La situazione nel Milan non sembra più felice come un tempo. Nonostante la squadra si stesse risollevando in campionato, il pareggio contro la Fiorentina ha lasciato delle scorie negative nella società. Le divergenze tra Ivan Gazidis e Paolo Maldini sembrano irrimediabili, e l’ex capitano sembra sempre più vicino all’addio ai rossoneri.

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Maldini-Gazidis, il Milan è spaccato in due

Il pareggio contro la Fiorentina ha complicato ulteriormente i piani del Milan. La delusione per aver subito la rimonta è forte, e a peggiorare la situazione è la sensazione di essere stati nuovamente sfavoriti da alcune decisioni arbitrali. La mancata vittoria, che sarebbe stata fondamentale per la corsa all’Europa League, ha contribuito a smorzare il sentimento di entusiasmo che regnava in casa rossonera, tanto tra i dirigenti quanto tra i tifosi, dopo l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic e le conseguenti vittorie in campionato. Il Milan è tornato a occupare posti poco nobili della classifica, che stanno portando la società a trarre delle inevitabili conclusioni, anche in vista dei piani fatti per il prossimo mercato estivo.

Da fine maggio potrebbe esserci l’ennesima rivoluzione tecnica, dovuta anche alla diversità del pensiero che divide i piani alti del Milan. La società sembra infatti spaccata in due, con l’amministratore delegato Ivan Gazidis e i suoi collaboratori da una parte, e Paolo Maldini, Boban e Massara dall’altra. Le posizioni sono completamente opposte, soprattutto sul mercato e su come riportare al più presto il Milan a giocare la Champions League, trofeo che storicamente piace molto al club. La differenza di vedute è stata sdoganata dallo stesso Paolo Maldini, subito dopo la sfida contro la Fiorentina.

Questa diversità di vedute potrebbe portare ad una separazione a fine anno, nel caso in cui le cose non dovessero migliorare. Maldini, Boban e Massara vorrebbero accelerare le cose per rendere subito competitivo il Milan, con l’acquisto di giocatori già pronti, senza aspettare troppi anni per una crescita. E’ esattamente all’opposto il pensiero di Gazidis, che preferirebbe invece puntare su giovani di talento. La scelta del sudafricano è dovuta anche all’attenzione necessaria per le casse del Milan, che in questo modo sarebbero sicuramente più sotto controllo, evitando acquisti troppo onerosi.

Gazidis Maldini Milan

Paolo Maldini e Ivan Gazidis

Le divergenze non sono però solo sui giocatori, ma anche sulla scelta del prossimo allenatore. Paolo Maldini ha infatti ribadito più volte che la figura di Rangick non è adatta al Milan, che avrebbe invece bisogno di altro. Gazidis è invece pronto a puntare proprio sul tecnico tedesco, considerato la miglior opzione per la sostituzione di Stefano Pioli nel corso della prossima stagione. L’arrivo di Rangick potrebbe quindi significare l’addio di Paolo Maldini, disposto a collaborare con Gazidis per aiutare il Milan, ma senza dover rinunciare ad ogni sua idea sulla gestione del club.

L’unico punto di congiunzione tra le due parti è il probabile addio di Pioli il prossimo anno. L’ex capitano rossonero è infatti già in contatto con alcuni allenatori che lo potrebbero sostituire. Su tutti c’è l’idea di Marcelino, ex allenatore del Valencia, ma sono stati avviati anche contatti con Luciano Spalletti, già contattato ad ottobre dopo l’esonero di Marco Giampaolo, e che dopo l’esperienza all’Inter sarebbe pronto a tornare a Milano, sponda rossonera.

Quel che è certo è che nell’ambiente rossonero (tifosi, dirigenza, calciatori e allenatore, nessuno escluso), regna un sentimento di insoddisfazione, dopo aver “buttato” al vento due punti importanti al Franchi. Pioli e i suoi giocatori hanno svolto delle riunioni tattiche per studiare il problema principale del Milan: il calo fisico nel secondo tempo. Contro la Fiorentina di Iachini nel primo tempo i rossoneri avevano bene o male dominato la partita, giocando meglio degli avversari. Dopo il goal del vantaggio la gara sembrava chiusa, ma la Fiorentina è tornata alla carica trovando poi il pareggio nel discusso episodio del fallo da rigore di Romagnoli su Cutrone. La stessa cosa era accaduta nel derby contro l’Inter, dove il Milan aveva dominato il primo tempo chiudendo i 45 minuti con due goal di vantaggio, salvo poi essere ripresi nel secondo tempo con ben quattro goal subiti.


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Per una squadra che ad inizio campionato puntava alla Champions League non è sicuramente un momento facile. Il progetto tecnico di Giampaolo, che avrebbe dovuto portare a Milano un’idea di calcio ben precisa è miseramente fallito. L’obiettivo minuto è l’Europa League, ma in questo momento neanche il sesto posto è scontato, considerando che la Roma ha guadagnato sei punti di vantaggio sui rossoneri. Il Milan deve anche guardarsi alle spalle, con il Napoli di Gattuso in agguato, che potrebbe tornare prepotentemente per lottare contro la squadra di Pioli per una qualificazione all’Europa League.

Il Milan dovrà concentrarsi anche sulla Coppa Italia. La semifinale di andata contro la Juventus è finita 1-1, con un rigore molto dubbio e criticato a favore dei bianconeri. Il passaggio del turno non sembra impossibile, considerando la concentrazione della squadra di Sarri su altri obiettivi, e l’eventuale vittoria della coppa porterebbe i rossoneri direttamente in Europa League, a prescindere dal posizionamento in campionato.

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