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Inter: meglio senza o con Icardi?

L’ormai ex capitano dell’Inter Mauro Icardi negli ultimi mesi ha creato attorno a sé un vero e proprio caso, che, almeno apparentemente, pare adesso risolto, in quanto il bomber nerazzurro è rientrato in gruppo e pare possa già comparire nella lista dei convocati della prossima partita, ma vediamo come l’Inter ha vissuto questi mesi lontani dal suo miglior giocatore per rendimento degli ultimi anni.

Inter, il caso Icardi

Tutto nasce quando l’Inter, con un annuncio su Twitter, nomina Handanovič capitano, senza nemmeno citare Icardi. Da quel momento l’argentino non giocherà più nemmeno una gara.

Ancora oggi non sappiamo chiaramente quali siano i veri motivi di questa rottura, ma le ipotesi più chiacchierate sono due: il rinnovo e il rapporto con i compagni.

In entrambi i casi spunta di prepotenza la figura di Wanda Nara, moglie e procuratrice del giocatore, nonché opinionista in trasmissioni calcistiche. Tre ruoli che, visti i risultati, non sta riuscendo a gestire al meglio.

Sul rinnovo il discorso è semplice, la società offre una cifra di ingaggio, Icardi e consorte chiedono di più, ma a tal punto da arrivare ad una rottura così drastica?

L’ipotesi più appurata è quella della rottura con i compagni, in particolare con il gruppo degli slavi, dovuta a quanto pare, anche questa volta, alle dichiarazioni che Wanda Nara ha fatto a Tiki-Taka sulla squadra e in particolar modo su Ivan Perišić.

icardi inter

L’impatto del caso Icardi sull’Inter

L’Inter si ritrova improvvisamente senza il suo punto di riferimento, ma la squadra non si fa intimorire e anzi sembra rinata – i nerazzurri, prima della vittoria contro il Parma, venivano da tre partite di campionato disastrose con un pareggio per 0-0 contro il Sassuolo a San Siro e due sconfitte contro Torino e Bologna, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia –, la squadra di Spalletti nel giro di una settimana inanella tre vittorie di fila, due in Europa League contro il Rapid Vienna – 0-1 in casa loro, 4-0 a San Siro – e una in campionato contro la Sampdoria.

Potevano essere 4 le vittorie consecutive ma un errore abbastanza evidente dell’arbitro Rosario Abisso ferma la striscia positiva dell’Inter a Firenze contro la Fiorentina, 3-3 finale con gol su calcio di rigore al minuto 111.

Dopo questa partita, i nerazzurri si fermano anche a Cagliari, questa volta tornando a casa con 0 punti: 2-1 per gli isolani in un campo sicuramente complicato, ma dall’Inter ci si aspetta di più.


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Inter, fuori Icardi e l’esplosione di Lautaro

L’Inter arriva ad uno dei momenti clou della stagione e ci arriva senza il suo numero 9, ha però affianco il suo numero 10. Quello che non abbiamo detto fino ad ora è chi si è preso la squadra sulle spalle durante l’assenza di Maurito: Lautaro Martínez.

Aveva già risolto la trasferta di Parma permettendo all’Inter di uscire dal suo periodo buio e si stava pian piano ritagliando sempre più spazio, ma con il caso Icardi ha potuto dimostrare al meglio le sue doti a Spalletti e ai tifosi dell’Inter. Il ventunenne argentino ha sfornato ottime prestazioni che appulcra con 5 gol, 1 assist e tante giocate da fuoriclasse.

Ma era arrivato il momento della verità, in 10 giorni l’Inter si gioca la qualificazione ai quarti di Europa League – competizione sulla quale l’Inter puntava molto, dopo l’uscita dalla Champions – contro l’Eintracht Francoforte e il derby contro il Milan, che oltre all’immancabile valore sportivo e di rivalità ha anche valore di classifica, in quanto i rossoneri avevano scavalcato l’Inter dopo il doppio passo falso a Firenze e a Cagliari. Nel mezzo una partita – vinta 2-0 – con la SPAL.

Il biscione pareggia 0-0 a Francoforte, un risultato tutto sommato positivo – anche se il rigore sbagliato da Brozović lascia l’amaro in bocca –, con una vittoria in casa è certa del passaggio, ma quel che non è positivo è la presenza di Lautaro sul taccuino dell’arbitro, che lo vede ammonito, ed essendo diffidato salterà il ritorno.

I nerazzurri sono costretti a giocare la partita di ritorno senza una vera prima punta; Candreva, Politano e Perisic a servizio di un Keita Baldé appena rientrato da un infortunio non bastano: 0-1 in casa, l’Inter esce rovinosamente dall’Europa. Un grande obiettivo sfumato.


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Inter e il Derby senza Icardi

A metà marzo l’Inter ha già perso ogni possibilità di alzare un trofeo – l’ultimo nel 2011, 8 anni fa –, l’unico obiettivo rimasto è la qualificazione alla prossima Champions League – provando possibilmente a migliorare il quarto posto dello scorso anno, per quanto effettivamente velleitario – e il primo step per riuscirci è quello di vincere il derby della Madonnina.

I rossoneri arrivano da favoritissimi, ma la caparbietà e la voglia di vincere dei nerazzurri ha la meglio: 2-3 per l’Inter, decisiva la coppia difensiva Skriniar-De Vrij e, tanto per cambiare, el diez Lautaro.

Inter, il ritorno e la fine dell’era Icardi

L’Inter riacciuffa il terzo posto e ritrova nella settimana successiva Icardi, anche se forse adesso è troppo tardi per una redenzione: pesano troppo le parole, pesano troppo le scelte, pesa troppo quella partita con l’Eintracht senza alternative in avanti.

Non sappiamo quando e come – se con o senza fascia – Icardi scenderà di nuovo in campo, quello che sappiamo è che le percentuali di una cessione a giugno sono molto alte.

Una storia sportiva che non si chiude nel migliore dei modi, la fine di un’era, quella di Icardi, e perché no, forse l’inizio di quella di Lautaro. Oppure chissà: che la rinascita di Mauro sia proprio in un match decisivo come quello contro la Lazio?

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Andrea Troccoli

Andrea nasce a Foggia nel 1992, i suoi principali interessi sono sempre stati lo sport, la tecnologia e la finanza. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bologna, si è laureato in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa presso la Sapienza, Roma. Da anni vive a Roma e, come addetto Marketing per Nextwin, può mettere in pratica le conoscenze acquisite e abbinarle alle sue passioni.

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