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Il Napoli ha sorpreso tutti in un girone di ferro, se non avesse pareggiato la prima partita con la Stella Rossa, adesso non dovremmo aspettare la partita delle 21:00 di martedì 11 dicembre, infatti ad Anfield, la squadra di Carletto Ancelotti si giocherà il passaggio del turno in un Liverpool – Napoli da brividi.

Liverpool – Napoli, una sfida per gli ottavi

La situazione attuale vede il Napoli primo con 9 punti davanti al PSG (8) e al Liverpool (6) con la Stella Rossa (4) tagliata fuori da ogni discorso qualificazione. Per qualificarsi agli ottavi di Champions League, al Napoli basterà non perdere o al limite perdere con un solo goal di scarto, ma avendone segnato almeno uno (quindi non 1-0, per capirci). Molto più remota l’ipotesi di una sconfitta del PSG contro la Stella Rossa che consentirebbe ai partenopei di qualificarsi anche in caso di sconfitta. Nel caso in cui il PSG pareggiasse contro i serbi e il Napoli perdesse ad Anfield, tutte e tre le squadre chiuderebbero il girone a quota 9 punti, in questo caso sarebbero i Reds primi, con Napoli e PSG a giocarsi il secondo posto in base ai goal segnati negli scontri diretti. In questa particolare eventualità, al Napoli servirebbe segnare almeno tre goal, un’opzione davvero improbabile.

Liverpool – Napoli, le statistiche del match

Se analizziamo i numeri, sembra chiaro che si tratta di un match che può riservare tanti goal e emozioni, infatti il Napoli è imbattuto da 12 partite in tutte le competizioni, delle quali ne ha vinte 8, mentre, il Liverpool, ha perso le ultime due partite di Champions, ma in campionato ha ottenuto 8 vittorie e un pareggio nelle ultime 9 partite, prendendosi la vetta con 42 punti. Davvero un cammino devastante quello dei giocatori di Klopp, che, come nella scorsa stagione, si confermano una squadra capace di segnare (e subire) molti goal, come testimoniato dalle 13 partite, nelle ultime 16, finite con 3 o più goal segnati. Anche il Napoli, però, non è da meno in questa caratteristica, infatti, nelle ultime 3 partite di campionato, ha segnato 9 goal.

La principale differenza tra le due squadre è data dalla filosofia di gioco, infatti, i partenopei, nel 4-4-2 predisposto da Ancelotti, hanno trovato la quadra giusta e si stanno proponendo come una delle squadre che palleggia di più in Europa, questo dato è evidenziato dai 691 passaggi a partita nelle partite di Champions, con una media di quasi 6 passaggi consecutivi, tuttavia ben il 50% di questo possesso avviene a centrocampo e non in difesa, come nella maggior parte dei sistemi tattici che prevedono questo tipo di filosofia. Il possesso nella trequarti avversaria, invece, si attesta sul 29% del totale, in leggero calo rispetto alla scorsa stagione, ma si tratta di una conseguenza fisiologica del passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2. La squadra di Klopp, invece, effettua in media 594 passaggi a partita e 4,6 passaggi consecutivi, ma riesce a sviluppare più cross (52) e più passaggi filtranti per gli attaccanti (6 contro i 3 del Napoli), pur mantenendo la stessa percentuale di possesso a centrocampo, ma una superiore di possesso in attacco (32%). Questi dati mostrano come il Liverpool tenda a risalire il campo sulle fasce, per poi effettuare triangoli nella zona centrale del campo che permettono alle frecce offensive di suggerire un filtrante facendo un taglio perpendicolare alle spalle dei difensori. Il miglior interprete di questa tipologia di giocata è sicuramente l’egiziano ex Roma Momo Salah, infatti il Liverpool sviluppa il 41% del gioco sulla fascia destra, gioco che si concretizza nel 73% delle volte nella zona centrale, con ben il 63% dei tiri provenienti dall’area di rigore (contro il 43% del Napoli, che invece ha il 48% dei tiri provenienti da fuori area). I movimenti dell’egiziano tendono a rendere confusionari i movimenti difensivi avversari e a favorire gli inserimenti di giocatori come Wijnaldum e Milner che forniscono un buon apporto offensivo, ma soprattutto a liberare gli spazi a Firmino. L’attaccante brasiliano conclude poco rispetto a Salah (1,2 tiri a partita contro i 4 dell’egiziano), ma fa un lavoro di sponda encomiabile ed è il giocatore che effettua più passaggi filtranti delle due squadre, ben 0,7 a partita, quindi il lavoro principale sarà per Allan, chiamato a supportare la difesa impedendo il movimento a elastico di Firmino e marcandolo quando si abbassa a prendere palla per poi lanciare sulle fasce. Nel Napoli, invece, la fascia più sollecitata nella creazione del gioco è quella sinistra (40%), quella dove ama stazionare Lorenzo Insigne, che, nonostante la posizione più centrale voluta da Ancelotti, tende a supportare il falso esterno Fabian Ruiz per poi accentrarsi e cercare il tiro, non a caso il 18% dei tiri provengono da quel lato. Insigne e Ruiz sono anche il secondo e il terzo giocatore del Napoli per tiri a partita (3,4 e 3), preceduti dal solo Mertens che è chiamato a svariare sul fronte offensivo e a offrire assist o a mettersi in proprio e tentare il tiro nella zona centrale. La chiave del gioco offensivo del Napoli è, però, l’esterno di fascia destra Callejon, che oltre ad offrire una copertura costante a Hysaj che tende a salire spesso, offre ben 3,4 passaggi chiave a partita ai propri compagni. Il lavoro dello spagnolo è spesso sottovalutato ma, con Allan (5,4 contrasti a partita), è il vero e proprio equilibratore tattico della squadra, svincolando dai compiti di copertura Insigne e Mertens e consentendo di creare densità sulla fascia opposta in ripiegamento.

