La situazione Coronavirus sta mettendo in seria difficoltà la Lega Calcio, che continua a prendere decisioni sulle partite da giocare, salvo poi cambiarle dopo poco tempo. Ora il calendario è sempre più fitto di impegni e molte squadre, su tutte l’Inter, si stanno lamentando per la scarsa gestione su una situazione difficile, parlando addirittura di campionato falsato.

Coronavirus
Coronavirus

La Lega Calcio sempre più in difficoltà con il coronavirus

La posizione di chi in questi giorni è costretto a prendere delle decisioni non è certamente delle più invidiabili. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, dove ti giri ti giri, rischi di combinare una frittata. Però un po’ di chiarezza in questi giorni sarebbe stata opportuno farla. Il calcio è sicuramente l’ultimo dei problemi nella situazione italiana di questi giorni, che deve fare i conti con i rischi correlati al Coronavirus, ma è comunque legato ad un contesto sociale, e soprattutto economico, molto importante. E non si capisce perché si debba sempre rimanere sulla disparità di giudizio. Prendiamo la Svizzera, per esempio. Il comunicato è stato chiaro e preciso. Dal primo accertamento per Coronavirus a Ticino, la discriminante è ed è stata una sola: gli eventi che superano le 1000 persone sono sospesi, e di conseguenza il campionato è stato bloccato. Forse sarà drastico e anche contestabile, ma certamente chiaro e deciso. Mentre in Italia, ancora una volta, ci tocca registrare la più totale delle confusioni. Basti guardare quello che è successo ieri, cosa succederà oggi e poi ancora mercoledì. Insomma, nel giro di quattro giorni, tutto il contrario di tutto. Si parte da Juventus-Inter, prima a porte chiuse, poi forse no, infine ufficialmente rinviata al 13 di maggio. È vero che giocare una partita come Juventus Inter a porte chiuse, vista in tutta Europa, avrebbe dato al nostro calcio un’immagine ancora più brutta di quello che succede in Italia. Ma ecco le contraddizioni.


Scarica l'app di Invictus per restare sempre aggiornato su tutti i pronostici, i risultati e le trattative di migliaia di squadre, campionati e sport. Clicca su Apple Store se hai un iPad o un iPhone, oppure clicca su Google Play se hai un tablet o uno smartphone Android.

invictus app store

invictus google play


Il governo del calcio italiano ci informa che nella stessa città, nello stesso stadio e con la stessa squadra tra quattro giorni si potrà giocare: c’è infatti il via libera per Juventus-Milan di Coppa Italia, ma senza i tifosi provenienti dalla Lombardia, solo i piemontesi. Quindi, per fare un piccolo esempio, chi vive e lavora a Milano non può andare allo stadio, chi vive a Novara ma lavora a Milano si. E siamo sicuri che ce ne sono parecchi. Tutto normalissimo, pare. Se consideriamo per esempio che ieri si è giocata la serie B. Ieri, ad esempio, si è giocata regolarmente Cittadella- Cremonese, una squadra a meno di 50 chilometri in linea d’aria da uno dei focolai del Coronavirus e attuale zona rossa. Nel weekend però, per fare un altro esempio, alla Dacia Arena non si è giocata la sfida tra Udinese e Fiorentina, che almeno sulla carta, è più sicura di Cittadella-Cremonese, con Udine più vicina alla Slovenia. Il senso? A logica pare nessuno. Qui non sarebbe il caso di andare ulteriormente avanti così. Tanto per citarne una, i tifosi dell’Atalanta sono stati liberi di prendere un aereo, un treno o qualsiasi altro mezzo di spostamento per andare a Lecce ad assistere al match della Dea al Via Del Mare. La settimana scorsa però in casa contro il Sassuolo tutti a casa. In Italia pare tutto “normale”, si va sempre avanti così, alla giornata, ognuno con il suo peso e le sue misure. Si spera che a breve tutto passi e che si torni alla normalità, presunta ovviamente. Perché dalle nostre parti pare che di normale e di sensato sia rimasto davvero ben poco.

Lega Coronavirus

Giuseppe Marotta ha criticato le scelte della Lega Calcio

Intanto ai microfoni di Sky Sport è intervenuto l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta commentando lo slittamento del Derby d’Italia al 13 maggio:

“Ne prendiamo atto, ci tengo a sottolineare che come cittadino è giusto tutelare la salute di tutti, è ovviamente il primo obbiettivo. Nel momento in cui parliamo di calcio, cerchiamo di farlo nel migliore dei modi possibili, creando un criterio univoco per la competitività, personalmente io sono molto preoccupato perché la prossima sarà una giornata molto difficile da organizzare alla luce di un campionato compresso di impegni. Purtroppo siamo in emergenza,cerchiamo di portare avanti il campionato nel migliore dei modi. Dico solo che la situazione andava gestita meglio, ha ancora un senso la Serie A a 20 squadre ?

La Lega parlava di sacrifico necessario per le porte chiuse, non vedo altre vie di uscita. Abbiamo chiesto di convocare un’assemblea e il Cda della Lega Calcio. Io assolutamente non voglio fare polemica, si è deciso così e ne prendiamo atto. Non tocca solo a Juventus-Inter, si tratta di una decisione presa all’ultimo momento e si poteva di certo evitare. Sono molto preoccupato per il futuro. Siamo in un momento straordinario e delicato, ci sono problemi di natura economica e mondiale. Lo sport viene dopo, ma facendo autocritica potevamo affrontare la situazione meglio prima. Oggi siamo davanti a un calcio compresso a livello di impegni,ormai i professionisti sono sottoposti a un grande stress,sia fisico che mentale. Bisogna un momento rivedere il tutto e capire se ha un senso la serie A a 20 squadre, o a 18. Io personalmente sono per la seconda opzione. Questa situazione cosi imprevedibile ci deve far capire e riflettere per cercare di avere degli slot liberi infrasettimanali per i recuperi delle partite”

La situazione è sicuramente complicata e fuori dal normale. Non vengono criticate solo le decisioni prese dal Governo e dalla Lega calcio, ma anche le tempistiche. Oggi si sarebbe dovuta giocare al Ferraris la sfida tra Sampdoria e Verona, inizialmente prevista a porte chiuse. La Lega ha però scelto di rinviare anche questa partita, comunicandolo solo la sera precedente al match. La decisione si può accettare, ma l’importante sarebbe comunicarlo per tempo, evitando ai club di organizzare le trasferte per poi vedersi annullare la partita.
La Fiorentina per esempio era già ad Udine quando la Lega ha scelto di rinviare la partita, facendo infuriare i Viola.

Segui la nostra Guida Scommesse per migliorare le tue capacità e scopri i nostri sistemi vincenti.

Coronavirus
Coronavirus