Igli Tare è uno dei direttori sportivi più ammirati e discussi della Serie A. In una lunga intervista, il ds albanese ha parlato della sua passione per il Milan di Arrigo Sacchi, e della scelta di dire no all’offerta rossonera arrivata direttamente da Paolo Maldini. Tare ha spiegato di avere un legame troppo profondo con la Lazio, squadra che vuole portare in alto insieme al presidente Claudio Lotito. Faranno sicuramente discutere le sue parole rivolte ai tifosi biancocelesti, accusati di criticare il mercato della Lazio per “rito”, e di non capire le difficoltà legate alle trattative per i calciatori.

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Le parole di Igli Tare

Il momento della Lazio

“La scorsa stagione prima della pandemia eravamo i principali candidati a vincere il campionato. Stiamo attraversando un periodo di transizione, non solo noi, ma tutto il calcio europeo. Con il Covid 19 facciamo molta attenzione all’organizzazione del lavoro, ogni giorno cerchiamo di avere contatti più limitati possibili con il mondo esterno, non è una situazione facile. Questa stagione è quella della conferma della Lazio in Champions League e sarà difficile. Ma non ci penso, perché dovremmo pensare al breve e non a lungo termine”

“La scorsa stagione prima della pandemia eravamo i principali candidati a vincere il campionato. Stiamo attraversando un periodo di transizione, non solo noi, ma tutto il calcio europeo. Con il Covid facciamo molta attenzione all’organizzazione del lavoro, ogni giorno cerchiamo di avere contatti più limitati possibili con il mondo esterno, non è una situazione facile. Questa stagione è quella della conferma della Lazio in Champions League e sarà difficile. Ma non ci penso, perché dovremmo pensare al breve e non a lungo termine”

Sull’ammirazione e l’offerta ricevuta dal Milan

“La mia infanzia è legata molto al Milan olandese di Arrigo Sacchi. Sono stato un tifoso da giovane, ho giocato la mia prima partita in Serie A contro i rossoneri. L’offerta del Milan è arrivata due stagioni fa da Paolo Maldini, ma il mio rapporto con la Lazio è fuori dal normale, sono tanti anni che sto a Roma. E’ stata una relazione nata all’improvviso, come un amore che ti travolge. Ho due figli ed entrambi giocano nella Lazio. Il più grande con la Primavera, il più piccolo con la squadra e i ragazzi della sua età. Ma sto attento ad intervenire perché la pressione rende tutto più difficile. Cerco di dare il consiglio giusto, ma lascio che faccia le sue esperienze, con errori e senza errori. Comunque è stato difficile per me rifiutare il Milan, ma non ho rimpianti”


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Il calciomercato della Lazio di questa estate

“Quest’anno abbiamo fatto il nostro calciomercato e c’è un rito che si ripete. I nostri tifosi scontenti perché non conoscono le difficoltà nel portare avanti le trattative. Dobbiamo trovare giocatori con le giuste caratteristiche e mentalità, ma anche compatibili dal punto di vista finanziario. L’Albania? Seguo tutto ciò che riguarda il calcio del mio paese, ma anche quello in Kosovo e Macedonia. Ho ricevuto diverse offerte per lavorare con la nazionale. Per me è un orgoglio contribuire al bene del calcio albanese, ma non ci sono solo io, tanti altri lavorano e non hanno visibilità. La mia infanzia è legata al Partizan, è il club delle mia vita. C’è un legame anche con il Flamurtari, di cui ero tifoso ai tempi della squadra d’oro. Le critiche al Ct Reja? Lo conosco bene, abbiamo lavorato insieme alla Lazio, ha moltissima esperienza nel mondo del calcio. Il cambio generazionale è necessario, e tutti dovrebbero dare una mano. Il pallone è per tutti, il calcio è per pochi perché non tutti conoscono allo stesso modo le dinamiche di questo mondo e le difficoltà sono davvero tante. Si deve capire che questa è una fase di transizione e dobbiamo essere obiettivi”

Correa show con l’Argentina, Inzaghi pronto a puntare su di lui contro la Sampdoria

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L’Argentina, pur soffrendo, è riuscita a trovare la vittoria contro la Bolivia. Il primo goal argentino è stato siglato da Lautaro Martinez mentre il secondo, quello della vittoria, da Joaquin Correa. Il numero 11 della Lazio ha mostrato un’incredibile sinergia con Messi e Lautaro Martinez, portando l’Argentina al trionfo in una partita non semplice.
Il Tucu si è sbloccato, e nel post partita ha espresso tutta la sua felicità:
“In Nazionale non sono stato protagonista, ci sono giocatori fortissimi qui. Ma ho sempre avuto la speranza e la fiducia di venire qui. Scaloni e tutto lo staff tecnico mi sono stati sempre molto vicini, mi hanno fatto sentire importante e sono molto contento di aver segnato e di aver aiutato la squadra”. 

Con l’Argentina ha giocato con il numero 9 sulle spalle, il numero dei veri bomber. Ruolo che sicuramente non è suo, ma che dovrà in qualche modo ricoprire contro la Sampdoria. Simone Inzaghi dovrà infatti fare a meno di Ciro Immobile, squalificato per un turno dopo lo “schiaffo” ad Arturo Vidal in Lazio-Inter. Caicedo è pronto a prendere il posto della Scarpa d’oro, mentre Muriqi non sembra ancora pronto per partire titolare. Ecco quindi che servirà la fantasia di Correa in fase offensiva, dove dovrà diventare necessariamente più freddo sotto porta per sfruttare ogni occasione. Chissà che i consigli di Lionel Messi non lo abbiano aiutato a fare quel salto qualità che in tanti gli chiedono.

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