La Formula 1 guarda con preoccupazione alla diffusione del Coronavirus, ed ovviamente non è l’unica a temere che questo virus possa compromettere molto di più di quello che si pensa. Il rinvio dei Gran Premi è tollerabile ma fino a quando e come ci si organizzerà dopo? Si andrà avanti con GP a porte chiuse o sarà meglio far saltare l’intera stagione per poi riprendere il prossimo anno a pieno regime?

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In questo momento nessuno sa dare risposte certe e anche i più alti dirigenti rimangono a monitorare la situazione preparandosi ad ogni eventualità. E’ questo un periodo di simulazioni e ipotesi, di soluzioni possibili e di studi approfonditi per i dirigenti della Formula 1. Ma quello che sarà nessuno lo sa con certezza, l’importante è farsi trovare pronti ad ogni soluzione.

«Una soluzione per non compromettere il Mondiale di F1? Non fare le ferie ad agosto e sfruttare i weekend per correre. Solo così avremo un calendario abbastanza decente», questo ha detto il 65enne Ross Brawn direttore generale e responsabile sportivo del progetto Formula 1.

I Gran Premi già perduti e quelli a rischio

Bahrain, Vietnam e Australia sono già andati e fanno parte di quei Gran Premi che potrebbero anche essere recuperati, seppure sia al momento un’ipotesi fantascientifica. Ora però si aspetta il rinvio anche delle 2 gare europee: Gran premio di Olanda e di Spagna. Tutto considerato, si hanno speranze di riprendere direttamente da Montecarlo, il 24 Maggio.

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Questa al momento è l’idea che va per la maggiore ma si vive un po’ alla giornata. Al limite, la ripresa del campionato potrebbe slittare ancora di due settimane ed iniziare a Baku in Azerbaigian.

Le ipotesi sul tavolo ci sono e sono tutte razionali e ben progettate, ora bisognerà riscontrare anche una certa disponibilità da parte dei team a stringere un po’ i tempi di riposo. Bisognerebbe calendarizzare almeno 3 gran premi consecutivi, riducendo anche i week end a soli due giorni. E’ ancora Brawn a spiegare la situazione e a mettere in chiaro gli interessi in gioco:

«Con questa ipotesi sono abbastanza ottimista di salvare 17-18 gare delle 22 iniziali. L’ importante è che ci sia flessibilità da parte dei team, perché ogni gara persa sono introiti in meno per squadre e F1 come azienda».

Insomma l’azienda Formula 1 e le aziende che vi corrono non possono rinunciare al campionato 2020, bisogna far di tutto per riuscire a mettere in piedi un campionato credibile e che possa salvare l’economia di tutto il settore. In pratica quest’anno non si correrà soltanto per la vittoria ma anche per la sopravvivenza di tutto il sistema Formula 1. Un anno di stop potrebbe far crollare tutto lo status quo. Queste soluzioni provvisorie di recupero dell’anno in corso rappresentano soltanto una manovra per limitare i danni ma di certo nel 2021 si ripartirà con una Formula 1 più povera.


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I casi di Coronavirus in Formula 1

Si sono riscontrati casi positivi di Coronavirus anche nel mondo della Formula 1 e proprio per questo tutte le varie ipotesi di ripresa del campionato sembrano ancora troppo acerbe.

Prima di tutto bisognerà uscire da questa situazione a livello sanitario e poi si vedranno le varie ipotesi percorribili. Ovviamente la struttura dirigenziale deve già programmare ma al momento anche tra gli uomini della F1 ci sono situazioni da monitorare a livello sanitario.

Il meccanico della McLaren che è stato trovato positivo poco prima del GP d’Australia sembra che stia recuperando al meglio e non presenta sintomi particolari. Ovviamente, per sicurezza, il team è stato tenuto in quarantena proprio come il team della Mercedes. Anche in casa Pirelli si è riscontrato un caso di Coronavirus. Infatti un membro dello staff del fornitore di gomme è stato messo in quarantena in Australia. La tensione è comunque alta perché gli interessi in gioco sono enormi e nessuno vuole mollare il proprio tornaconto. Si pensi che il team Mercedes voleva assolutamente correre in Australia ma è stata la casa madre a dare lo stop.

Seppure già Hamilton, a poche ore dalla gara, aveva dato una sferzata a tutti quelli che insistevano per correre in Australia:

«Sono scioccato per essere seduto in questa stanza in questo particolare momento. Sembra che il resto del mondo stia reagendo, forse un po’ tardi, anche il presidente Trump negli Usa ha fermato la Nba mentre la Formula 1 va avanti. Il denaro comanda. Sono preoccupato per i tifosi, per i lavoratori e anche per me: ho visto questa mattina Jackie Stewart in forma, in salute, come tante altre persone anziane nel paddock. È decisamente preoccupante pensando anche al personale dei team sottoposto ai test per il coronavirus».

Le dichiarazioni di Bernie Ecclestone

Poco simpatico lo è sempre stato ed invecchiando non sembra migliorare. Bernie Ecclestone, ex capo assoluto della F1, ha rilasciato dichiarazioni piuttosto antipatiche soprattutto contro la Ferrari. Eccovi un sunto delle dichiarazioni del 90enne:

«Vettel ha fatto una pessima stagione, il Canada lo ha affondato, ma è stato abbandonato. Charles ha fatto bene, ma non è niente di spettacolare. Nella Rossa quando si innamorano di un pilota scaricano l’altro. Mattia Binotto non è un leader, ma un ingegnere. Ci vorrebbe Flavio Briatore. Lewis Hamilton alla Ferrari? Non funzionerebbe perché sono italiani. Se fossi in lui rinnoverei con la Mercedes dove ha grande libertà. Chi consiglierei alla Rossa? Verstappen».

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