Il mondo del tennis non è mai stato particolarmente unito e, molto spesso, si è diviso sulle questioni più importanti. La maggior parte degli sport (come calcio, formula 1 e moto Gp) ha già potuto far ripartire le competizioni, o è in procinto di farlo, mentre altri hanno definitivamente chiuso i loro tornei. Il tennis invece, ha già programmato i prossimi tornei, ma nulla è ancora certo. Lo US Open si dovrebbe giocare, ma la situazione riguardante il Covid-19 negli Stati Uniti d’America non fa stare tranquilli i giocatori, e molti stanno pensando di non andare. La situazione per i tornei in Europa dovrebbe essere molto più favorevole, e si vedono pochi problemi in vista per Roland Garros e Internazionali d’Italia.
Gilles Simon, nel corso di un’intervista, ha fatto il punto sulla situazione attuale che il tennis sta vivendo. Il tennista francese ha criticato duramente i giocatori, che invece di pensare ognuno per sè, dovrebbero unirsi in un vero e proprio sindacato, per non dover sottostare in ogni situazioni a scelte altrui. Il numero 54 del ranking mondiale ha inoltre difeso Novak Djokovic dagli attacchi ricevuti in queste settimane. Secondo Simon infatti, il numero 1 al mondo ha sicuramente commesso un grave errore con l’Adria Tour, ma rimane sempre uno dei giocatori che più si interessano e preoccupano per chi occupa le posizioni più basse del ranking. Oltre a difendere il serbo, Simon non ha mancato l’occasione per criticare Roger Federer, a suo parere troppo disinteressato per quanto riguarda il bene di tutti i tennisti.

Simon
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Gilles Simon parla delle troppe polemiche nel mondo del tennis

“Per ora, mi sono convinto che avrei giocato a Cincinnati e allo US Open per fissarmi una scadenza. E’ una buona idea? Non lo so. tutti esprimono il proprio parere. Si vede soprattutto che non c’è una guida, o per lo meno un’unica guida per tutti. Ognuno ha interessi diversi, ognuno tenta di giocare le proprie carte come può a seconda delle regole, delle leggi, delle condizioni di certi paesi. E noi giocatori, siccome non abbiamo un organismo e una rappresentanza definita, dobbiamo subire ed è colpa nostra. Mi dicono di riprendere allo US Open? Ok, andrò allo US Open, grazie e arrivederci. La situazione negli Stati Uniti non è facile, io preferirei che ci dicessero ‘finché avremo questo genere di condizioni, non si gioca’, ma non siamo noi a decidere”

Sulla possibilità di creare un sindacato dei giocatori

“Da tanto tempo si parla di un sindacato dei giocatori… bisogna che tutti quanti capiscano che da soli sono deboli e che uniti sono fortissimi. Ci sono cinquanta maniere diverse per dividere i giocatori, utilizzate dagli agenti, le federazioni, i tornei. Ora, basta vedere che gli americani vogliono giocare lo US Open, i francesi saranno al Roland Garros. Lo fanno perché possono farlo, è semplice. Sta a noi impedirlo ed essere ascoltati. All’inizio della carriera, i giovani tennisti si credono protetti dall’ATP. Adesso, ci sono sempre più giocatori che auspicano la creazione di un’associazione”


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Gilles Simon difende Novak Djokovic dalle critiche

Simon

Simon difende Djokovic

“Penso che alcune critiche contro Novak Djokovic siano esagerate, specialmente quello che ha detto Noah Rubin. Ho solo espresso l’opinione che Nole, all’Adria Tour, ha fatto il grande errore di fare qualcosa che potesse danneggiarlo. E’ un gran peccato. Ma vorrei dire a Noah che per il prize money nei Challenger o nelle qualificazioni, nessuno ha lottato più di Novak Djokovic. Quindi, quando chiede le dimissioni di Novak dalla presidenza del consiglio dei giocatori, si dà la zappa sui piedi. E’ facile capire il perché di tutto queste critiche comunque. Lo si vede anche nel pubblico, in campo, nella finale dell’Australian Open. Si ha la sensazione che, se battesse i record di Roger Federer, darebbe fastidio a tutti. E’ così forte che rompe le p…e. lo sfogo contro Novak è un errore enorme. Gran parte del pubblico non lo considera come Roger o Rafa”

Sul diverso trattamento riservato a Novak Djokovic e Roger Federer

“E’ vero, Federer spesso non si esprime sulle questioni ‘politiche’. Ho conosciuto Roger Federer capace di farsi avanti quando c’erano discussioni sul prize money degli Slam, tempo fa. Ho l’impressione che l’abbiamo perso per strada, che gli importi poco di rappresentare i giocatori. Eppure, se c’è una voce autorevole, è proprio la sua. E’ vero che la voce più importante dovrebbe essere quella di Novak Djokovic, dato che è il presidente del consiglio dei giocatori, ma non credo sia così. Djokovic sta comunque facendo un buon lavoro, io lo considero come tutti gli esseri umani, con le sue qualità e i suoi difetti. Esattamente come Roger Federer e Rafa Nadal. Ma per quanto riguarda Federer, si parla solo dei suoi pregi. E solo dei difetti di Novak. E’ a causa del gioco mediatico. Credo che Nole tenti di affrontare questioni complicate nell’interesse generale dei giocatori. E mi è dispiaciuto per questa storia dell’Adria Tour, perché ha sicuramente commesso un grande errore, ma tutto questo non può cancellare quello che ha fatto in questi anni. Ormai è facile dire: non date più retta a Novak Djokovic! Ma non è giusto. Ho letto alcune battute sul suo nome, in cui alcune persone lo chiamavano ‘Djocovid” e penso che tutta questa cattiveria sia gratuita e assolutamente non meritata. Le persone dovrebbero avere più rispetto. 

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