Il Coronavirus è oramai l’unico argomento di discussione in tutti gli ambiti e in tutti i Paesi. Le vittime di questo terribile virus continuano ad aumentare e, seppure la logica e lo spirito ci confortino non poco, è indubitabile che la paura alberghi in ogni cuore.

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Anche la Spagna, che per grande tempo aveva preso il problema sottogamba ha, già da qualche tempo, preso severi provvedimenti per limitare i danni del virus. La Liga è stata fermata, proprio come tutti i tornei europei di calcio. Inoltre sono già molti i nomi del calcio che sono risultati positivi al test del Coronavirus. Questo a sottolineare che forse fermare i campionati e le competizioni europee un po’ prima forse non sarebbe stata una cattiva idea.

Liga: addio a Lorenzo Sanz

C’è inoltre una notizia molto triste che ha colpito gli appassionati di calcio spagnoli, specialmente i tifosi del Real Madrid. Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid è deceduto. Aveva 76 anni e il Coronavirus lo aveva colpito pochi giorni fa. L’ex presidente è rimasto ricoverato in terapia intensiva ma purtroppo tutti gli sforzi sono stati inutili. Sanz soffriva di insufficienza renale e di ipertensione, per questo il suo quadro clinico era destinato a peggiorare inesorabilmente con il contagio da Coronavirus.

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Se ne è andato proprio nel primo giorno di Primavera del 2020 e sarà ricordato a lungo da tutti gli appassionati di calcio spagnoli. Sanz infatti è stato anche proprietario del Malaga, dal 2006 al 2010. C’è stata anche un’ipotesi italiana per il dirigente spagnolo: infatti nel 2005, prima di acquistare il Malaga, era ventilata l’ipotesi di comprare addirittura il Parma. L’affare era molto concreto e quando la trattativa fallì Sanz ci perse quasi 8 milioni di Euro. Ci riprovò con il Bari nel 2008 ma anche questa trattativa non portò a nulla.

Il vero e proprio segno nella storia del calcio Sanz lo ha comunque lasciato con il Real Madrid. Infatti l’imprenditore madrileno divenne presidente dei Blancos nel 1995 a seguito delle dimissioni di Ramon Mendoza. Il Real in quel periodo non godeva di buona salute: era arrivato quinto nel campionato precedente. La quinta posizione per il Real Madrid rappresentava il peggior piazzamento fin dal 1977. Sanz per uscire dalla crisi scelse il suo uomo: Fabio Capello. L’allora campione d’Italia in carica del Milan (4 scudetti in 5 campionati) si trasferì a Madrid nell’Estate del 1996.

Il tecnico italiano fece subito acquistare al presidente Clarence Seedorf dalla Sampdoria e un certo Roberto Carlos dall’Inter. Questi due talenti, insieme a Mijatovic e a Raul, andarono a costruire l’ossatura di una squadra incredibile. Alla fine del campionato spagnolo, il Real Madrid tornò campione di Spagna e ritrovò tutto il prestigio a cui era abituato. Ma Capello e Sanz non riuscivano proprio ad andare d’accordo e nonostante la stagione eccezionale, il tecnico italiano tornò ad allenare il Milan.

Ma sono le stagioni successive a consegnare a Sanz il più grande degli onori per un tifoso madridista: riportare il Real a vincere il più prestigioso trofeo d’Europa, la Champions League. Il Real Madrid nel 1998 torna sul tetto d’Europa dopo ben 32 anni proprio ai danni della grande Juventus di Lippi che tentava di bissare la vittoria della Coppa Campioni di due anni prima.


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Ma nemmeno il tecnico Jupp Heynckes resiste al rapporto con Sanz e ai risultati non brillanti nel campionato spagnolo, nonostante il trionfo della “septima”. Il suo posto verrà preso da Guus Hiddink. Hiddink porta subito a casa la seconda Coppa Intercontinentale della storia del Real Madrid ma verrà esonerato prima della fine della stagione.

A sostituirlo arriverà una vecchia conoscenza dei Blancos, John Toshack che non riuscirà però ad andare oltre al secondo posto in campionato e che, dopo una prima conferma, verrà poi licenziato da Sanz a Novembre 1999. A questo punto a Madrid arriva Vicente Del Bosque e qui le cose cambiarono molto per i blancos: arriva l’ottava Coppa dei Campioni, o Champions League come si chiamava da qualche stagione.

Ma proprio nel 2000, con la laurea di Campioni d’Europa ancora fresca, Lorenzo Sanz viene battuto alle elezioni da Florentino Perez. Sanz lascia quindi il Real Madrid dopo un quinquennio in cui ha riportato sul tetto del mondo la squadra madrilena e ha dato il via alla mitica squadra denominata Galacticos. Nella bacheca madrilena la sua presidenza ha inserito 1 scudetto, 2 Coppe Campioni o Champions League, 1 Coppa intercontinentale, 1 Supercoppa di Spagna.

A guardare la serie di allenatori che si sono alternati in sole 5 stagioni non si hanno dubbi che con Sanz probabilmente non era facile collaborare, ma si desume anche che il presidente avesse un gran buon gusto per i tecnici. Si sono infatti alternati alla guida della sua squadra: Fabio Capello, Jupp Heynckes, Guus Hiddink, John Toshack e Vicente Del Bosque. 5 stagioni e 5 allenatori.

Per il Coronavirus ci ha lasciati Lorenzo Sanz vera e propria leggenda del calcio madrileno, ma che ha lasciato un segno così profondo in questo sport, con i successi conseguiti, che il suo nome verrà ricordato per sempre a tutte le latitudini.

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