“Il quinto Beatles”, una vita da star prima ancora che da calciatore. Stiamo parlando ovviamente di George Best, della sua ascesa all’Olimpo del Calcio e del rapido declino fino al letto di un ospedale di Londra. Un calciatore entrato nella leggenda e nel cuore di milioni di appassionati di calcio e non solo tra quello dei tifosi del Manchester United. George Best: frasi, carriera calcistica e biografia del calciatore che per primo ha vissuto lo sport da protagonista anche fuori dai campi di calcio fino a diventare leggenda. Nella leggenda infatti è entrato questo striscione che ne rappresenta appieno l’essenza, esattamente come molti aforismi Goerge Best:
Maradona good, Pelè better, but George… Best”.

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Ascesa e declino della leggenda George Best: frasi celebri e vita

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George Best con la maglia del Manchester United

Rockstar o calciatore professionista? Difficile da dire se si prende in considerazione un personaggio a dir poco controverso come Best. George nasce in un quartiere povero di Belfast (Irlanda del Nord) il 22 maggio 1946 e, come per tutte le figure entrate nel mito, il racconto della sua infanzia si fonde costantemente con la leggenda: si narra di un bimbo prodigio, capace di palleggiare già da piccolissimo, un predestinato insomma. Al di là della leggenda, l’allora osservatore del Manchester United in Irlanda del Nord, Bob Bishop, avrebbe confermato senza neanche rifletterci di essere di fronte ad un predestinato, un genio, come lui stesso lo descrisse allo staff del club inglese. Sarà proprio l’incontro con Bishop a segnare definitivamente la carriera del giovanissimo Best, che coglie l’occasione e si trasferisce a Manchester resistendo alla forte mancanza della propria terra.

È il settembre 1963 quando, appena 17enne, fa il suo esordio in maglia rossa e nonostante abbia indossato spesso il numero 11, molti individuano in Best l’inizio di una tradizione che vedrà la maglia numero 7 dei Red Devils venir assegnata alle punte di diamante della squadra, come testimoniano Cantona, Owen, Beckham e Cristiano Ronaldo, i quali hanno certamente lasciato il segno nella storia del club. Una vera e propria rivelazione: Best chiude la stagione come titolare in prima squadra.

La fiducia di Bishop viene ben presto ripagata, quel ragazzino di Belfast è davvero forte ma ancora troppo gracile perché possa competere con i difensori della Premier. Così inizia un programma di allenamento e una dieta volti a metter su massa muscolare e aumentare la sua potenza. I risultati sono strabilianti e Best diventa un attaccante inarrestabile, capace di giocate spettacolari, che si concludono spesso con goal altrettanto belli.

Che giochi ala, trequartista o seconda punta non fa differenza, è veloce, potente, utilizza indistintamente entrambi i piedi. Quando è in giornata si può notare chiaramente come abbia una marcia in più rispetto a tutti gli altri: in campo concilia lampi di genio a giocate di potenza, un pressing aggressivo e una velocità straordinaria lo rendono un vero e proprio incubo per tutti gli avversari. E infatti l’anno seguente al suo esordio, il Manchester United vince il campionato, mentre il giocatore diventa sempre più “The Best”, iniziando a far diffondere quelli che diventeranno veri e propri aforismi di Goerge Best. Più tardi una delle citazioni George Best riassumerà il successo in gioventù e purtroppo anche ciò che sarebbe accaduto più tardi: “Avevo 22 anni quando nel 1968 vinsi la Coppia dei Campioni con il Manchester United e fui nominato Calciatore Europeo dell’Anno. Avrebbe dovuto essere il fischio di inizio di una sfolgorante carriera, e invece fu solo l’inizio della fine”.

Ormai è un tassello fondamentale della formazione, con cui gioca la Coppa dei Campioni del 1967/68 guadagnata l’anno precedente vincendo la Premier. Gli inglesi vinceranno quell’edizione della Coppa, battendo in finale il Benfica di Eusébio, altra leggenda del calcio di quegli anni.

“Fuori dai campi di gioco il mondo sembrava impazzito.”

