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Italia – Portogallo, l’analisi tattica di Invictus

Siamo giunti all’ultima giornata di Nations League, per quanto riguarda la fase a gironi, l’Italia è chiamata a battere il Portogallo davanti ad un San Siro gremito per sperare ancora nel primo posto nel Gruppo 3 della Lega A che consentirebbe di giocare le semifinali della competizione. Non tutto però si deciderà alle 20:45 del 17 novembre, infatti il Portogallo potrà disputare ancora un match, in casa contro la Polonia, per prendersi definitivamente la testa del Gruppo.

Italia – Portogallo, una sfida per rinascere definitivamente

L’Italia di Mancini ha offerto finalmente una prestazione convincente contro la Polonia, sebbene la partita sia stata vinta all’ultimo minuto, un segno di rinascita o solo un fuoco di paglia? La partita col Portogallo è il banco di prova per testare il reale rendimento degli azzurri contro i campioni d’Europa in carica. I portoghesi dovranno nuovamente fare a meno di Cristiano Ronaldo che nelle ultime due partite disputate dai lusitani era assente, assenza che comunque non ha impedito agli uomini di F. Santos di battere Polonia e Scozia.

Per l’Italia si tratta di una grande occasione per rilanciare l’intero movimento calcistico e consolidare la posizione del CT, che, nonostante alcune critiche iniziali, sta svolgendo un ottimo lavoro dal punto di vista dell’identità tattica e del rinnovamento della rosa. Andiamo allora a vedere le chiavi tattiche del match.

Italia – Portogallo, le statistiche del match

I precedenti dell’Italia con il Portogallo sono molto positivi, infatti, nei 12 incontri precedenti con i lusitani, gli azzurri hanno vinto ben 9 volte, lasciando l’intera posta ai portoghesi in 3 occasioni, nessun precedente è mai finito in pareggio. Tuttavia, le ultime due volte che queste nazionali si sono incontrate, sono stati i portoghesi a uscirne vincenti, entrambe le volte per 1-0. Una volta nel 2015 in amichevole, grazie ad un goal di Eder, e l’altra, nel match d’andata di questo girone di Nations League, con un goal di Andrè Silva nello stadio Da Luz di Lisbona, la casa del Benfica.

In questa Nations League, l’Italia ha messo a segno solo due goal, uno di Biraghi e l’altro di Jorginho, entrambi provenienti dallo sviluppo di un calcio piazzato, quindi gli azzurri si sono dimostrati molto forti su questo fondamentale. In questo senso potrebbe esserci un discreto vantaggio nei confronti dei portoghesi, data anche l’altezza media della nazionale italiana superiore a quella lusitana di ben 4 cm.

Per quanto riguarda le azioni manovrate, risulta evidente come gli azzurri attacchino prevalentemente dalla fascia sinistra, nel 43% dei casi, quella occupata da Lorenzo Insigne, il napoletano è anche il secondo giocatore italiano per numero di passaggi chiave completati, ben 2,5 a partita dietro ai 4 di Verratti. Il Portogallo, invece, predilige attaccare dalla fascia destra, nel 40% dei casi, la zona preferita di Bernardo Silva, anche lui un catalizzatore di gioco con i suoi 3 passaggi chiave in media a partita, il migliore dei lusitani davanti ad Andrè Silva con 2,5 e William Carvalho con 2. Si potrebbe creare, quindi, un testa a testa tra attaccanti e difensori delle due squadre sulla stessa fascia. In questo senso, Florenzi dovrà essere bravo a limitare le scorribande del giocatore del City e non farsi prendere alle spalle dalla sovrapposizione di Joao Cancelo, vista anche la poca copertura garantita da Insigne.

Gli azzurri si distinguono per un maggior numero di passaggi completati a partita, 571 vs 560, ma per un minor numero di passaggi consecutivi, 5 vs 5.5. Nel complesso, entrambe le squadre amano mantenere il possesso nella zona centrale del campo e, successivamente, verticalizzare vero l’area avversaria, tuttavia, il possesso italiano nella zona d’attacco è del 32%, mentre quello dei portoghesi è del 26%, questo testimonia una costruzione del gioco meno alla ricerca della verticalizzazione a tutti i costi e più ragionata con un giro palla tra i difensori. Statistiche che potrebbero essere ribaltate dalla presenza di Pizzi, un giocatore che predilige lo scambio centrale o lo scarico sulla fascia sinistra. Questo movimento potrebbe sbilanciare l’assetto tattico portoghese lasciando delle zone libere nell’area di Verratti, il secondo giocatore italiano per numero di passaggi lunghi completati. In questo senso, potrebbe essere decisiva l’eventuale presenza in campo di Ciro Immobile, molto bravo ad attaccare lo spazio e dotato della forza fisica necessaria per fronteggiare i centrali portoghesi.

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Italia – Portogallo, le probabili formazioni

Dato il forfait di Bernardeschi, Mancini sembra essere intenzionato a far giocare dal primo minuto Ciro Immobile, attaccante che era stato escluso contro la Polonia e, addirittura, gli era stato preferito Lasagna negli ultimi minuti del match. Il resto della formazione è lo stesso della partita contro i polacchi. F. Santos, invece, sceglie Pizzi come spalla per Bernardo Silva alle spalle di Andrè Silva e conferma difesa e centrocampo visti contro la Polonia.

Italia (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Biraghi; Barella, Verratti, Jorginho; Insigne, Immobile, Chiesa. Allenatore: Mancini

Portogallo (4-3-2-1): Rui Patricio; Mario Rui, Ruben Dias, Pepe, Joao Cancelo; Ruben Neves, Rafa Silva, William Carvalho; Pizzi, Bernardo Silvia; André Silva. Allenatore: Santos

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2 Comments

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