In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Giovanni Simeone ha raccontato la sua carriera. Il Cholito ha rilasciato parole d’amore per Cagliari e tutta la Sardegna, terra della quale si è follemente innamorato, e che lo sta aiutando a migliorare. Dopo essere arrivato in Italia nel 2016, l’argentino ha vestito le maglie di Genoa e Fiorentina, senza però mai convincere del tutto. Sembrava che al Cagliari la situazione fosse la stessa, ma dopo il lockdown Giovanni Simeone sembra essere cambiato, diventando più cinico sotto porta e realizzando cinque goal nelle prime sei partite di questo campionato. Il figlio d’arte ha spiegato di aver studiato a fondo i movimenti degli attaccanti dell’Atletico Madrid, sua squadra del cuore e allenata dal padre Diego, cosa che lo ha aiutato a migliorare, oltre a prendere ispirazione dai grandi attaccanti della Serie A come Romelu Lukaku e l’intramontabile Zlatan Ibrahimovic.

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Le parole di Giovanni Simeone

“Mi trovo in un posto meraviglioso dove il mare, la gente e la città ti aiutano a vivere con grande serenità. E poi ancora non ho capito come ho fatto ad andare avanti fino a poco tempo fa senza gli spaghetti con la bottarga e le arselle, un piatto davvero speciale che non conoscevo. Sono davvero contento di essere arrivato a Cagliari, in un anno e mezzo mi sono innamorato di questa città e questa terra”

Le ottime prestazioni dopo il lockdown

“Ho cercato di migliorare su tanti aspetti, anche mentali. Nel calcio di solito va tutto veloce perché giochiamo ogni settimana e non hai il tempo di fermarti un po’ per guardarti dentro e crescere. Mi sono dedicato oltre agli esercizi fisici anche alla visione dei video degli attaccanti dell’Atletico Madrid guidato da mio padre e delle mie partite. Ho cercato di farmi trovare pronto”


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Due parole sulla situazione di Diego Armando Maradona, idolo di tutti gli argentini

Il numero 10 più celebre di tutti i tempi sta vivendo un momento molto difficile, dopo essere stato operato alla testa per un coagulo. Maradona ora sta bene, ma la sua condizione continua a preoccupare milioni di argentini che nel campione del mondo 1986 vedono un mito e una figura importante. Di questo e altro ha parlato Giovanni Simeone.

“Per tutti noi argentini lui è come un dio. E’ l’emblema della Nazionale, così come ora lo è Messi. Sono figure importanti per la bandiera argentina. Ha compiuto sessant’anni la settimana scorsa e mi ha fatto piacere vedere in quanti gli vogliono bene. Per fortuna l’operazione è andata come doveva e sono contento perché lui ci aiuta ad essere forti soprattutto in un momento difficile come questo. Vedere che lui è riuscito a recuperare da un’operazione così difficile è un ottimo esempio per tutti quelli che ora stanno soffrendo”Torniamo alla maglia del Cagliari. Cinque gol in sei partite se li aspettava?

Ti aspettavi di segnare cinque goal in sei partite?

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“E’ un bottino ottimo ma solo perché serve per aiutare la squadra. Non mi fermo mai all’aspetto individuale, ma resto concentrato sul gruppo. Certo poi mi fa piacere perché il mio lavoro è stare dentro l’area per fare goal”

Questo è il miglior Giovanni Simeone di sempre?

“L’ultimo” Giovanni Simeone sembra essere decisamente più cinico e decisivo sotto porta. Oltre ai cinque goal in sei partite dall’inizio di questo campionato, l’argentino ha imparato a giocare meglio per la squadra, diventando una figura determinante nello scacchiere tattico di Eusebio Di Francesco.

“Penso di si. Credo che l’esperienza maturata e le partite giocate ti facciano sempre migliorare, è normale. Sarebbe un peccato fermarsi proprio ora. Sono in Serie A da cinque anni ormai, ho fatto tante partite, molti goal e quando cresci cerchi sempre di trovare maggiore qualità nelle giocate. All’inizio correvo tanto ma ora sto correndo meglio”

Da giocatori come Ibrahimovic, Belotti, Cristiano Ronaldo e Caputo, che sono sopra di te nella classifica marcatori, cosa ruberesti e a chi?

“Mi piace Lukaku per come sa difendere la palla. Un giocatore potente che con la forza muscolare riesce a dare tantissimo alla squadra. Io sono diverso fisicamente e mi piacerebbe dare una mano ai miei compagni. Però se penso ai goal guardo ad Ibrahimovic, un giocatore che anche con l’età riesce a segnare tanto. Questo significa che, se lavori sempre e bene, nemmeno gli anni ti possono fermare”

La coppia Simeone-Joao Pedro gioca sempre bene, da cosa nascono questi miglioramenti?

“Ogni giorno che passa abbiamo un’intesa sempre maggiore. Capiamo che insieme possiamo fare male a chiunque e abbiamo preso consapevolezza di questo. Guardarci, parlare, stare insieme ci aiuta molto, tanto che a volte basta un gesto e ci capiamo al volo. Siamo due ambiziosi e vogliamo fare sempre più”

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