In due anni di Lazio, Manuel Lazzari è diventato presto un vero idolo dei tifosi biancocelesti. Il numero 29 ha dimostrato sotto la guida di Simone Inzaghi tutta la sua bravura, diventando determinante nello scacchiere tattico della Lazio, e servendo numerosi assist ai suoi compagni. Nel corso di un’intervista, Lazzari ha parlato delle ambizioni dei biancocelesti in campionato, candidandosi per la lotta scudetto. La squadra di Inzaghi viene da un anno memorabile, dove ha lottato a lungo (e alla pari) con la Juventus per la conquista dello scudetto, cedendo solo dopo la lunga pausa causa Covid-19. Il terzino ha parlato anche dell’emozione relativa all’esordio in Champions League, del goal sbagliato contro lo Zenit e del “regalo rubato”  ad Immobile grazie al goal alla prima giornata contro il Cagliari.

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Le parole di Manuel Lazzari

“Ha cambiato il calcio, è una leggenda vera e propria. Parliamo di una perdita molto grave, giusto che ci siano questi tre giorni di lutto in Argentina e il minuto di silenzio su tutti i campi. Dispiace a tutto il mondo, di persone così ne nasce una ogni 100 anni. Non so quanti ragazzi ha avvicinato al mondo del calcio con le sue giocate, glie ne saremo eternamente grati”


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Le ambizioni della Lazio in campionato

“In Serie A non c’è una vera e propria favorita. La Juventus ultimamente ha sempre dominato, ma quest’anno non c’è una squadra che spicca. Sarà un campionato aperto dall’inizio alla fine e noi faremo di tutto per farci trovare pronti. Il mio come primo goal della stagione? Aveva sempre vinto Immobile negli ultimi quattro anni. A chi segna la prima rete viene regalata una bottiglia di vino, è stato bello togliere il primato a Ciro per una volta. Sono contento e spero di continuare così”

Il cammino in Champions League e il goal sbagliato contro lo Zenit

Peccato per aver sbagliato contro lo Zenit, avrei potuto davvero fare goal. E’ stata colpa mia, perché non ho angolato abbastanza la palla, ma non sono molte le volte in cui mi trovo in quelle posizioni. Dovevo fare di più, ma l’importante era portare a casa la vittoria che ci avvicina al passaggio del turno”

L’emozione dell’esordio in Champions League

“Dai campi della Serie D a quelli della Champions League ce ne passa, per ogni bambino che gioca a calcio è un punto di arrivo che pochi riescono a raggiungere. Per me è stato qualcosa di unico e se ripenso a tutte le cose che ho fatto per arrivare dove sono oggi mi emoziono e spero di continuare così. Per ora i due momenti più belli della mia carriera sono l’esordio in Nazionale e l’esordio in Champions League, che è la competizione più importante per un giocatore”

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Il futuro di Lazzari è alla Lazio?

“Per me la Lazio, e l’ho già dimostrato l’anno scorso quando mi sono presentato qui con lo zaino in spalla, è unica. E’ stato un anno importante per me, la società è importantissima, è una big italiana e ci stiamo facendo valere anche in Europa, al contrario di quanto molti potevano dire o pensare. Arrivare alla Lazio ti fa cambiare mentalità. Capisci subito la differenza tra una società che aveva il compito di salvarsi a una società in cui gli obiettivi sono altri. Devi vincere ogni partita sia che giochi con la Juve che con il Crotone, la mentalità è vincente. In futuro spero di continuare così come tutta la squadra, speriamo di andare agli ottavi di Champions e di fare un grande campionato fino all’ultima giornata”

Gli idoli di Lazzari da bambino

“Da piccolo mi piaceva molto Kaka, mio papà mi faceva vedere le partire del Milan adesso mi piacciono molto Davies e Carvajal. Penso siano i migliori terzini destri in Europa al momento, danno il meglio nel loro ruolo e sono un’ispirazione che uso per cercare di migliorare”

Un’opinione su questo calcio a porte chiuse

“Quando giocavamo all’Olimpico davanti al nostro pubblico andavi in campo con la consapevolezza di giocare in dodici perché con 40-50mila tifosi che ti spingono è tutto più semplice. Con il pubblico è un altro sport, ma sappiamo che è un momento difficile e quindi teniamo duro. Quest’anno sono stato fermo tre settimane: prima lo stiramento e poi il Covid, queste prime gare mi servivano per riprendere la condizione. Spero di recuperare ancora meglio. Domenica c’è una gara importantissima e penso che i friulani abbiano pochi punti rispetto al valore della rosa. Ci attende una partita difficile, ma abbiamo avuto un giorno in più di riposo e se recuperiamo le energie possiamo fare un grande match. Quello delle 12:30 è un orario un po’ fastidioso perché appena ti svegli devi fare colazione e pranzo insieme. Dopo l’Udinese ci sarà la gara con il Dortmund, ci giocheremo il primo posto del girone consapevoli delle nostre qualità e anche della loro forza”

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