Il direttore tecnico del Milan, Paolo Maldini, ha parlato a lungo del suo operato all’interno della società. L’ex leggenda rossonera, che in campo ha vinto 7 scudetti, 5 Champions League e tanto altro, ha spiegato i motivi che lo spingono a cercare di migliorare costantemente, per riportare il club in cima alla classifica italiana, sognando un giorno di lottare ancora per obiettivi importanti anche in Europa. Maldini ha detto la sua su molti argomenti, come il metodo di scouting rossonero, che ha scoperto giocatori ora importanti come Saelemaekers, su Stefano Pioli e sull’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Proprio il bomber rossonero ha parlato ai microfoni di Sky, ricordando a suo modo Diego Armando Maradona, ispirazione per tanti giocatori come lui.

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Le parole di Paolo Maldini

Il futuro del Milan

“Il disegno cambia strada facendo, io sono legato ad un Milan vincente, la mia figura è legata a qualcosa che non sia soltanto a mettere i conti a posto. Devo salvaguardare anche quello che la mia storia si porta dietro, quello che i tifosi si aspettano da me. E’ lì che spingo la proprietà a fare determinate cose invece che altre. I risultati hanno dato ragione a loro per tante cose e a noi per tante altre, in questo momento c’è un’idea unica e questo aiuta quello che è il progetto”

Lo scouting rossoneri

“Tra te e il reparto scouting devi iniziare a conoscere quello che tu vuoi e loro magari ti dicono quello che ha funzionato statisticamente negli ultimi cinque anni rispetto ai cinque anni precedenti. Parliamo ad esempio della difesa. Un difensore per me è abbastanza facile da leggere, ma prima veniva richiesto un giocatore che stava bene in un reparto, adesso andrei a prendere un giocatore che è forte nell’uno contro uno, poi gli insegni a stare bene nel reparto. La cosa difficile da insegnare è la forza nell’uno contro uno, la concentrazione, è una cosa che manca. In questo momento, soprattutto per la nostra maniera di giocare ma anche la situazione del calcio in generale, andrei a prendere un difensore forte nell’uno contro uno, al quale poi l’allenatore possa insegnare a stare all’interno di un reparto”


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Un’opinione su Saelemaekers

“E’ stato frutto del nostro scouting, non conoscevo Alexis. Noi cercavamo un terzino destro in quel momento lì, o uno che in previsione un giorno potesse giocarci. Abbiamo visto questo ragazzo che giocava a destra, a sinistra, come terzino, da numero dieci, con un’intensità tale che dopo che gli dai la palla lui c’è”

Su Zlatan Ibrahimovic

“Ibrahimovic era già un’idea del gennaio precedente con Leo, avevamo parlato con lui e con Mino. Lui però aveva dato la parola ai Galaxy e lui disse che ne avremmo riparlato. Ero sicurissimo fosse un rischio, perché veniva da anni in MLS, con tutto il rispetto è una cosa completamente diversa. Lui stesso quando gli abbiamo proposto 18 mesi di contratto ci disse di fare 6 mesi perché non sapeva quello che ci poteva dire. Rompe le scatole in maniera impressionante. E’ molto competitivo, è giusto porsi traguardi che sono al di sopra delle proprie possibilità, questo è alzare il livello. Ha senso che lui dica quello che dica sulle responsabilità”

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L’impatto di Stefano Pioli

“Nel trasmettere i suoi pensieri, lo fa con un vigore che da una persona così pacata non ti aspetti. Nella sua carriera non sempre ha confermato quello che ha fatto vedere all’inizio, sembrava debole con i calciatori invece è il contrario. A volte dobbiamo frenarlo un po’ noi e dargli uno zuccherino. E’ una caratteristica che non gli riconoscevo e che è riuscito ad imporre in un club importante come il Milan”

Ivan Gazidis parla dello stadio del Milan

“Nel breve termine vogliamo continuare a sviluppare l’ambito sportivo, mentre a livello aziendale vogliamo aumentare i ricavi, attraverso i risultati sportivi, le sponsorship. Di fondamentale importanza per il futuro sarà il nuovo stadio. Se vogliamo essere un club moderno e vincente abbiamo bisogno di uno stadio adatto alle nostre esigenze. Che possa abbracciare tutte le diversità e coinvolgere tutti i nostri tifosi, di oggi e di domani. Il nuovo stadio sarà fondamentale anche per l’evoluzione della città di Milano, per tutti i milanesi, non solo per i milanisti”

Zlatan Ibrahimovic ricorda Maradona

“Il calcio moderno oggi è fatto di tanti atleti che cercano di essere perfetti, di non sbagliare mai ma per imparare a crescere penso sia importante sbagliare. Certo, non cerchi di sbagliare apposta ma nessuno è perfetto alla nascita. Per me Maradona faceva tutto con il cuore e per quello sarà sempre il numero uno. Io lo giudico per quello che ha fatto in campo, quello che ha fatto fuori è un discorso che riguarda solo lui. Ognuno vive come vuole. Dobbiamo ricordarlo per quello che ha fatto in campo, il resto non ci deve interessare. Ha sicuramente sbagliato tanto, ma come ho detto Maradona faceva tutto con il cuore ed è per questo che le persone lo amavano. Diego trascende i discorsi sui fuoriclasse, ormai è una leggenda”

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