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Germania – Olanda, l’analisi tattica di Invictus

Nella Lega A della UEFA Nations League, il Gruppo che sta suscitando più sorprese è sicuramente il numero 1 e lunedì 19 novembre alla Veltnis Arena si gioca Germania – Olanda, praticamente l’ultima chance per i tedeschi per evitare una clamorosa retrocessione in Lega B. La Germania di Low ha subito un’involuzione inaspettata negli ultimi due anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Germania – Olanda, un grande classico del calcio europeo

Questa sfida rappresenta sicuramente un grande classico, sono 41, infatti, gli incontri disputati tra queste due nazionali, con il computo che per ora sorride ai teutonici che hanno ottenuto 15 vittorie, così come 15 sono i pareggi e 11 le vittorie degli Orange. L’Olanda di Koeman sembra essere sulla buona strada per uscire dalla crisi che l’ha travolta negli ultimi 4 anni, infatti Robben e compagni non sono riusciti a qualificarsi né agli ultimi Europei né ai Mondiali di Russia 2018, una serie di risultati davvero deludenti che ha portato il CT a convocare giocatori che militano in squadre di fascia medio-bassa per rinnovare la rosa. Lo score del CT recita tre vittorie, tre pareggi e due sconfitte in otto partite disputate dal 6 febbraio 2018, non proprio dei numeri esaltanti, tuttavia coronati da risultati prestigiosi come le vittorie per 3-0 contro Portogallo e Germania. Quello che rassicura però è l’identità tattica che è riuscito a dare alla squadra, nonostante gli interpreti non di primissimo livello.

Low, invece, sembra alle prese con dei problemi interni allo spogliatoio e, in particolar modo, con Sanè, l’attaccante del Manchester City che non ha preso bene l’esclusione dalla rosa che ha partecipato al Mondiale. Nelle ultime due uscite dei tedeschi, Sanè è partito titolare e nella vittoria per 3-0 contro la Russia in amichevole è anche andato in rete. In generale, sembra che il gruppo storico che ha portato alla vittoria del Mondiale nel 2014 in Brasile non fornisca più le adeguate garanzie e Low stia mettendo in atto un processo di ringiovanimento della squadra.

Germania – Olanda, le statistiche del match

I padroni di casa hanno dimostrato finora un’insolita abulia sotto porta, infatti, finora, hanno segnato solo un goal, nella partita persa contro la Francia per 2-1, tra l’altro su rigore. Questo dato va in forte contrasto con quello relativo alla media di tiri per partita, che si assesta su 15, il problema riguarda la freddezza sotto porta degli attaccanti tedeschi. Il sovraccarico della fascia sinistra nella costruzione del gioco, il 40% del totale, dimostra quanto Sanè sia decisivo nella manovra tedesca, ma forse proprio la scarsa precisione al tiro dell’esterno incide su quella dell’intera nazionale, infatti Sanè ha la media di 1.7 tiri a partita, ma solo di 0.3 tiri nello specchio. Il dato dei goal segnati è reso ancor più preoccupante dal fatto che il 78% dei tiri della Germania è stato scoccato all’interno dell’area di rigore, una percentuale talmente elevata che avrebbe dovuto generare un numero di goal molto più elevato. A testimoniare quanto Sanè incida su queste scarse percentuali realizzative, c’è anche il dato della provenienza dei tiri, infatti il 29% di questi proviene dalla fascia sinistra, contro solo il 7% dalla fascia opposta. La scarsa incisività nella manovra offensiva di Timo Werner e Thomas Muller, rende la fascia sinistra l’unico sbocco per l’azione tedesca. La costruzione dell’azione, a differenza di quanto accadde nel Mondiale vinto del 2014, non passa più dai piedi dei difensori, ma ristagna a centrocampo, con un giro palla molto lento. Dei 636 passaggi a partita della Germania ben 90 provengono dai piedi di Toni Kroos e 78 dai piedi del terzino sinistro Hector, tuttavia, nel 43% dei casi si tratta di passaggi nella zona di centrocampo, che consentono alla difesa avversaria di piazzarsi e bloccare lo sbocco per vie centrali.

L’Olanda, a differenza degli avversari, predilige un possesso basso, con un giro palla anche esasperato tra i tre centrali, nel 33% dei casi in zona difensiva (contro il 25% della Germania) e nel 45% dei casi a centrocampo. Tuttavi, il numero di passaggi a partita è nettamente più basso (473) e aumentano di molto il numero di passaggi filtranti (12 a partita contro i 6 dei tedeschi) e lunghi (94 contro 66 dei tedeschi). Passaggi però sempre  rasoterra, a causa della scarsa bravura nei colpi di testa degli attaccanti Orange (38% dei duelli aerei vinti contro il 58% della Germania). Decisivo nella transizione verticale è Frenkie De Jong, che, con i suoi 60 passaggi a partita e 89% di passaggi riusciti, offre in media 3 passaggi chiave a partita, soprattutto sulla fascia sinistra, quella di Depay, il miglior dribblatore olandese (2,5 dribbling riusciti a partita) e quello che tira di più (3,5 tiri a partita). Sarà decisiva, in questo senso, la prestazione del centrocampo tedesco nel limitare De Jong e quella di Kimmich nel fare lo stesso con Depay.

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Germania – Olanda, le probabili formazioni

Low dovrebbe lanciare dal primo minuto Keher e Schulz, probabile panchina per Hector. In attacco chance per il talento del Bayer Leverkusen Havertz nel tridente dietro Timo Werner. Per Koeman pochi dubbi, centrocampo con Strootman a fare da filtro e De Jong e Wijnaldum a inserirsi, sulle fasce Depay e il sempreverde Babel, mentre il riferimento offensivo centrale sarà Bergwijn.

Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Hummels, Kehrer, Schulz; Rudy, Kroos; Sanè, Havertz, Reus; Werner. Allenatore: Low

Olanda (4-3-3): Cillessen; Dumfries, Van Dijk, De Ligt, Blind; Strootman, De Jong, Wijnaldum; Bergwijn, Depay, Babel. Allenatore: Koeman.

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