La Formula 1 è ferma e i piloti, tra un allenamento e l’altro, spesso si divertono a fare live sui propri canali social, rispondendo direttamente alle domande. Questa volta è toccato al pilota della Ferrari, Charles Leclerc, che ha risposto alle domande dei tifosi attraverso il suo profilo Twitter, in un’evento organizzato direttamente dalla scuderia di Maranello. Il giovane talento della Rossa ha risposto a molte domande, toccando vari temi: dalla splendida vittoria a Monza ai suoi idoli (Michael Schumacher e Ayrton Senna), dai rituali prima di una gara all’emozione di correre con una macchina come la Ferrari.

Leclerc
Leclerc

Come ci si sente quando qualcuno è dietro di te ma non riesce mai a superarti com’è successo l’anno scorso a Monza?

“L’anno scorso a Monza la situazione era molto molto tesa. Prima Valtteri Bottas poi Lewis Hamilton erano dietro di me e provavano in tutti i modi a superarmi. Quindi la pressione ovviamente era molto alta, specialmente perché stavamo correndo a Monza. Per tutta la settimana mi sono concentrato su quella vittoria, io e la Ferrari sentivamo la voglia di un’intero paese di salire sul gradino più alto. Per questo ho sentito molta tensione e si, ero tesissimo. Ma l’unica cosa che continuavo a pensare era di stare calmo, di rimanere concentrato su tutto quello che dovevo fare con la mia macchina e che la cosa più importante fosse portare a casa il risultato. E’ quello che poi ho fatto, è stato grandioso. Ma ancora mi viene l’ansia quando ci ripenso!”

Cosa hai provato quando sei arrivato per la prima volta alla Ferrari Academy?

“E’ stato davvero tanto tempo fa. Avevo 11 o 12 anni ed ero con il mio grande amico Jules Bianchi. Quando arrivai in città non potei ancora entrare in Ferrari perché non avevo il pass. Mi ricordo che osservai da fuori l’azienda e rimasi molto impressionato. Speravo di entrarci prima o poi e per fortuna così è stato. Ora devo ammettere che è un po’ più facile avere accesso all’azienda!”


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Perchè hai scelto il numero 16?

Leclerc Ferrari

La Ferrari numero 16 di Leclerc

“Il mio vero numero è il numero 7 e avrei voluto averlo in Formula 1. Ma l’aveva già Raikkonen da molto più tempo di me e non era possibile. Allora stavo per prendere il 10, ma anche qui Gasly è arrivato prima di me. Quindi ho scelto il 16 perché 1+6 fa 7 ed è anche il giorno del mio compleanno”

Cosa fai prima di iniziare una gara?

“Prima di tutto faccio un po’ di riscaldamento con degli elastici e gioco un po’ a calcio per svegliare i miei riflessi. Così riesco a migliorare la mia agilità e la precisione con i piedi, che è fondamentale, poi mi piace stare un po’ in macchina e immaginare il giro perfetto per essere pronto mentalmente al primo giro”

Qual è l’idolo della Ferrari di Leclerc?

“Ovviamente Michael Schumacher, non potrebbe essere altrimenti. Mi piacciono molto Villeneuve e Alesi, ma quando ero piccolo guardavo sempre Michael. A quei tempi era semplicemente imbattibile. Ogni volta che guardavo la Formula 1 Schumacher e la Ferrari erano quelli che seguivo maggiormente”

Leclerc Ferrari

Da quanto sei nel mondo Ferrari?

“Sono entrato nella Ferrari Driver Academy nel 2015. E’ un ricordo speciale, andai a Maranello con mio padre, ero timidissimo e pieno d’emozione, ma fu un grande giorno per me e un momento fondamentale per la mia carriera”

Come ci si allena ai tempi del Coronavirus?

“A casa ho tutti i tipi d’attrezzatura che mi servono. Ho una bicicletta, i pesi e tanto altro, mi preparo così e qui a Montecarlo abbiamo l’autorizzazione a svolgere attività fisica per un’ora al giorno e all’aperto. Non è il massimo ovviamente, ma ci si deve abituare”

Com’è stato realizzare il sogno di guidare la Ferrari?

Beh, ovviamente è una cosa bellissima. Anche se ora sono in Ferrari solo da un anno, ogni volta che indosso la tuta o la maglia rossa è una grandissima emozione, faccio sempre un po’ di fatica a credere di essere qui. Non cambierei niente della mia carriera. Tutti gli errori che ho fatto mi hanno portato qui, mi hanno portato ad essere il pilota che sono oggi e quindi non cambierei niente”

Cosa hai imparato quest’anno?

Ho imparato sicuramente moltissime cose, ma ce n’è una fondamentale: la pazienza. E’ qualcosa che ho faticato ad imparare in passato, ma stando in Ferrari ho capito che serve, non si può avere tutto e subito. Devi avere un po’ di pazienza e imparare dai migliori, e io posso farlo da Sebastian Vettel e da tutto il team guidato da Mattia Binotto. Tutto ha bisogno di tempo per sistemarsi e quindi a volte c’è bisogno di aspettare. Spesso sono stato troppo impaziente, ma ho imparato la lezione”

Qual è il tuo rapporto con i tifosi?

“I tifosi della Ferrari sono fantastici, non credo che le altre scuderie abbiano tifosi così incredibili. A differenza di altri, che comunque hanno molti sostenitori, noi possiamo contare sull’amore di un intero paese. La Ferrari è molto più di una macchina e ad ogni gara lo dimostra. Anche ora che è tutto fermo vedo moltissimo sostegno verso di me e verso tutta la squadra, non posso far altro che continuare a ringraziarvi tutti “

Come hai imparato l’italiano?

“E’ stata una cosa molto naturale. Ho passato moltissimo tempo in Italia quando ero piccolo per la gare di kart. Ho dovuto imparare per forza l’italiano, altrimenti non avrei potuto parlare con i meccanici”

Se incontrassi Senna cosa gli diresti?

“Gli direi di andare alla pista più vicina. Sarebbe un sogno per me gareggiare con lui, mi ha ispirato moltissimo per il lavoro e il talento, che lui è riuscito a combinare perfettamente diventando il migliore”

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