Romelu Lukaku si sta prendendo sempre più la scena con la sua Inter. Quando i nerazzurri lo acquistarono dal Manchester United, molti addetti ai lavori criticarono questa scelta, dato il numero non altissimo di reti del belga nelle ultime stagioni. Lukaku ha invece dimostrato di essere cresciuto esponenzialmente, e di potersi prendere sulle spalle la squadra, segnando un numero altissimo di goal, degno degli attaccanti più quotati nel calcio europeo. In una lunga intervista, il numero 9 dell’Inter ha parlato della sua carriera e dei suoi record. Lukaku ha spiegato anche la differenza tra il calcio italiano e quello inglese, oltre a ringraziare Josè Mourinho per tutto ciò che gli ha insegnato.

Lukaku
scommesse telegram

Le parole di Romelu Lukaku

Quanto contano i record nella sua carriera?

“Non penso mai ai numeri. Il mio vantaggio è l’essere diventato professionista molto giovane. Nei miei primi anni ho avuto momenti difficili ma ero sicuro che un giorno sarei diventato quello che sono anche perché sono sempre stato circondato dai migliori giocatori per anni. E’ normale battere qualche record se si è professionisti da 11 anni”

Il pensiero prima di ogni partita e la differenza tra l’Italia e l’Inghilterra

“A cosa penso quando scendo in campo? A vincere. In Italia questo vale per tutto. C’è un’enorme differenza rispetto all’approccio calcistico in Inghilterra, quindi mi concentro su ciò che mi viene chiesto qui. Tatticamente, dove devo camminare e dove devo stare, non posso sbagliarmi. Mai. Il tipo di calcio che mi piace? Quello verticale. Sono veloce e posso superare gli avversari in dribbling tagliando da destra o da sinistra, poi nella nazionale belga ho dovuto modificare il mio stile di gioco. Ma il calcio verticale è quello che vorrei vedere in ogni partita”


Scarica l'app di Invictus per restare sempre aggiornato su tutti i pronostici, i risultati e le trattative di migliaia di squadre, campionati e sport. Clicca su Apple Store se hai un iPad o un iPhone, oppure clicca su Google Play se hai un tablet o uno smartphone Android.

invictus app store

invictus google play


Il record di goal con il Belgio 

“Capocannoniere belga di sempre? Il mio vantaggio è che sono diventato un professionista in giovane età. Nonostante i miei primi anni difficili con i Red Devils, ero sicuro al 100% che un giorno sarei diventato il capocannoniere di tutti i tempi, anche perché sono stato circondato dai migliori giocatori per anni. Se sei in campo da undici anni come professionista, ha senso battere qualche record”

Il rapporto tra Lukaku e Lautaro Martinez 

Lukaku

“Prima di arrivare qui ho guardato alcune partite dell’Inter e qualche volta ho visto Lautaro solo davanti. Ho subito sentito che avrebbe potuto fare un salto in avanti se ci avessero messo presto insieme. A volte è il suo giorno, altre volte è il mio. Se lo accetti, andrà tutto bene. Sono consapevole della responsabilità che ho, quindi non ho il diritto di abbassare le braccia. Se abbasso le braccia, ha immediatamente un impatto negativo sul gruppo. In campo c’è bisogno dei leader come me, come Arturo Vidal, Nicolo Barella o Alexis Sanchez. Solo con un atteggiamento del genere puoi trasformare mentalmente una squadra e ribaltare una partita”.

Gli insegnamenti di Josè Mourinho 

“Mourinho mi ha insegnato a lavorare meglio con il collettivo, sia in termini di pressing che di posizionamento in campo. Basta guardare cosa sta facendo con Kane adesso. Io tra i primi cinque attaccanti al mondo? Se consideriamo gli ultimi cinque mesi sì. Non voglio stilare una classifica, ma sicuramente ne faccio parte. Conte? Mi ha invece insegnato ad essere più cattivo, a livello agonistico, e questo mi ha sicuramente aiutato a segnare molti più goal”

Il ruolo di leader all’interno dell’Inter

“Sono consapevole della responsabilità che ho. Quindi non ho il diritto di sbracciare, perché se lo faccio, anche a livello visivo, ha un impatto negativo sulla squadra. In un gruppo c’è bisogno di leader come me, Arturo Vidal, Nicolò Barella, Alexis Sanchez perché solo con questo tipo di atteggiamento puoi trasformare la mentalità di una squadra”

Pensi di essere tra i primi cinque attaccanti al mondo? 

“Negli ultimi mesi penso di essere riuscito a entrare in questo quintetto. Dove mi colloco? Non voglio dire se al primo o al quinto posto ma al momento faccio parte di questo gruppo”

Segui la nostra Guida Scommesse per migliorare le tue capacità e scopri i nostri sistemi vincenti.

Lukaku
Lukaku