Il mondo sembra impazzire per lui e non è difficile capire perché: dopo la vittoria contro il Benfica, partita che lo stesso Best definirà come la più bella nella sua carriera, George realizza di esser diventato una vera e propria star. Una delle tante frasi Goerge Best che infatti definiscono questo cambiamento a vera e propria rockstar del calcio è quella che probabilmente l’ha reso famosissimo in tutto il mondo: “Ho speso un sacco di soldi per alcol, donne e macchine veloci… Tutti gli altri li ho sperperati.”

Pelè l’anno prima, quando ha solo 21 anni, lo definisce il giocatore più forte del mondo; il pubblico lo idolatra, ha solamente lui sulla bocca e questo perché oltre ad essere un campione in campo è un personaggio discusso anche fuori.

Vincere la Coppa dei Campioni con prestazioni esaltanti sia in stagione che in finale non è cosa di tutti i giorni, venir incoronato Miglior giocatore al mondo e ricevere il Pallone d’oro tanto meno.

“I bravi giocatori diventano grandi giocatori e i grandi giocatori diventano dei.”

Se si mettono insieme una carriera giunta in brevissimo tempo al punto più alto a cui può aspirare un calciatore con un successo smodato e il clamore mediatico di una rockstar, probabilmente si giungerà di fronte ad un bivio: la disciplina da una parte, l’eccesso dall’altra.

Se poi si unisce una forte inclinazione all’alcolismo e un carattere decisamente irrequieto, ecco che la strada sembra già segnata.


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Ed è proprio qui che inizia la rovina: Best ha raggiunto rapidamente l’apice della sua carriera, e per quanto sia decisamente ancora molto giovane, il resto della sua vita sarà un lento ed inesorabile declino. Anche il cambio di tecnico nella panchina dello United gioca un ruolo importante nella storia di Best poiché, dopo il passaggio di Busby a dirigente, George non incontrerà più alcun allenatore capace di trattare con lui.

Così, insieme alla sua stella più luminosa, anche il Manchester accusa il colpo e passa in pochi anni da squadra più forte d’Europa a retrocessa in Seconda Divisione Inglese nella stagione 1973/74, licenziando di fatto George, ormai 28enne. Negli anni seguenti Best va a giocare in Sudafrica prima e in Inghilterra poi, passando per l’Irlanda, ma è un giocatore ormai a dir poco incostante e non dura granché ovunque si trovi.

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Il famoso murales in memoria di George Best in una strada di Manchester

Continua ad alternare prestazioni pessime a veri e propri colpi di genio (celebre il tunnel a Cruijff con la maglia della nazionale), ma è ormai chiaro che i problemi legati alla vita privata e in particolare allo stile di vita smoderato siano diventati un mostro troppo grande da gestire, e il calciatore ne risente visibilmente.

Tuttavia, dall’America arriva la possibilità di riscattare una carriera più che compromessa: negli USA si sta cercando di creare una Divisione reclutando vecchie glorie, tra cui Pelè, così anche Best decide di trasferirvisi. Anche lì però non troverà mai la costanza necessaria in campo, tantomeno riuscirà a regolare la propria vita sempre più fatta di eccessi, come ricorderà poi con una delle tante frasi alcol George Best: “È stato l’alcool che nel 1984 mi ha portato alla prigione di Pentonville per guida in stato d’ebrezza, reato che sicuramente non mi avrebbe fatto finire in gattabuia se poi non avessi preso a testate un poliziotto”.

George Best muore nel 2005 (59 anni) al Cromwell Hospital di Londra per gravi danni al fegato, l’epilogo terribile già preannunciato da tempo. Nonostante le travagliate vicende legate alla propria vita, ciò che rimane di Best è il ricordo di una personalità irripetibile oltre che il profilo di un calciatore che difficilmente troverà eguali negli anni a venire.

Se mai si potesse leggere un insegnamento nella sua storia, di certo non spetta a noi darlo.

A tal proposito, risulterà molto significativo l’ultimo, intimo messaggio che volle mandare dal letto di ospedale:

«Don’t die like me »   Non morite come me

George Best: frasi divenute famosissime

Oltre alle sue doti calcistiche su cui non si può di certo discutere, Best ha continuato a far discutere di sé anche con alcune celebri affermazioni che ne rappresentavano al meglio il personaggio sopra le righe.  Di seguito dunque vogliamo elencare alcune frasi di George Best che sono entrate nella storia.

“Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili. Il resto l’ho sperperato”

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i venti minuti peggiori della mia vita”

“Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più.”

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