Nel complesso, un po’ a sorpresa, entrambe le squadre arrivano ai goal da azione manovrata e non sono mai riuscite a segnare in contropiede. Questo dipende anche dal fatto che le squadre avversarie, conoscendo la tecnica e la rapidità dei reparti offensivi di Napoli e Liverpool, tendono a tenere le linee strette per non concedere spazi in ripartenza. Anche i calci piazzati non sembrano la chiave di lettura giusta, dato che solo il Napoli è riuscito a concretizzarne uno, mentre il Liverpool zero. I Reds potrebbero sfruttare la maggiore altezza media e, soprattutto, le capacità di colpire di testa di Van Dijk (4,8 duelli aerei vinti a partita) e di Matip (13), ma il Napoli potrebbe sventare questa minaccia grazie a Maksimovic, centrale adattato terzino, che offre molti centimetri a supporto di Koulibaly e Albiol.

Si preannuncia un match giocato a centrocampo, con tanti contrasti e col Napoli votato al palleggio e il Liverpool alla verticalizzazione rapida. Entrambe le difese offrono parecchie opportunità agli avversari e questo potrebbe favorire un certo numero di goal. Il Napoli ha speranze di non essere travolto, solo se interpreterà una partita accorta in difesa e volitiva in attacco, limitando soprattutto Firmino e non concedendo mai l’uno contro uno a Salah e Manè con costanti raddoppi di Callejon e Ruiz sui terzini. Quello che lascia un po’ preoccupati i tifosi partenopei è senz’altro la velocità degli attaccanti in maglia rossa e l’estrema lentezza di Albiol e Maksimovic, quindi Hysaj e Koulibaly potrebbero essere chiamati fuori dalla loro posizione per aiutare i compagni e favorire gli inserimenti.

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Liverpool – Napoli, le probabili formazioni

Quasi tutti arruolabili per Ancelotti, infatti mancheranno solo Verdi e Chiriches, il tecnico di Reggiolo dovrebbe tenere Goulham in panchina per lasciare il posto a Mario Rui, nonostante l’ottima prestazione dell’algerino contro il Frosinone. Fabian Ruiz preferito a Zielinski. Qualche problema in più per Klopp che dovrà rinunciare a Clyne e ai lungodegenti Joe Gomez e Oxlade-Chamberlain. Confermata la formazione tipo con il tridente ultra veloce.

 

PROBABILI FORMAZIONI LIVERPOOL – NAPOLI:

LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Milner, Henderson, Keita; Salah, Firmino, Mané. Allenatore: Klopp

NAPOLI (4-4-2): Ospina; Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Hamsik, Fabian; Insigne, Mertens. Allenatore: Ancelotti

 

 

 

 

 

 

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