti alle spalle l’unica vita che tu abbia mai conosciuto? Come ti allontani dai campi su cui ti sei allenata da quando eri una bambina, il gioco che ami – che ti ha portato lacrime indicibili e gioie indicibili – uno sport in cui hai trovato una famiglia, insieme ai fan che si sono radunati dietro di te da più di 28 anni? Lo so questo quindi per favore perdonami. Tennis, ti sto dicendo addio”. 

“Prima di arrivare alla fine, però, vorrei iniziare dall’inizio. La prima volta che ricordo di aver visto un campo da tennis, mio ​​padre ci giocava. Avevo quattro anni a Sochi, in Russia, così piccola che le mie minuscole gambe pendevano dalla panca su cui ero seduta. Così piccola che la racchetta che ho raccolto accanto a me aveva il doppio delle mie dimensioni. Quando avevo sei anni, ho viaggiato in tutto il mondo e anche in Florida con mio padre. All’epoca il mondo intero sembrava gigantesco. L’aereo, l’aeroporto, l’ampia distesa americana: tutto era enorme, così come il sacrificio dei miei genitori”.