La Federazione Internazionale dell’Automobile ha deciso di prolungare lo stop della Formula 1 per altre due settimane. Nell’incontro tra Chase Carey, Ross Brawn e Jean Todt si è discusso, oltre che dello stop, anche della possibilità di ripartire e, nel caso fosse possibile, quando farlo. McLaren e Williams continuano a chiedere la riduzione del budget cap e, dopo il rifiuto di Ferrari e Red Bull, ecco una soluzione che potrebbe accontentare tutti.

Formula 1
scommesse telegram

Ufficiale: Formula 1 sospesa per altre due settimane

Ora è ufficiale: la Federazione Internazionale ha reso pubblico il provvedimento di proroga per la chiusura delle squadre di Formula 1. Inizialmente, lo “shutdown” era previsto per tre settimane, salvo poi essere stato esteso a cinque. Il blocco si protrarrà quindi fino al termine del mese di maggio, fermando il lavoro di tutte le squadre. L’idea che girava da qualche tempo prevedeva la partenza del Mondiale di Formula 1 2020 con il Gran Premio del Canada. Gli organizzatori della gara hanno però comunicato che il 14 maggio non ci sarà alcuna manifestazione sul tracciato di Montrèal. Lo stesso potrebbe valere per il Gran Premio di Francia, data la grande difficoltà dello stato transalpino, che sta vivendo in queste settimane il picco del contagio di Covid-19. Altre due gare sospese quindi, e l’inizio del mondiale, tanto sperato da alcuni, necessariamente rimandato. La prossima gara disponibile, almeno per il momento, potrebbe essere quella in Austria che, in teoria, si dovrebbe correre il 7 luglio. Manca ancora molto tempo ed è impossibile prendere una decisione adesso, ma la Formula 1 spera di poter finalmente iniziare sul tracciato chiamato “Red Bull Ring” situato a Spielberg.


Scarica l'app di Invictus per restare sempre aggiornato su tutti i pronostici, i risultati e le trattative di migliaia di squadre, campionati e sport. Clicca su Apple Store se hai un iPad o un iPhone, oppure clicca su Google Play se hai un tablet o uno smartphone Android.

invictus app store

invictus google play


Continua la discussione sul budget cap

La Formula 1 deve però tentare di mettere una pezza all’enorme buco economico generato dallo stop del campionato. Le scuderie non hanno affrontato neanche una gara, e il danno economico (specialmente per i team meno ricchi) è elevatissimo. Per questo Liberty Media, la società proprietaria della Formula 1, è corsa ai ripari mettendo in cassa integrazione metà del suo personale, 250 persone su 500 totali. Per i manager invece è previsto un taglio degli stipendi, che sembra si aggiri almeno intorno al 20%, senza gli ammortizzatori previsti dal governo britannico. Il presidente e amministratore delegato Chase Carey invece, vedrà un taglio del 30%.

Formula 1

Jean Todt e Chase Carey

Negli ultimi giorni, si è parlato molto della possibilità di abbassare il tetto massimo dei costi per tutti i team di Formula 1, chiamato “budget cap”. Come abbiamo già detto, la crisi potrebbe avere serie ripercussioni sulle squadre più deboli che, costretti ad mettere soldi per piloti, staff e tutto il resto, non avrebbero più grandi cifre da investire in ricerca e sviluppo, fondamentale nella Formula 1. Queste scuderie avrebbero quindi serie ripercussioni nel prossimo (o nei prossimi) campionati, creando un distacco ancora più netto con le scuderie più ricche come Ferrari, Mercedes e Red Bull. Prima di prendere una decisione sullo stop prolungato di altre due settimane, Chase Carey, Ross Brawn e il presidente della FIA Jean Todt si erano confrontati proprio sulla possibilità di abbassare il budget cap, aiutando così i team di Formula 1.

Il budget attuale è fissato a 175 milioni, cifre che alcune scuderie non possono raggiungere nello sviluppo di una monoposto. McLaren e Williams sono state le prime a tagliare gli stipendi di staff e piloti, e hanno proposto nel corso della riunione di portare il budget cap a 100 milioni. Tutti i team si sono trovati d’accordo, esclusi Ferrari e Red Bull, che non vorrebbero scendere sotto i 150 milioni. Nelle ultime ore è stata comunque proposta un’alternativa, che potrebbe accontentare i team. Le scuderie vedrebbero un abbassamento del budget cap, ma con una differenza importante: la differenza tra chi fornisce pezzi agli altri e chi no.

I team che, oltre a fare ricerca e sviluppo, forniscono parti della monoposto ad altri team sarebbero favoriti con una somma più alta. Scuderie come Ferrari o Mercedes, che forniscono componenti importanti come le power unit, ad altre aziende, avrebbero più soldi dalla Formula 1, che dovrebbero ammontare a circa 50 milioni di dollari. Chi invece scende in pista con parti meccaniche acquistate avrebbe il budget cap stimato intorno ai 100 milioni. Una soluzione ragionevole che potrebbe soddisfare tutti, abbassando comunque il gap tra Ferrari, Mercedes, Red Bull e tutte le altre. Non resta quindi che aspettare per capire come la Formula 1 potrà andare avanti, sperando che questa crisi non ci costringa a privarci alcune società importanti. La Williams, ad esempio, è l’esempio più eclatante. La scuderia inglese è una delle più importanti nella storia della Formula 1, avendo vinto 7 volte il Mondiale piloti e ben 9 volte il mondiale costruttori. La Williams è però da anni in crisi, e lo stop del Mondiale 2020 e la pandemia di Covid-19 potrebbe davvero segnare la fine per una scuderia amata da tantissimi tifosi e appassionati di questo sport.

Segui la nostra Guida Scommesse per migliorare le tue capacità e scopri i nostri sistemi vincenti.

Formula 1
Formula 1