Durante una riunione con il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e l’amministratore di Sport e Salute Vito Cozzoli, il presidente del CONI Giovanni Malagò ha discusso del modo migliore per aiutare le società sportive italiane, duramente colpite dallo stop di tutte le manifestazioni a causa della pandemia di Covid-19. Malagò ha specificato che tutti gli sport verranno aiutati nello stesso modo, evitando qualsiasi polemica legata all’importanza data, finora, al calcio.

Malagò
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Malagò parla dell’aiuto del CONI a tutti gli sport

Giovanni Malagò, presidente del CONI, in quanto membro del Cio ha ratificato il rinvio dei giochi Olimpici di Tokyo, il primo nella storia moderna della manifestazione. Ieri ha invece presieduto la prima riunione di giunta (ovviamente in video conferenza) con il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e l’amministratore di Sport e Salute Vito Cozzoli. Nella riunione si è parlato proprio del rinvio delle Olimpiadi, su cui tutti e tre erano d’accordo, e sulla possibilità di aiutare tutte le federazioni sportive italiane in un momento molto delicato. Mentre nel paese si parla, in ambito sportivo, soprattutto del calcio, Malagò ha voluto ricordare come gli sport in difficoltà siano altri.
Oggi è stato ufficialmente sospeso il campionato di rugby, che non vedrà quindi una conclusione, con scudetto e retrocessioni bloccate. Il basket invece sta studiando un modo per ripartire, ma la condizione economica dei club di Serie A non è affatto felice.


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Malagò ha ribadito quindi come tutto lo sport sia uguale di fronte alla crisi, e il calcio non deve essere un’eccezione.
“Capisco che il mondo del pallone sia in subbuglio ma il Coni in questa emergenza non può prevedere aiuti separati per una società di base di calcio rispetto a una di triathlon o baseball. Con l’aiuto del governo sosterremo tutti, tutti dovranno fare sacrifici. «Se una società dilettantistica  pensa alla cassa integrazione per i dipendenti, a uno storno del mutuo o dei canoni di locazione degli impianti sappia che difficilmente troverà le risorse. Più che ai soldi, meglio pensare a fonti alternative, a un ripensamento sulla legge che vieta la sponsorizzazione delle società di scommesse. Anche io all’epoca la sostenni ma ora siamo in emergenza”

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Il calcio non verrà aiutato più di altre federazioni sportive

Nel frattempo è arrivato il benestare della Federcalcio, che ospiterà la Protezione Civile a Coverciano, mossa che però sarà difficilmente replicabile negli impianti del CONI. A Coverciano infatti sono presenti unicamente strutture calcistiche, mentre Malagò ha spiegato come negli impianti di proprietà del CONI ci siano molte altre esigenze da soddisfare, in particolare quelle degli atleti paralimpici. Per quanto riguarda i 600 euro di aiuto ai collaboratori, Malagò ha confermato che arriveranno in tempi brevi ma, per evitare qualsiasi truffa, faranno fede solo ed unicamente al registro delle società del CONI.

In quanto membro del Cio, non ha potuto esimersi dal commentare la possibile collocazione dei Giochi olimpici. E’ infatti certo che non saranno svolti quest’anno ma nel 2021, ma la finestra temporale è ancora da individuare, considerando anche la presenza degli Europei di calcio, anch’essi rinviati al prossimo anno.
«Se li anticipassimo di uno o due mesi –spiega Malagò– rispetto all’estate, senza toccare gli Europei di calcio, lasceremmo intatti i calendari di nuoto, atletica e canoa. Mondiali e Olimpiadi più li distanzi meglio è ma in discipline come il nuoto disputarli senza soluzione di continuità forse non è un’idea malvagia».
Dopo questo passaggio sulle Olimpiadi, Malagò ha detto la sua anche sul riordino dello sport che, secondo quanto detto da Spadafora, sarà approvata entro luglio.
«Da che mondo è mondo si va da Olimpiade a Olimpiade. Mi sorprende che qualche presidente consideri prioritario questo dibattito. Se fare le elezioni prima o dopo Tokyo lo deciderà il mondo dello sport col parere consultivo del governo».
Queste dichiarazioni fanno riferimento invece, al possibile rinvio delle elezioni del Coni e delle Federazioni.

Giovanni Malagò è stato uno dei maggiori fautori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che saranno svolte nel 2026, e sul finire della riunione non si è potuto tirare indietro dal commentare la situazione della manifestazione.
«I contratti del Coni coi vecchi sponsor scadono il 31 dicembre, quelli nuovi in prospettiva giochi invernali partono il 1° gennaio. Tutti puntano a Casa Italia: dovremo studiare soluzioni adeguate. Lo spostamento di Tokyo accorcia tempi e risorse per Parigi e per noi: rimbocchiamoci le maniche».

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