Giorgio Chiellini è sicuramente uno dei giocatori più importanti e una vera colonna della Juventus. Dopo aver subito un brutto infortunio ad inizio stagione, il capitano bianconero era pronto a tornare in campo, ma lo scoppio della pandemia ha impedito che ciò avvenisse. Durante una live su Instagram, Chiellini ha parlato del suo futuro, e della possibilità di lasciare il calcio giocato dopo l’Europeo, rimandato al 2021, anche a causa dei problemi fisici avuti quest’anno, che non sono stati semplici da . Oltre a questo però, il difensore ha detto la sua su argomenti importanti, come il rapporto avuto con Allegri e Conte, e il suo rapporto con il Milan, squadra che tifava da bambino.

Chiellini
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Giorgio Chiellini parla del suo futuro e del possibile ritiro nel 2021

“Il prossimo anno cercherò di capire come sto. Un altro anno gioco, sicuro, poi vediamo se mi reggono ancora le gambe. Ci sta che possa smettere il prossimo anno o farne uno in più. Mi piacerebbe continuare nel calcio perché è la mia vita, mi piacerebbe più un ruolo dirigenziale che di campo, ma nella vita non si sa mai. Dovrò dare la giusta importanza alla famiglia e allo studio, ma quello mi piace. Spero di arrivare in forma per l’Europeo. Vorrei vivermi alla grande quest’ultima manifestazione con la Nazionale, e di fare da balia a tutti i giovani forti che ci sono in squadra. Giocare tre partite a Roma ci darà la carica, ma anche una grande responsabilità. E’ un cerchio che si chiude. Penso comunque che il calcio sia ripartito bene, ma senza tifosi è dura. Spero di riavere anche solo cinque o diecimila persone allo stadio entro un mesetto. Senti tutto così, rimbomba tutto nello stadio vuoto. Anche per l’arbitro è più difficile, perché sente anche i commenti di quelli in panchina. Sente tutto, è il più svantaggiato. Senti ogni richiamo dell’allenatore, del compagno, del portiere. Ogni tanto è meglio sentire i tifosi”


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Chiellini confessa la sua passione per il Milan

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Chiellini parla del Milan e del calcio di una volta

“Penso che il calcio fosse migliore quando le squadre erano di proprietà delle famiglie. Si sentiva l’amore di una famiglia intera ed è un valore aggiunto notevole. Quando c’erano l’Inter di Moratti o il Milan di Berlusconi c’era una percezione diversa. Il mondo sta cambiando e l’Italia si sta adeguando, ma per noi nostalgici si sentiva un amore diverso per la squadra. Non che oggi si lavori male, è solo un calcio differente. Oggi c’è la famiglia Agnelli che rimane come baluardo del calcio di una volta, ma in tutto il resto del mondo è difficile trovare un’altra  Penso all’Inter di Moratti, che sono stati acerrimi rivali, ma c’era tanta stima. Io ero tifoso del Milan, mi sono innamorato a inizi anni ’90 e lo sono stato fino a quando non sono arrivato in Serie A. Mentre mio fratello era juventino e ci prendevamo sempre in giro, mentre i miei genitori erano entrambi del Milan. Quando ho firmato con la Juventus nel 2004 non ti dico come l’anno presa…”

Il suo rapporto con Antonio Conte, Massimiliano Allegri e Marcello Lippi

“Un difensore era solo un difensore, finché non è arrivato Antonio Conte. Pensava alle cose semplici, non a creare un’azione offensiva. Lui invece ha insistito fin da subito sul fatto che potessimo creare anche noi. Antonio è stato un top, che mi ha dato tanto e chiesto tanto. Lui e Allegri, sono persone che ho raggiunto in una maturità calcistica per capirli. Tantissimi importanti ce ne sono stati, ma loro due per me sono speciali. Marcello Lippi, ad esempio, aveva la capacità di saper leggere le situazioni, meno tattica, ma un rapporto schietto e diretto con tutti. E’ stato importante, anche se io ero molto giovane all’inizio”

Chiellini parla del suo brutto infortunio

“Penso che se mi fosse capitato dieci anni fa non avrei avuto la serenità per accettarlo. A 35 anni, con tutta l’esperienza che ho avuto, capisco che ci possa stare, che è un passaggio e ho saputo trovare l’energia per tornare. Il primo periodo ho sentito una scarica di energia forte, fai fisioterapia e vai a mille, anche se fa male. Quando togli le stampelle valuti i miglioramenti, che sono impercettibili. Ti sforzi tanto per recuperare poco alla volta. Poi impari a conoscere meglio anche dottori e fisioterapisti, che fanno parte della vita dello spogliatoio in questi mesi”

La quarantena di Giorgio Chiellini

“Da fine gennaio ad aprile sono rimasto da solo. Mia moglie era scesa in Toscana con le bambine, quando dovevano tornare a Torino a fine febbraio abbiamo deciso che era meglio rimandare. Quando ho rivisto dopo tutto questo tempo mia figlia era più grande e mi sono messo a piangere. Sono onesto, sono state tante le emozioni, fortunatamente la maggior parte belle. Ora siamo un po’ provati, ma tornare alla normalità è bellissimo”

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